Arredamento e Design

Architetture in legno, per il benessere fisico e psicologico anche dei pazienti malati di cancro

Le architetture in legno sono naturali, sostenibili e tecnologiche: pioniere dell’utilizzo di questo materiale è il centro Maggie’s, dedicato ai pazienti malati di cancro, in Inghilterra.

Il centro Maggie’s, che offre sostegno gratuito per persone malate di cancro e le loro famiglie, a Oldham, in Inghilterra, è il primo edificio realizzato in legno di latifoglia americano lamellare a strati incrociati (Clt), con un processo tecnologico che rappresenta una svolta per l’architettura sostenibile e l’edilizia moderna. Progettato dall’architetto Alex De Rijke dello studio Drmm architects con il supporto dell’American hardwood export council, che riunisce i produttori di legno di latifoglia americana, ha vinto l’anno scorso i Wood Awards, un riconoscimento britannico per i progetti più sostenibili e innovativi che utilizzano il legno. È un manifesto del legno come scelta naturale per l’architettura contemporanea a favore del benessere fisico e psicologico e di come i luoghi di cura possano trasformarsi in luoghi che curano.

Centro Maggie Oldham
Esterno del centro Maggie’s a Oldham in pannelli di legno tulipier Clt, progetto Drmm con Ahec, American hardwood export council © Alex De Rijke

Maggie’s, centri di accoglienza oncologica

Maggie’s sono centri di accoglienza oncologica che offrono un supporto pratico ed emotivo per le persone colpite da tumore insieme alle loro famiglie e ai loro amici, seguendo l’idea di un nuovo tipo di cura elaborata originariamente dalla scrittrice e artista Maggie Keswick Jencks, che perse la vita 18 mesi dopo essere stata diagnosticata con un tumore al seno. Il primo è stato inaugurato a Edimburgo nel 1996. Il Maggie’s cancer care centre di Oldham progettato dall’architetto De Rijke è l’ultimo a essere stato costruito e si unisce a una rete di 20 centri esistenti in tutto il Regno Unito e all’estero.

Sono luoghi caldi e accoglienti con personale qualificato, per offrire ai pazienti il supporto di cui hanno bisogno. La qualità dell’architettura di questi luoghi è ritenuta un elemento fondamentale per le cure che il centro offre. Per questo il progetto dei centri è affidato a grandi architetti come Zaha Hadid, Richard Rogers e Norman Foster, capaci di realizzare ambienti con caratteristiche emozionali forti, molto importanti per le persone che li visitano e vi lavorano.

Maggie's Oldham, accoglienza
Caldo e accogliente, l’interno del centro Maggie’s a Oldham, progetto Drmm con Ahec, American hardwood export council © Jasmin Sohi

Le caratteristiche sostenibili del tulipier

Il tulipier o tulipwood americano è una delle specie di legno più sostenibili grazie alla sua capacità di ricostituzione attraverso la crescita naturale. È un albero a crescita rapida coltivato in foreste sostenibili: “Ogni due minuti la foresta di latifoglie degli Stati Uniti ha una crescita pari alle dimensioni di un campo da calcio”, così l’Ahec promuove l’uso in architettura del tulipier sottolineandone la rapida capacità di riforestazione. Inoltre, è di circa il 70 per cento più resistente alla flessione di un tipico legno di conifera. Forza, leggerezza, velocità di costruzione e sostenibilità sono le sue caratteristiche peculiari.

Il progetto sperimentale del centro Maggie’s di Oldham

De Rijke ha scelto il legno tulipier per la progettazione del Maggie’s a Oldham per l’influenza positiva che il legno ha sulle persone e per la bellezza, la forza e il calore che lo caratterizzano. Il legno è noto per ridurre significativamente la pressione sanguigna, le frequenze cardiache e i tempi di recupero; esercita inoltre benefici sulla salute e sul benessere più di qualsiasi altro materiale usato nell’edilizia, come testimoniato dal rapporto Wood housing humanity del 2015 stilato dalla no profit ambientale Planet ark.

L’architettura dell’edificio è formata da più di 20 pannelli di tulipier americano lamellare a cinque strati, di dimensioni da 0,5 a 12 metri di lunghezza sviluppati dall’azienda Züblin Timber, specialisti di questa tecnologia. “Le possibilità di applicazione, grazie alla sostenibilità del legno di latifoglia e, in particolare, alla veloce capacità di ricrescita del tulipier Clt, sono infinite”, afferma de Rijke. “Dall’inizio del progetto di Oldham sapevamo che questo legno sarebbe stato il materiale giusto per il Maggie’s, non solo dal punto di vista strutturale ma anche dal punto di vista ambientale ed estetico. Un edificio sopraelevato, open space, tutto in legno e vetro – con alberi che crescono intorno e all’interno e ogni dettaglio pensato in funzione di usabilità, salute e piacere – che sarà sempre speciale perché manterrà queste caratteristiche nel tempo. L’edificio ha un contenuto implicito e visibile di design olistico che supporta gli obiettivi essenziali del progetto: sollevare e offrire speranza alle persone colpite da tumore”.

Maggie Oldham,l' interno
Legno e vetro integrati nell’interno del centro Maggie’s a Oldham, progetto Drmm con Ahec, American hardwood export council © Jasmin Sohi

Architetture in legno, una riscoperta contemporanea

Da sempre il legno è uno dei materiali da costruzione più utilizzati in tutto il mondo. Organico, bello, connesso con la natura, con il solo “difetto” della durata limitata nel tempo e, in quanto materiale naturale, la manutenzione e la protezione che richiede. Dopo decenni d’impiego del cemento e dell’acciaio nell’architettura, materiali tecnologici e strutturali eccellenti, una nuova coscienza ambientale diffusa nel mondo degli architetti ha “riscoperto” negli ultimi tempi il legno e le sue qualità: materiale naturale e sostenibile, facile da lavorare, capace di creare risultati estetici di alta qualità, con finiture di pregio e un effetto di calore degli edifici e degli ambienti unico, non realizzabile con l’uso di altri materiali. Ha favorito la scelta del legno in architettura la ricerca tecnologica che attraverso un grande lavoro di ingegnerizzazione e la messa a punto di processi industriali evoluti ha trasformato progressivamente le capacità strutturali del materiale aumentando la resistenza delle fibre legnose.

Oggi i pannelli industriali di legno massiccio, grazie al processo di laminazione incrociata delle fibre di legno, sono utilizzabili anche per la realizzazione di edifici soggetti a forti carichi e sollecitazioni, cosa prima del tutto impensabile. L’evoluzione tecnologica del materiale permette di realizzare edifici sperimentali anche dal punto di vista estetico e formale, con risultati spesso sorprendenti.

The smile
Smile, l’installazione di Alison Brooks architects per il London design festival 2013: l’architettura temporanea dove sono stati applicati per la prima volta in modo sperimentale i pannelli industriali di legno massiccio tulipier Clt © Paul Riddle courtesy of Alison Brooks architects

Il tulipier sempre più diffuso

Il progetto per l’installazione temporanea Smile, realizzato da Alison Brooks architects con lo studio Arup per il London design festival 2013, ha applicato per la prima volta in modo sperimentale i pannelli di tulipier, indicati con la sigla Clt. I calcoli ingegneristici di Arup hanno dimostrato che questa struttura sospesa, piuttosto particolare e azzardata, avrebbe potuto sostenere cento persone contemporaneamente. Il legno della struttura è stato interamente riciclato per altre installazioni.

Secondo David Venables, direttore per l’Europa di Ahec, abbiamo bisogno di maggiore educazione sulle potenzialità dell’uso del legno e di diffondere la conoscenza sulla sostenibilità a lungo termine del materiale, concetto che ancora non è entrato nella mentalità di molti architetti. Ma lo sviluppo della ricerca tecnologica dimostra che ci sono nuove potenzialità per un utilizzo sempre più diffuso del legno nelle costruzioni contemporanee e per una visione dell’architettura più armonica ed emozionale, come hanno sostenuto con passione gli architetti Alison Brooks, Andrew Lawrence di Arup e de Rijke durante il seminario Architettura in legno, creatività, tecnologia e innovazione organizzato da Ahec e tenutosi a Milano nel dicembre scorso.

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