The ghost that carried us away – Seabear

The ghost that carried us away – Seabear Svegliarsi la domenica mattina con la leggerezza nel cuore, andare a letto da soli alle 11:30 di sera al venerdi in un alone di melanconica, eterea solitudine. Dolce melodie che echeggiano di archi. Chitarre acustiche e voci sussurrate. Cosi il “Leone di Mare” si presenta all’esordio. Anzi

The ghost that carried us away – Seabear

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Svegliarsi la domenica mattina con la leggerezza nel cuore,
andare a letto da soli alle 11:30 di sera al venerdi in un alone di
melanconica, eterea solitudine. Dolce melodie che echeggiano di
archi. Chitarre acustiche e voci sussurrate.

Cosi il “Leone di Mare” si presenta all’esordio. Anzi si
presentano perchè come dicono loro: “ero da solo, ora siamo
in sette” vengono da Rejkjavik ed una volta scoperto questo tutto
ci viene più chiaro.

Chissà perchè i paesi del nord non riescano a
prescindere da un onirica trasparenza in accordi e testi. Voglia di
Fiabe? Pronti.

Ma ricordatevi, come affermano loro: “Its not cold in Seaberia”
infatti ci portano un atipico calore islandese.

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