Conferenze sul clima

Clima, a che punto sono i negoziati verso il nuovo accordo globale

Per arrivare a un nuovo accordo globale sul clima c’è bisogno di tanta diplomazia e pazienza. Abbiamo chiesto a chi è stato all’ultimo ciclo di negoziati di raccontarci com’è andata.

I rappresentanti di 194 paesi che fanno parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) hanno partecipato ai negoziati intermedi che si sono tenuti a metà febbraio a Ginevra, in Svizzera, per cercare di arrivare preparati alla conferenza di Parigi (Cop 21). L’appuntamento di dicembre sarà fondamentale per il destino del clima e sottoporrà, si spera, alle firme delle parti, il testo di un nuovo accordo globale che dovrà vincolare tutti i paesi a ridurre le emissioni di CO2 e a impegnarsi nella lotta al riscaldamento globale.

 

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Per l’occasione abbiamo chiesto all’ingegnere ambientale Federico Brocchieri, coordinatore della sezione giovani dell’Italian climate network e presente ai negoziati, a che punto siamo nella stesura del testo e quali sono le prossime mosse.

 

Cosa è successo a Ginevra? Sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati?

A Ginevra, l’obiettivo era di tradurre il testo di 37 pagine approvato alla conferenza di Lima in una prima bozza di testo negoziale; in poche parole, tutti noi ci aspettavamo una prima scrematura del testo che ne cominciasse a delineare i primi tratti. Tuttavia, in maniera quasi sorprendente, si è fatto esattamente il contrario: è stato concesso ai paesi di presentare ulteriori opzioni per ogni sezione del documento, affinché tutti vedessero le proprie posizioni rispecchiate nella bozza. Si è trattato, di fatto, di una sorta di non-negoziato: ci si è limitati ad aggiungere, praticamente senza discutere, ciò che le parti volevano. Così il testo finale approvato è risultato di ben 86 pagine.

 

Cosa succederà da qui alla conferenza di Parigi (Cop 21)?

Nei prossimi mesi ci saranno altri tre negoziati intermedi, tutti di stanza a Bonn. A partire dal primo (1-11 giugno), si entrerà nel vivo: i paesi che saranno chiamati a lavorare alla riduzione (o streamlining) del testo, che dovrà arrivare a Parigi perlomeno dimezzato e senza più opzioni multiple per paragrafo. Contemporaneamente, i paesi dovranno anche presentare i propri obiettivi nazionali volontari (INDCs), tramite i quali capiremo quali saranno le reali intenzioni dei paesi per ridurre le emissioni.

 

Perché se ne è parlato poco in Italia?

C’è da premettere che, purtroppo, nel nostro paese le tematiche ambientali, e soprattutto climatiche, fanno sempre fatica a trovare spazio. Sembra quasi non ci si renda conto di cosa ci aspetti tra meno di dieci mesi. Inoltre, in questa circostanza probabilmente molti avranno pensato che in quanto “negoziato intermedio” la conferenza di Ginevra non fosse molto rilevante; al contrario, seppur in maniera diversa rispetto alle attese, ha segnato una svolta nel percorso verso Parigi. “Riaprire” il testo è stata certamente una mossa coraggiosa; presto scopriremo se sarà stata la chiave per un successo o la ricetta per un disastro.

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