Alessio Bertallot, la casa del futuro è un laboratorio creativo

Casa Bertallot è il laboratorio creativo dove Alessio Bertallot, musicista, dj, imprenditore nell’innovazione del broadcasting, vive e lavora 24 ore su 24.

Abbiamo incontrato Alessio Bertallot, creativo, musicista, conduttore radiofonico, dj, imprenditore nell’innovazione del broadcasting, influencer, con una sua fanbase, per parlare della sua casa-laboratorio creativo.

Casa Bertallot è un progetto speciale: nasce come studio d’impresa, come laboratorio creativo e luogo d’innovazione. Qui gli spazi sono stati pensati per far coincidere le funzioni della vita quotidiana con quelle professionali. Le intenzioni sono già dichiarate dal nome – Casa Bertallot – scelto per il programma radiofonico in streaming on line che viene prodotto nella casa e distribuito sulla piattaforma di Spreaker, oltre che onair il venerdì su LifeGate Radio grazie ad una speciale sinergia o meglio affinità. Con il passare del tempo Casa Bertallot è diventata anche (la sede di) una webradio in onda 24 ore su 24 con un vero e proprio palinsesto (tutte le sera vanno in onda programmi diversi) e degli ospiti di grandissimo livello, da Stefano Bollani ai Disclosure passando per Ezio Bosso e Jack Garratt. L’ambiente sonoro, la musica per il benessere e le modalità di fruizione, la radio che partendo dal cuore della casa si diffonde all’esterno attraverso il web: queste sono le caratteristiche e le specificità che hanno definito il progetto architettonico e d’arredo della casa, strettamente legata alla personalità e alle attività creative del suo proprietario.

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Nella casa di Alessio Bertallot: il pianoforte, il grande tavolo bianco, oggetti di forte presenza visiva e funzionali strumenti di lavoro

Qual è per te il valore che definisce la qualità dell’abitare?
Un valore della casa, una sua qualità è il vuoto. Il vuoto che è un po’ una metafora, anche, della vita. La dimensione dello spazio vuoto. Non sto pensando a una casa vuota, ma a una casa dove c’è l’indispensabile, efficiente, che non sarà mai riempita, con qualche oggetto lasciato da chi passa, anche oggetti di sconosciuti – il che è strano e anche divertente – ma dove gli oggetti non sono ‘memorabilia’, feticisti. Una casa dove non c’è l’ accumulo di cose. Una casa in divenire, che segue il percorso della vita, gli incontri, riempita da occasioni, da cosa accade, dalle storie delle persone che ci passano. Un luogo che si costruisce giorno per giorno sulla storia delle persone, con le cose che le persone lasciano nella casa, e di ciò che avviene e si vive al suo interno. Una casa fatta di storie. Il principio è che quando entra un nuovo oggetto ne deve uscire uno. Non ci deve essere accumulo.

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La casa di Alessio Bertallot su tre livelli collegati da una scala interna di metallo©www.bertallot.com

Negli ultimi anni hai realizzato progetti di contaminazione fra stili, arti ed interazioni fra radio e web. Alcuni di questi esperimenti, nati per la radio, sono poi approdati in televisione. La contaminazione degli stili, la sperimentazione continua che caratterizza il tuo lavoro si riflette anche nella tua casa?
Non direi, la mia casa è un contenitore neutro, una specie di palcoscenico, un modello che si trasforma e si adatta alle diverse situazioni. Quasi una macchina high tech dove il bianco, nero, grigio, acciaio e legno per il pavimento sono gli elementi principali. C’è un grande tavolo bianco, superficie di lavoro, e qualche oggetto di forte presenza, come il pianoforte. Il progetto degli impianti tecnici per il suono e le luci per far funzionare la casa come un centro di diffusione sonora sono fondamentali.

La tua casa è un centro creativo, un luogo d’innovazione in continuo divenire in cui vita privata e professionale coincidono, che rappresenta in modo emblematico un atteggiamento culturale proprio della generazione dei millennials, non solo del mondo dei creativi. È un modello abitativo che può diventare nel prossimo futuro una tendenza diffusa a tuo parere?
Penso di sì. Vivere in una casa dove gli interessi personali e professionali coincidono credo sia il desiderio di molti, soprattutto dei giovani. La mia è molto particolare: era la tipografia dell’orchestra della Scala, uno spazio industriale trasformato in abitazioni dove necessariamente si è dovuto ripensare e riprogettare interamente i volumi. È su tre piani ed è stata ristrutturata dall’architetto Luca Borri, con uno stile direi essenziale, minimale. Una parte importante sono gli arredi molto moderni e lineari, di Kristalia, la prima azienda che ha creduto nel progetto di Casa Bertallot, come ho voluto chiamare questo luogo pensato per vivere, lavorare e produrre 24 ore su 24.

Bianco, legno grezzo, oggetti high-tech nel grande living della casa laboratorio di Alessio Bertallot ©www.bertallot.com
Bianco, legno grezzo, oggetti high-tech nel grande living della casa laboratorio di Alessio Bertallot ©www.bertallot.com

Dall’Osservatorio sulla Casa emerge che gli aggettivi che più frequentemente le persone indicano come desiderabili per la propria casa sono: accogliente, rilassante, flessibile, sostenibile, naturale, tutte qualità che mi pare abbia la tua casa. Che peso ha per te la presenza del verde, la relazione esterno-interno?
Un peso importante. Vedere sempre il verde attraverso le vetrate è molto bello. Sono molto fortunato perché ho una terrazza all’ultimo piano con anche un ulivo che però, non so per quale ragione, ultimamente non produce più olive. Devo capire perché. Erano anche buone queste olive milanesi, mia madre le ha messe in salamoia!

La tua casa è dunque una sorta di porto di mare, di luogo di transito accogliente, palcoscenico temporaneo per una comunità allargata che ha la musica come fulcro intorno a cui ruotano tutte le altre attività e funzioni quotidiane. Un luogo in cui tu stai la maggior parte del tempo. Quali sono secondo te le qualità nel progetto di un’abitazione in cui vivere bene?
Lo spazio , la luce, il silenzio, certo queste sono qualità importanti per vivere e lavorare bene in uno spazio. Qui ci sono tutte.

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Casa Bertallot: la relazione di continuità degli spazi interni e esterni e il sistema di variazione delle luci che caratterizza tutti gli spazi dell’abitazione

Domotica, automazione, internet of things, oggetti che comunicano e interagiscono con le persone sono temi molto attrattivi soprattutto per la generazione dei nativi digitali: tu cosa ne pensi?
La mia casa laboratorio creativo si basa su questo. Ho un sistema Philips di luci programmabili e governabili con un iPad che cambiano di intensità e di colore a seconda delle ore del giorno e delle occasioni. Internet è per me uno strumento indispensabile, imprescindibile per fare quello che faccio perché la casa è la sede della radio che da lì si diffonde all’esterno nel web. Ecco, però non c’è la televisione nella mia casa.

Come sono gli spazi privati?
Quelli sono privati…non si vedono!

Come e dove vorresti fosse la tua prossima casa?
Mi è difficile pensare a un modello di casa urbana migliore di quello che ho. Se dovessi pensare a un’altra casa, altrove, la vorrei su una scogliera, con una grande vetrata da cui vedere l’oceano.

Immagine in evidenza: Alessio Bertallot nella sua casa laboratorio da cui trasmette musica 24 ore su 24 © www.bertallot.com
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