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Con il progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi del settore della meccatronica hanno avviato la decarbonizzazione.
La decarbonizzazione dell’industria rappresenta una delle sfide più complesse della transizione ecologica europea. Se da un lato l’Unione europea punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, dall’altro è chiamata a preservare la competitività delle proprie imprese, che devono ridurre emissioni e consumi senza compromettere produzione, occupazione e autonomia strategica.
L’innovazione industriale avrà quindi un ruolo decisivo. Lo dimostra il primo rapporto pubblicato dal Centro europeo per l’innovazione nella trasformazione industriale e nelle emissioni (Incite), che ha censito 563 progetti dimostrativi dedicati alla decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica. Ben il 71 per cento di queste iniziative nasce con l’obiettivo prioritario di ridurre le emissioni di gas serra, mentre circa il 40 per cento riguarda tecnologie ormai mature o prossime alla commercializzazione. Segno che, almeno in molti casi, il problema non è più l’assenza di soluzioni tecnologiche, ma la loro diffusione su larga scala.
In questo scenario anche la meccatronica è chiamata a fare la propria parte. Il termine indica l’integrazione tra meccanica, elettronica e informatica nella progettazione e produzione di sistemi e dispositivi avanzati: un settore trasversale che comprende macchinari industriali, robotica, automazione e componentistica intelligente, alla base di molte delle filiere manifatturiere europee. Ridurre le emissioni di questo comparto non significa però soltanto migliorare l’efficienza energetica degli stabilimenti. Una parte consistente dell’impronta climatica delle imprese si concentra infatti lungo la filiera, dagli acquisti delle materie prime ai trasporti, fino all’utilizzo dei prodotti da parte dei clienti. È proprio su questa sfida che si concentra Mission Carb0 (MC0), il progetto finanziato dal programma Interreg France-Italia Alcotra che accompagna le piccole e medie imprese in un percorso strutturato di decarbonizzazione.
Alcotra, acronimo di Alpi Latine Cooperazione Transfrontaliera, è il programma europeo che promuove la collaborazione tra Italia e Francia per affrontare insieme le principali sfide ambientali, economiche e sociali dei territori alpini. Nell’ambito di questo programma è nato Mission Carb0, un progetto triennale che coinvolge imprese di quattro filiere strategiche: agroalimentare, meccatronica, aromi e profumi e servizi alla montagna.
L’obiettivo è stato fornire alle aziende strumenti concreti per conoscere il proprio impatto climatico e pianificare interventi efficaci di riduzione delle emissioni. Per farlo è stata sviluppata L.I.S.E. – Limita i tuoi impatti e supervisiona le tue emissioni, una piattaforma che permette di calcolare la carbon footprint aziendale secondo gli standard internazionali, analizzando sia le emissioni dirette sia quelle indirette generate lungo tutta la filiera. Oggi, questo strumento è a disposizione di tutte le PMI dei quattro settori che sono stati
Grazie a L.I.S.E., le imprese che hanno partecipato al progetto hanno potuto costruire una fotografia del proprio punto di partenza e individuare gli ambiti su cui intervenire per migliorare le proprie performance ambientali.
L’analisi realizzata nell’ambito di MC0 ha evidenziato un dato particolarmente significativo: anche nel settore meccatronico circa l’80 per cento dell’impronta carbonica delle aziende analizzate deriva dalle emissioni Scope 3, cioè quelle indirette, generate al di fuori dei confini dell’impresa ma strettamente collegate alla sua attività. La quota più rilevante riguarda gli acquisti di materiali e componenti, che rappresentano in media il 69 per cento delle emissioni complessive. Seguono gli spostamenti di lavoro, il trasporto delle merci, l’utilizzo dei prodotti venduti e la gestione dei rifiuti. Un risultato che conferma come la sfida della decarbonizzazione non possa essere affrontata guardando esclusivamente ai consumi energetici degli stabilimenti. A pesare sono soprattutto le materie prime, i semilavorati, la logistica e, più in generale, l’intera catena di fornitura.
Tra le indicazioni emerse dal progetto c’è anche la necessità di ripensare l’utilizzo dei materiali. Nel comparto della lavorazione della lamiera, per esempio, gli sfridi possono arrivare a rappresentare tra il 15 e il 20 per cento del materiale utilizzato. Ridurli significa non soltanto limitare gli sprechi, ma anche diminuire le emissioni incorporate nelle materie prime e migliorare l’efficienza complessiva dei processi produttivi. Accanto a questo, Mission Carb0 suggerisce di ottimizzare la logistica, favorire l’impiego di materiali a minore impronta carbonica e coinvolgere maggiormente fornitori e partner nella raccolta e condivisione dei dati ambientali.
Dall’esperienza maturata con MC0 emerge un messaggio chiaro: la decarbonizzazione del settore meccatronico non passa soltanto dall’innovazione tecnologica, ma anche da una migliore conoscenza della filiera. Un percorso che richiede collaborazione tra aziende, fornitori e stakeholder, ma che può trasformare la sostenibilità da semplice adempimento normativo a fattore di competitività e innovazione per l’intero comparto.
Le aziende del settore meccatronica che hanno partecipato:
PROVINCIA DI CUNEO
PROVINCIA DI TORINO
DIPARTIMENTO SAVOIE
DIPARTIMENTO PACA
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