Bob Dylan, la svolta elettrica del menestrello

Sul palco del Newport Folk Festival del 1965, Bob Dylan “tradisce” i vecchi seguaci e si presenta con una band rock vera e propria.

Il menestrello di Duluth sceglie una dimensione elettrica per il suo set al Newport Folk Festival del 1965. Per questo motivo i suoi amici e il pubblico lo considerano un traditore. Si tiene già da sei anni a questa parte il Newport Folk Festival presso Newport, Rhode Island. Qui in genere si esibiscono gli artisti del folk revival, coloro cioè che tramite la musica folk e l’impegno politico cercano di rivitalizzare la musica delle origini. Tra i nomi di spicco figurano sempre (o quasi) Peter, Paul & Mary, Joan Baez, Pete Seeger e Phil Ochs, ma anche quest’anno uno dei protagonisti più attesi è il giovane 24enne Bob Dylan.

 

 

Ha incontrato i Beatles, i Byrds hanno raggiunto la prima posizione in classifica con la sua Mr. Tambourine Man incisa in chiave folk-rock, lui sta registrando il suo nuovo disco, Highway 61 Revisited, e intanto cinque giorni prima di tale Festival è uscito già il suo primo singolo “elettrico” Like A Rolling Stone. Sono questi i primi segnali di un “tradimento” ormai imminente. Torniamo però a oggi, 25 luglio 1965. Bob Dylan si prepara a salire sul palco del Newport con una Fender Stratocaster sunburst al posto della Martin acustica. Appena parteMaggie’s Farm non c’è più nulla da fare. Il menestrello di Duluth ha tradito tutti con la sua voglia di rock per nulla celata. In particolare sono risentiti i suoi amici del folk revival, da Pete Seeger a Peter Yarrow di Peter, Paul & Mary, ma anche il pubblico non sembra apprezzare. Alla fine del set elettrico con la band capeggiata da Michael Bloomfield alla chitarra e Al Kooper all’organo, Bob Dylan viene convinto da Peter Yarrow a tornare sul palco.  Mr. Tambourine ManIt’s All Over Now e Baby Blue eseguite solo con chitarra acustica e armonica mettono tutti d’accordo.

 

Seguirà un tour inglese molto discusso, in quanto “elettrico”. I puristi saranno quelli che al menestrello di Duluth urleranno addirittura “Giuda!” durante i concerti, come si vede anche in No Direction Home, film documentario del 2005 diretto da Martin Scorsese.

 

Roberto Vivaldelli & Leonardo Follieri

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