L’Italia come il Medio Oriente. Il clima del futuro è rovente

Il clima del futuro trasformerà l’Italia da paese mediterraneo in paese mediorientale o desertico. Lo dicono i dati di oggi e le previsioni dei climatologi.

L’Italia è avvolta dall’anticiclone che arriva dal continente africano e gran parte delle regioni fanno registrare temperature ben poco mediterranee, a causa di masse d’aria roventi. Si tratta di una delle ondate di calore più intense degli ultimi decenni, sia per i valori massimi raggiunti, sia per l’intensità e la durata.

L’Italia a 40 gradi, oggi

Nei giorni scorsi alcune città hanno superato i loro record di temperatura massima fatti registrare durante il mese di agosto. In particolare, martedì Alghero ha raggiunto i 42 gradi, Firenze 41 gradi, Perugia 40 gradi e L’Aquila 38 gradi. Mercoledì è stato il turno della capitale, Roma ha raggiunto il picco di 40 gradi eguagliando il suo record storico. Tra giovedì e sabato altri record hanno aggiornato i libri di storia della meteorologia italiana. “Il grande caldo infatti tenderà ad intensificarsi per un ulteriore apporto di masse d’aria in arrivo direttamente dal deserto del Sahara, da cui è giunta anche una discreta quantità di pulviscolo in sospensione che ha reso in cieli ‘giallastri’ in molte zone italiane”, secondo quanto riportato dal meteorologo Davide Sironi di 3Bmeteo.com. Le regioni più colpite da questa ondata di caldo sono Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna, Campania, Puglia, Basilicata ed Emilia-Romagna con punte comprese tra i 39 e i 42 gradi.

L’Italia a 50 gradi, domani

Un miglioramento è previsto per domenica quando l’anticiclone porterà temporali sulle Alpi in pianura padana. Ma un vero peggioramento (o miglioramento a seconda dei punti di vista) arriverà solo a metà di settimana prossima quando, con molta probabilità, l’ondata di caldo mollerà la presa a partire dal nord per poi liberare il sud entro il fine settimana.

temperature italia, africa

Sempre 3Bmeteo.com ha messo a confronto le temperature di questi giorni in Italia con quelle di regioni geografiche dove queste temperature sono la norma, come il Medio Oriente o l’Africa dei deserti. Così si nota come ad Alghero si stia come alla Mecca (Arabia Saudita) e a Bologna si sia registrata la stessa temperatura di Sharm el-Sheikh, in Egitto. Ma senza il beneficio del mare.

Il meteorologo esperto di clima Luca Mercalli ha cercato di chiarire i motivi di questo fenomeno dovuto al riscaldamento globale con un articolo apparso sul quotidiano La Stampa dal titolo Vivere a 50° di cui riportiamo alcuni estratti:

Nel mondo ci sono zone, in gran parte nei deserti tropicali, California, Nord Africa, Medio Oriente, Pakistan, Australia, che con una certa facilità superano i 50 gradi. Fino ad alcuni anni fa venivano considerati come record i 58 °C annotati il 13 settembre 1922 alla stazione meteorologica di El Azizia, nell’entroterra di Tripoli, in Libia, a quel tempo gestita dagli italiani. Tuttavia una commissione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha invalidato quel valore, frutto di un errore di lettura. E anche i 56,7 °C del 10 luglio 1913 nella Valle della Morte (in California), ancora ufficialmente accettati come primato, lasciano dubbi e realisticamente i record dovrebbero essere i più recenti 54,0 °C rilevati il 30 giugno 2013 nella località californiana dall’eloquente nome di «Furnace Creek» e, il 21 luglio 2016, a Mitribah, in Kuwait.

Tali estremi in queste regioni aride occorrono in concomitanza di umidità relativa molto bassa che facilita la termoregolazione corporea, ma si collocano pur sempre ai limiti della sopravvivenza. Con l’amplificazione dell’effetto serra, dovuta alle emissioni delle attività umane, gli scenari climatici per il futuro vedono un forte aumento della frequenza, durata e intensità delle ondate di calore, tanto che verso fine secolo i 50° C potrebbero essere toccati perfino in Europa meridionale, secondo uno studio coordinato da Margot Bador del Cnrs francese. Simone Russo, ricercatore al «Joint Research Centre» dell’Unione Europea a Ispra, sul Lago Maggiore, ritiene che, «se non si rispetta l’accordo di Parigi, zone come gli Stati Uniti orientali, Cina e India potrebbero subire in futuro, ogni due anni, ondate di calore più estreme di quella che colpì la Russia nel 2010, facendo oltre 55 mila vittime. I picchi di temperature apparenti di queste ondate di caldo-umido – spiega – si stimano essere superiori a 55 gradi celsius, valore mortale per l’uomo, se persiste per più di 6 ore».

In Italia zone esposte a tale rischio sono soprattutto in Pianura Padana, come Ferrara e Ravenna, dove già nel 2015 vi sono state per alcuni giorni condizioni peggiori del clima di Calcutta. Questi problemi vanno presi sul serio: con la fisica dell’atmosfera non sono possibili negoziati né deroghe né armistizi: o riduciamo rapidamente le emissioni globali di gas serra per contenere l’aumento termico oppure i nostri figli e nipoti, tra mezzo secolo, si troveranno in difficoltà senza alcuna possibilità di contrastare l’inedita potenza dei fenomeni climatici da noi stessi innescati.

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