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Siamo stati in Albania insieme a Cesvi per raccontare la storia e il futuro del fiume Vjosa, uno degli ultimi fiumi liberi d’Europa. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme di streaming.
In Europa esiste un fiume che scorre ancora libero. Per 272 chilometri, dalle montagne del Pindo in Grecia fino al mare Adriatico in Albania, il suo corso non è mai stato interrotto da dighe o grandi sbarramenti artificiali. Le sue acque modellano continuamente il paesaggio, creando isole di ghiaia, canali intrecciati, boschi ripariali e habitat che cambiano con le stagioni. È la Vjosa, considerata uno degli ultimi grandi fiumi selvaggi del nostro continente.
Attorno al suo corso vive uno degli ecosistemi fluviali più preziosi d’Europa. Il bacino ospita oltre 1.100 specie di flora e fauna, tra cui numerose specie minacciate a livello globale, ed è un corridoio ecologico fondamentale per pesci, uccelli migratori, anfibi, insetti e mammiferi. Qui il fiume è il filo che tiene insieme biodiversità, paesaggio, economia locale e identità culturale delle comunità che lo abitano da secoli.
Nel marzo 2023 la Vjosa è diventata il primo Parco nazionale a tutela di un fiume selvaggio in Europa, un riconoscimento storico nato dopo anni di mobilitazione di cittadini, associazioni ambientaliste, comunità locali e istituzioni. Ma la tutela sulla carta non basta: il suo futuro continua a essere minacciato dallo sfruttamento delle risorse idriche, dall’inquinamento, dalle infrastrutture e da modelli di sviluppo turistico che rischiano di compromettere l’equilibrio di questo territorio.
Per raccontare tutto ciò siamo stati in Albania insieme alla botanica e conservazionista Benedetta Gori, seguendo il corso della Vjosa e incontrando lungo le sue sponde comunità locali, ricercatori, guide e operatori della cooperazione, raccogliendo le loro voci e i paesaggi sonori insieme all’audiodocumentarista Marco Rip.
È da qui che nasce Vjosa. L’ultimo fiume selvaggio d’Europa, il nuovo podcast prodotto da LifeGate e Cesvi, con il sostegno dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo nell’ambito del progetto VITA-Vjosa, finanziato da Aics. Promossa da Cesvi e Celim, VITA-Vjosa è un’iniziativa che coniuga tutela ambientale e sviluppo locale, sostenendo un turismo responsabile e valorizzando il patrimonio naturale e culturale della valle insieme alle comunità che la abitano.
Seguendo il corso della Vjosa dalle montagne fino all’Adriatico, l’audiodocumentario è un viaggio sonoro tra paesaggi, voci e storie che raccontano il legame profondo tra il fiume, la biodiversità e le comunità che da secoli vivono questo territorio e oggi ne custodiscono il futuro.
Le puntate alternano approfondimenti scientifici e racconti quotidiani: le memorie di chi è cresciuto lungo il fiume, il lavoro di chi produce miele, conserve e prodotti locali, le testimonianze di ricercatori, guide ambientali e operatori della cooperazione raccontano come la tutela della natura passi anche attraverso le persone che la abitano.
La storia della Vjosa diventa così una riflessione più ampia sul rapporto tra esseri umani e natura: è possibile immaginare un modello di sviluppo che non consumi gli ecosistemi da cui dipendiamo, ma li riconosca come la base del nostro futuro?
Che cosa significa davvero parlare di un fiume “selvaggio”? Nel primo episodio andiamo alla scoperta della Vjosa e del valore ecologico dei fiumi che scorrono ancora liberi, ripercorrendo anche la lunga mobilitazione che ha portato alla nascita del primo Parco nazionale fluviale selvaggio d’Europa e scoprendo il legame profondo tra il fiume e le comunità che da generazioni costruiscono la propria identità attorno alle sue acque.
L’ecosistema di un fiume è fatto anche da ciò che circonda i suoi argini, dalle attività agricole e turistiche delle comunità locali agli habitat che sovrastano e accompagnano il suo corso. Realtà scandite dal ritmo di “avash avash”, e che quindi promuovono un turismo lento, familiare, in contrapposizione ai tentativi di rapida trasformazione. In questo episodio scopriamo la Vjosa come un tesoro, talvolta fragile, che la comunità ha imparato a custodire nel tempo, e che vuole continuare a farlo.
Dichiarare un territorio “area protetta” non significa automaticamente averlo salvato: significa creare le condizioni perché possa cominciare un lavoro di gestione quotidiana e monitoraggio, anche fuori dai confini del parco. In questo episodio scopriamo gli habitat unici delle foreste montane e delle aree umide della laguna di Narta, con le specie che ospitano e ciò che le minaccia: dai rifiuti e l’inquinamento alle pressioni economiche dell’overtourism.
Per conservare il futuro un territorio bisogna proteggere la relazione tra tutti gli elementi che lo tengono vivo. Tra questi, ci sono le persone che portano avanti uno sviluppo radicato nella sua tutela. Attività che costruiscono alternative concrete al modello estrattivista, che decidono di restare creando economia e valore. In quest’ultimo episodio scopriamo la forza della comunità alla base della protezione del futuro di un grande ecosistema non vuoto, ma pieno di vita.
Vjosa. L’ultimo fiume selvaggio d’Europa è un podcast prodotto da LifeGate e CESVI, con il sostegno dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), nell’ambito del progetto VITA-Vjosa, finanziato da AICS.
Scritto da Benedetta Gori e Marco Rip
Supervisione editoriale: Camilla Soldati
Regia e produzione audio a cura di Marco Rip
Supervisione artistica: Giacomo De Poli
Un ringraziamento speciale a Simona Carpinelli, Mattia Borelli, Simona Denti, Julian Elezi ed Elidijon Thanasi per Cesvi.
Il progetto “VITA-Vjosa – Valorizzazione di iniziative per il turismo e l’ambiente lungo il bacino del fiume Vjosa” è finanziato dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e implementato da CESVI e CELIM, insieme a AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile, AKT – Agenzia nazionale del turismo, AKZM – Agenzia nazionale per le aree protette, Comune di Milano e Juvenilia.
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