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La carta nei paesi industrializzati è ovunque, spesso viene buttata poco tempo dopo essere stata acquistata, e solo una parte viene correttamente riciclata. Per questo bisogna fare di più per ridurre l’impatto ambientale dell’industria cartiera. La richiesta arriva da Michael Renner, ricercatore del Worldwatch institute, in un articolo dal titolo Paper production levels off.
La carta nei paesi industrializzati è ovunque, spesso viene buttata poco tempo dopo essere stata acquistata, e solo una parte viene correttamente riciclata. Per questo bisogna fare di più per ridurre l’impatto ambientale dell’industria cartiera. La richiesta arriva da Michael Renner, ricercatore del Worldwatch institute, in un articolo dal titolo Paper production levels off.
Quanta carta consumiamo. Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, la produzione mondiale di carta e cartone è calata leggermente arrivando a 397,6 milioni di tonnellate secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), dopo aver sfondato le 400,6 milioni di tonnellate nel 2011. Quattro paesi ne producono più della metà: Cina, Stati Uniti, Giappone e Germania.
Il 54 per cento di tutta la produzione serve per imballare e confezionare i prodotti, il 26 per cento per scrivere e stampare. Il 7 per cento per i giornali, l’8 per cento per la produzione di fazzoletti, tovaglioli e carta igienica.
L’impatto ambientale. In Europa e America del Nord, dove ogni abitante consuma rispettivamente 125 e 221 chilogrammi di carta a testa ogni anno, l’impatto ambientale resta alto con circa una tonnellata di carbone e tra le 35 e le 50 tonnellate di acqua necessari per produrre una sola tonnellata di cellulosa. Peggio fa la Cina dove servono 1,4 tonnellate di carbone e 103 di acqua a fronte di una media di 45 chili di carta consumata all’anno da ogni abitante dell’Asia.
Riciclare meglio e di più ha un valore etico. La cellulosa può essere riciclata fino a sette volte prima di diventare inutilizzabile. Produrre carta riciclata richiede il 60 per cento in meno di energia e l’80 per cento in meno di acqua rispetto alla carta vergine. L’inquinamento è praticamente azzerato, con il 95 per cento di polveri e altre sostanze rilasciate in meno.
Perché riciclare è meglio. Sempre secondo la Fao, la produzione di carta riciclata ha raggiunto le 215 milioni di tonnellate nel 2013, circa il 54 per cento del totale, rispetto al misero 20 per cento dell’inizio degli anni Sessanta.
Si può fare di più e meglio, conclude Renner, perché evitando gli sprechi e aumentando il riciclo di carta e cartone ne beneficiano tutti, l’umanità e la natura. Ridurre l’impronta della produzione di carta significa, allo stesso tempo, salvare gli habitat, produrre meno rifiuti e ridurre consumi e inquinamento. Non ci resta che agire partendo da quel foglio di carta che hai sottomano. Prima di buttarlo, sei sicuro che non possa essere usato per segnarti qualche appunto?
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