Come agiscono i punti riflessi

Massaggio lento o veloce, profondo o leggero, perseguono obiettivi diversi, uno volto a stimolare, l’altro a rilassare, attraverso i punti riflessi

Cosa sono i punti riflessi, e come agiscono?

Nonostante le ultime conquiste nel campo della neurobiologia, si
pensi all’isolamento del Nerve Growth Factor, cioè il
fattore naturale capace di stimolare la crescita dei neuroni, che
nel 1954 ha valso il nobel a Rita Levi Montalcini, rimane ancora
molto lontana la comprensione del modo in cui un segnale fisico o
chimico possa trasformarsi in un concetto, conservato e memorizzato
nell’archivio fisiologico del cervello e come questo, poi, ne possa
recuperare informazione e messaggio.

In altre parole, non abbiamo ancora una risposta scientifica
completa su come funzionano i meccanismi riflessi. Di fatto,
però, funzionano e l’uomo ha imparato, nel corso di millenni
di pratica manuale e clinica (si pensi all’antica medicina cinese)
a prevederne e, quindi, utilizzarne i benefici.

La reflessologia plantare si avvale di due diversi tipi di
intervento: il massaggio veloce e leggero delle aree riflesse ed
uno, al contrario, lento, profondo e pesante.

Il primo, che genera onde di vibrazione corte e di alta frequenza,
è utilizzato per ottenere il rilassamento dei tessuti, nei
quali determina una reazione chimica acida, e degli organi
più contratti e irrigiditi. Come uno scalpello in una
roccia, colpi piccoli e frequenti raggiungeranno l’organo
ingrossato, indurito a causa di problematiche oramai
cronicizzate.

Nella situazione opposta, nei confronti di un organo stanco,
prolassato, fisiologicamente iporeattivo, un massaggio lento e
profondo agirà in tonificazione dei suoi tessuti, nei quali
determinerà una reazione basica per via degli zuccheri che
si verranno a sintetizzare.

Loredana
Filippi

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