Bovini e cani, possibili alleati nella lotta contro il coronavirus
Vivere a stretto contatto con bovini e cani potrebbe aiutarci a prevenire il coronavirus e mitigarne l’effetto. La ricerca lo dimostra.
Vivere a stretto contatto con bovini e cani potrebbe aiutarci a prevenire il coronavirus e mitigarne l’effetto. La ricerca lo dimostra.
I fenicotteri, secondo un nuovo studio, possono stringono amicizie che durano per anni, denotando un certa complessità delle strutture sociali.
Nonostante il blocco per coronavirus, è stata completata un’importante operazione di conservazione. Cinque esemplari di corriere della Nuova Zelanda, sono stati trasferiti su un’isola priva di predatori.
Anche in medicina veterinaria la cannabis si sta rivelando un aiuto importante per il trattamento di molti disturbi e malattie. E il suo uso si estende anche al controllo del dolore, specie nei pazienti oncologici.
La ong Free the bears ha aperto una santuario di montagna in Laos per gli orsi e, entro il 2022, mira a chiudere tutte le fattorie con l’aiuto del governo.
I primi koala salvati dalle fiamme sono stati reintrodotti in natura e un piccolo marsupiale che si credeva estinto, è sopravvissuto.
Anche i cuccioli hanno problemi con la nascita dei primi denti. E per molti di loro il morso è uno sfogo naturale e persino piacevole. Come controllare i danni che il piccolo arreca in questo modo a noi e all’ambiente che lo circonda? La parola agli esperti.
In Italia e in molti altri paesi in cui è stato applicato il lockdown, si è assistito ad un apparente ritorno della fauna nei centri urbani, diverse osservazioni si sono però rivelate false.
Alcuni parchi che ospitano gorilla, scimpanzé e bonobo sono stati chiusi nel timore che anche le scimmie possano contrarre il Covid-19.
La regione, con un tempismo discutibile, ha presentato ricorso contro la sospensione del piano di abbattimento delle volpi in provincia di Lodi.