Bambini e tv

Molti adulti sono convinti che i bambini piccoli, che ancora non sanno parlare, non siano in grado di comprendere pienamente i loro discorsi

Spesso gli adulti non si preoccupano della presenza di bambini
piccoli quando guardano la televisione o quando affrontano
discussioni dai toni accesi, come se la loro giovane età li
rendesse impermeabili a quanto avviene loro attorno.

Questo comportamento va ripensato alla luce delle attuali nozioni
di psicologia evolutiva, poiché gli avvenimenti di
tonalità emotiva angosciosa – che siano i soggetti del
telegiornale, di una fiction televisiva o di un diverbio verbale –
hanno un effetto traumatico sui bambini. E’ un fatto ben noto da
tempo, ma solo ora sta diventando di interesse pubblico.

Molti adulti sono convinti che i bambini piccoli, che ancora non
sanno parlare, non siano in grado di comprendere pienamente i loro
discorsi, pertanto parlano con libertà di fronte a loro dei
più svariati argomenti. In realtà proprio nella fase
di acquisizione del linguaggio il bambino è molto attento
alla tonalità emotiva delle frasi e dei discorsi e
attraverso l’intuizione ne coglie il senso profondo.

Nel bambino, l’espressione completa segue, e non precede, la
comprensione. Questo si dimostra facilmente dando un comando al
bambino,il quale lo eseguirà, perché comprende una
frase complessa prima di essere in grado di riprodurla.

Per quanto riguarda l’impatto della televisione, e dei telegiornali
in particolare, la capacità di un bambino di assimilare ed
elaborare la quota di ansia sollecitata dagli stimoli dipende da
molti fattori. L’età innanzitutto: più il bambino
è piccolo più sarà attratto dalle immagini con
un effetto ancora più pericoloso per la sua psiche.
L’immagine infatti ha la caratteristica di colpire profondamente
l’inconscio e di rimanere radicata nella memoria. Inoltre il
bambino piccolo non avendo ancora imparato a parlare non è
in grado di verbalizzare il proprio disagio né di parlare di
ciò che lo spaventa; esprimerà pertanto attraverso il
corpo ciò che lo disturba con il rischio di venir
frainteso.

E’ dunque importante non consentire ai bambini in età
prescolare la visione dei telegiornali e delle trasmissioni che
riportano fatti di cronaca – soprattutto se sono da soli e non
possono ricevere una adeguata “traduzione” degli eventi in un
linguaggio adatto alla loro sensibilità – per non esporli a
inutili traumi o disagi. E’ molto diverso venire a conoscenza di un
avvenimento inquietante attraverso le parole di un adulto o di un
coetaneo: la relazione affettiva fa da contenitore all’ansia e
consente quel dialogo che non è possibile intrattenere con
lo schermo.

Flavia Facco
psicologa psicoterapeuta

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