L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
È nata negli Stati Uniti un’organizzazione che ha fatto della liberazione dei cani costretti alla catena la propria missione.
Un cane costretto tutto il giorno alla catena è un cane che soffre. Costringere un animale a muoversi nel raggio di pochi metri, soffocando la sua natura gregaria privandolo dell’interazione con il padrone e con gli altri cani e impedendogli di correre ed esplorare è una crudeltà.
Proprio per salvare i cani da questo tipo di maltrattamento e prigionia è nata Dogs Deserve Better (letteralmente “i cani meritano di meglio”), organizzazione no profit statunitense che agisce in aiuto dei cani incatenati. L’organizzazione lavora per sensibilizzare l’opinione pubblica contro il problema dei cani costretti a catena, ma agisce anche concretamente liberando gli animali imprigionati a lungo.
Preziose sono le segnalazioni dei cittadini che consentono ai volontari di Dogs Deserve Better di agire tempestivamente. Gli animali liberati sono inevitabilmente depressi e spaventati, dopo la liberazione i cani vengono portati in un centro di recupero in Virginia, qui vengono gradualmente riabilitati e abituati al contatto con le persone e altri cani, per poi essere affidati a nuove famiglie per iniziare una nuova vita, senza più catene.
Oltre che degradante e alienante la catena può anche essere mortale per i cani, molti infatti finiscono per morire impiccati nel tentativo di scavalcare recinti e palizzate. Il pericolo si estende anche ai bambini, tra il 2003 e il 2015 sono stati registrati circa 400 casi di bambini uccisi o gravemente feriti da cani incatenati in tutti gli Stati Uniti, i cani imprigionati sono più pericolosi perché la condizione in cui vivono ne ha accentuato l’aggressività.
Negli Stati Uniti il fenomeno dei cani alla catena è piuttosto diffuso, soprattutto nelle aree rurali, ma grazie a Dogs Deserve Better e ai cittadini che collaborano attivamente saranno sempre meno i cani ridotti in schiavitù.
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