10 luoghi che l’Europa ci invidia

L’Italia ha moltissime zone riconosciute come SIC, ovvero “Siti di Interesse Comunitario”: sono posti che l’Europa riconosce particolarmente ricchi di valore, di natura, di bellezza, e che ci chiede di proteggere perché di rilevante interesse ambientale. Alcune di queste bellezze sono pressoché sconosciute, sorprendenti e facili da raggiungere in automobile.

Il pont d’Aël, in Valle d’Aosta

È un acquedotto romano lungo 60 metri a ponte presso il villaggio nel comune di Aymavilles, in Valle d’Aosta. Fu costruito nel 3 a.C. per l’irrigazione e il rifornimento della cava ma in quello che era una volta il canale dell’acqua passa oggi un indimenticabile sentiero per escursioni. Pont d’Aël è stato riconosciuto SIC IT1205030 per una superficie di 183 ettari comprendente l’area della forra del torrente Grand Eyvia, con il suo microclima unico in Valle d’Aosta, e l’ambiente circostante. È stato da pochissimi giorni riaperto al pubblico dopo tre anni di restauro con fondi europei.

 

I Boschi del Vignolo, in Lombardia

Questi boschi nei pressi del fiume Ticino, in un bellissimo lembo della Pianura Padana, sono caratterizzati da una notevole biodiversità, anche grazie alla presenza di risorgive e fontanili. La passeggiata è costellata da pannelli informativi su uccelli, fiori e biodiversità. L’area è tutelata grazie al Comune di Garlasco (Pv) che negli anni Settanta acquisì un primo nucleo di terreni per salvarli dai rischi della cementificazione e ora fanno parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Dal 1998 in frazione Madonna della Bozzola è presente un’Oasi Lipu. Sono anche riconosciuti come Important Bird Area. Nel 1995 l’area protetta è stata inclusa come SIC IT2080016 fra i siti di interesse comunitario in ottemperanza alla Direttiva Habitat, e nella zona di protezione speciale ZPS-IT2080301 “Boschi del Ticino”, ai sensi della Direttiva Uccelli.

 

Il Parco delle Cinque Terre, in Liguria

Diciotto chilometri di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali profondi, sovrastata da una catena di monti che corrono paralleli al litorale. Sentieri e mulattiere dai panorami mozzafiato, terrazzamenti coltivati a vite e a olivo, il cui contenimento è assicurato da antichi muretti a secco. Un’Area Marina Protetta e un Parco Nazionale che ne tutelano l’assoluta unicità, un patrimonio naturalistico di grande varietà, riconosciuto Sito di Interesse Comunitario (SIC) con il compito statutario di conservare la biodiversità, per di più dichiarate dall’Unesco dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Cinque borghi: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Un ambiente in cui il lavoro secolare di generazioni ha trasformato un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza.

 

Il Contrafforte del Pliocene tra il “Sasso” e il Monte delle Formiche, in Emilia Romagna

C’era una volta il mare, qui, nel Pliocene. Tra 5 e 2 milioni di anni fa, la rupe che si erge come un bastione naturale tra le valli dei fiumi Setta, Reno, Savena, Zena e Idice è in provincia di Bologna, nel territorio dell’ Unione Montana Valli Savena-Idice. Glaciazioni, abbassamenti e innalzamenti millenari delle acque del mare hanno solcato questa monumentale parete rocciosa. L’area è di grande valore non solo geologico, ma anche ecologico e faunistico, con una straordinaria varietà di habitat e specie rare di uccelli che vi nidificano, come i falchi. SIC IT4050012.

 

La cascata dell’Acquacheta, tra Emilia Romagna e Toscana

Dante Alighieri la nomina nella Divina Commedia (Inferno XVI: “Come quel fiume c’ha proprio cammino prima dal Monte Viso ‘nver’ levante, da la sinistra costa d’Apennino”. È meta di turismo sia per il valore letterario del luogo (che rientra nei cosiddetti “parchi letterari”), sia per il suo valore naturalistico, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Nella zona sono stati identificati due distinti siti di interesse comunitario, a seconda della competenza territoriale regionale: Acquacheta (IT4020010) in Emilia-Romagna e Muraglione – Acquacheta (IT1342908) in Toscana.

 

La Pineta del Tombolo di Grosseto, in Toscana

Nel lungo litorale sabbioso dell’Ombrone, tra le storiche pinete granducali di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, la Pineta del Tombolo ha una storia affascinante. Si dipana per circa 15 chilometri parallelamente alla linea di costa da Castiglione della Pescaia, parzialmente interrotta soltanto dalle foci della Fiumara e del Canale di San Rocco presso Marina di Grosseto. È molto più estesa oggi di quanto fosse originariamente: nel Settecento, dopo le bonifiche dei Lorena, ricominciarono a piantare alberi per evitare che la palude si reimpossessasse delle aree bonificate. Facile arrivarci in auto, poi c’è una bellissima pista ciclabile.

 

Grotte di Collepardo, in Lazio

Collepardo è uno dei paesi più caratteristici dei Lazio. La natura lo ha dotato di “vedute suggestive ed indimenticabili” conferendo al paesaggio un aspetto particolare tra il selvaggio ed il bucolico. Al piccolo centro ci si accede attraverso una stupenda strada panoramica da percorrere lentamente per poter ammirare e gustare il susseguirsi di paesaggi stupendi, uno diverso dall’altro, costantemente caratterizzati dal piacevole mormorio dell’acqua che precipita a valle in mille piccole e spumeggianti cascatelle. Un’ampia strada di circonvallazione circonda il paese come una stupenda balconata dalla quale l’occhio spazia da una parte verso la vallata di Fiuggi, i monti Lepini e l’onnipresente Fumone, dall’altra verso l’aspra giogaia dei Monti Ernici. Degni di menzione numerosi oggetti rituali rinvenuti nelle grotte visibili, legati al culto pagano del dio Sole, dato che nella grotta vi era un grande santuario meta di pellegrinaggi dove si svolgevano i riti misterici solari.

 

La riserva naturale delle Gole di S. Venanzio, in Abruzzo

È un corridoio ecologico di primaria importanza tra il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente Velino, ospitando un ricco ed importante patrimonio di biodiversità. La profonda e stretta gola del fiume Aterno rappresenta un ambiente perfettamente conservato dove pareti calcaree a strapiombo costituiscono l’habitat ideale per l’aquila reale, il falco lanario, il falco pellegrino e il gracchio corallino. È riconosciuta SIC IT7110096. La riserva è visitabile con una rete di sentieri, che percorre tutti i punti di interesse. Oltre il centro storico del comune di Raiano e le varie sorgenti sparse, si vedano il fiume Aterno che scorre tra le gole, il lago di Quaglia, i graffiti preistorici, le Spogne, la Sella, il monte Urano, il Castellone, la chiesa dell’Assunta.

 

La Foresta fossile di Dunarobba, in Umbria

Se si vuole rimanere colpiti dallo spettacolo di tronchi di alberi diventati pietra, risalenti a 3 milioni di anni fa, ora custoditi  da tettoie e visibili con tranquillità, la foresta fossile di Dunarobba è la meta ideale. I tronchi visibili nel sito paleontologico  (scoperti per caso a Casaccia, a poca distanza da Avigliano Umbro, Terni, tra il 1979 e il 1987) testimoniano un passato preistorico e contraddistinguono un’area ancora oggi ricchissima di natura. Per questo il sito è Patrimonio dell’Umanità Unesco ed è anche, insieme con i Boschi di Farnetta, un SIC IT5220012.

 

I laghetti La Vota, in Calabria

Sono una costellazione di laghetti d’acqua salmastra lungo la costa del comune di Gizzeria in provincia di Catanzaro. Quello più grande, La Vota, è circondato dalla Vota Piccola, la Vota Piraina (nei pressi dell’abitato di Gizzeria Lido), la Vota Nuova formatasi negli anni Ottanta e nel 2006 se n’è formato un altro. L’insieme dei laghi è riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria (SIC 101) perché è l’ultimo lago costiero salmastro della costa tirrenica calabrese e luogo di sosta per uccelli acquatici migratori, tra cui il falco pescatore e il falco di palude. Vi sostano anche il tarabuso, il tarabusino, l’airone rosso, la sgarza ciuffetto. In autostrada possono raggiunti facilmente tramite l’Autostrada A3 con le uscite di Lamezia Terme e Falerna. Imboccando la SS 18 in direzione nord se si proviene da Lamezia Terme o in direzione sud provenendo da Falerna si incontrano, dopo pochi chilometri, i laghi La Vota, posti a sud della località Capo Suvero di Gizzeria, dove si apre la vasta piana di Sant’Eufemia.

 

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