Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
Grazie al progetto MC0 di Interreg-Alcotra, lo strumento LISE accompagna la filiera aromi e profumi verso la decarbonizzazione.
Tra gli elementi che fanno parte della personalità di un individuo c’è anche il profumo: che abbia note agrumate o floreali, ogni persona ha il suo preferito. Dietro ogni fragranza, però, si nasconde una filiera complessa – quella degli aromi e profumi – che parte dalla coltivazione o dalla sintesi delle materie prime, passa per i processi di estrazione e trasformazione e arriva fino al confezionamento e alla distribuzione del prodotto finito. Un settore che, come tanti altri, oggi è chiamato a ridurre il proprio impatto ambientale per contribuire agli obiettivi climatici dell’Unione europea.
Anche l’industria delle fragranze guarda infatti al Green deal europeo come a un’opportunità per accelerare la transizione. Per esempio, nel documento EU Green deal: policy recommendations from the fragrance industry che si riferisce al periodo 2022-2024, l’International fragrance association (Ifra) sottolinea la necessità di accompagnare le imprese lungo questo percorso con strumenti concreti, capaci di coniugare competitività, innovazione e sostenibilità. La sfida è quella di ridurre le emissioni e il consumo di risorse, mantenendo la capacità di innovazione. Ma per la filiera, si tratta di un obiettivo non facile da raggiungere.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Green Chemistry mostra infatti come l’impatto ambientale di un ingrediente non dipenda soltanto dalla sua origine naturale o sintetica, ma dall’intero ciclo di vita: coltivazione delle materie prime, processi di produzione, utilizzo di solventi, consumo energetico, rese produttive e trasporti possono incidere in maniera molto diversa sull’impronta carbonica finale. Per questo motivo, spiegano i ricercatori, è sempre più importante adottare strumenti di valutazione dell’intero ciclo di vita (Life cycle assessment), che consentano di individuare le fasi realmente più impattanti della produzione.
È proprio in questo contesto che si inserisce Mission Carb0 (MC0), il progetto finanziato dal programma Interreg France-Italia Alcotra, nato per accompagnare le piccole e medie imprese italiane e francesi in un percorso strutturato di decarbonizzazione.
Il progetto coinvolge quattro filiere produttive – agroalimentare, meccatronica, servizi alla montagna e aromi e profumi – con un obiettivo preciso: aiutare le aziende a conoscere il proprio impatto climatico e a trasformare la sostenibilità in un fattore di competitività. Per farlo, MC0 ha sviluppato L.I.S.E. (Limita i tuoi impatti e supervisiona le tue emissioni), una piattaforma che consente di calcolare la carbon footprint aziendale, realizzare diagnosi ESG e analizzare sia le emissioni dirette sia quelle indirette generate lungo tutta la filiera. Non si tratta soltanto di misurare le emissioni, ma di fornire alle imprese una fotografia del proprio punto di partenza e gli strumenti per costruire una roadmap di miglioramento, che oggi è alla portata di tutte le Pmi dei quattro settori analizzati.
Nel comparto degli aromi e dei profumi, MC0 ha coinvolto una quindicina di imprese, mettendo in evidenza alcuni elementi comuni. Anche in questo caso, l’analisi realizzata attraverso LISE conferma che la parte più rilevante dell’impronta climatica non deriva dagli stabilimenti produttivi, ma dalle emissioni indirette. Per il 69 per cento delle aziende analizzate, infatti, la categoria più impattante riguarda acquisti e spese, cioè l’approvvigionamento di materie prime e componenti della filiera. Seguono gli spostamenti professionali e il trasporto delle merci, che insieme rappresentano un’altra quota significativa delle emissioni.
I primi interventi proposti alle imprese riguardano il rafforzamento della collaborazione con i fornitori per ottenere dati ambientali più accurati, l’introduzione di criteri di acquisto che tengano conto anche dell’impronta carbonica delle materie prime, una maggiore diffusione delle valutazioni di ciclo di vita e la revisione della logistica, privilegiando modalità di trasporto meno emissive quando possibile. Accanto a questi aspetti, emerge anche l’importanza dell’eco-design e dell’innovazione di processo, strumenti che permettono di ridurre l’impatto ambientale già nelle prime fasi di sviluppo del prodotto.
L’esperienza maturata attraverso MC0 dimostra che la decarbonizzazione del settore degli aromi e dei profumi passa da una migliore conoscenza della filiera e dalla capacità di trasformare i dati ottenuti in decisioni operative. Perché, come emerge sia dall’analisi del progetto sia dagli studi internazionali, la competitività futura del settore passerà sempre più dalla capacità di innovare riducendo l’impatto ambientale. E questo significa guardare oltre i confini dello stabilimento, coinvolgendo l’intera filiera in un percorso condiviso di decarbonizzazione.
Le aziende che hanno partecipato al progetto MC0
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