Coronavirus

Traffico aereo più che dimezzato a marzo, a causa del coronavirus

Il traffico aereo mondiale è crollato a marzo di oltre il 50 per cento. Le compagnie chiedono sostegno finanziario.

Il settore del trasporto aereo è uno dei più colpiti dalla crisi del coronavirus.  Il comparto – che per anni è riuscito a scampare in gran parte alle norme per la salvaguardia del clima, benché sia responsabile di enormi quantità di emissioni di gas ad effetto serra – ha registrato un calo del 52,9 per cento nel mese di marzo, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in termini di traffico.

“Marzo mese disastroso per il traffico aereo”

Ma ciò che è più interessante è un altro raffronto: quello con il 2006. Oggi, infatti, nonostante il calo imponente, il livello del traffico è quello di 14 anni fa. Il che dà la misura della gigantesca crescita del numero di voli registrata in relativamente breve periodo di tempo. Con tutto ciò che comporta anche in termini di inquinamento prodotto.

aereo pista
Un aereo in pista in Australia © James Morgan/Boeing Australia via Getty Images

Ad annunciare il calo del traffico è stata, mercoledì 29 aprile, l’Associazione internazionale del traporto aereo (Iata), che rappresenta un totale di 290 compagnie: “La domanda, misurata in termini di chilometri per passeggeri paganti è scesa del 52,9 per cento. Si tratta del più importante calo della storia recente”. “Si è trattato di un mese disastroso per l’aviazione – ha commentato il direttore generale Alexandre de Juniac -. Si è patito progressivamente l’impatto delle chiusure delle frontiere e delle restrizioni alla circolazione, anche nei mercati interni”.

Il rischio di una ripartenza “ad ogni costo”

In un tweet, l’associazione ha chiesto di rispondere a tali cali in tre modi: con aiuti finanziari, con la concessione alle compagnie di flessibilità nei rimborsi concessi ai passeggeri che avevano comprato biglietti ma che non possono più viaggiare e, infine, con la pianificazione della ripartenza.

Ma, poche settimane prima, un’altra associazione – la Airlines4Europe, che rappresenta 16 compagnie aeree europee – si è spinta molto oltre. La portavoce Jennifer Janzen ha chiesto infatti ai governi del Vecchio Continente di sospendere l’introduzione di un’ecotassa sui biglietti aerei. Il rischio, dunque, è che se le autorità nazionali ed europee dovessero recepire tali proposte, la ripartenza alla quale fa riferimento la Iata possa essere effettuata “ad ogni costo”.

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