Comunicato Stampa della Federazione Nazionale Naturopati Heilpraktiker

Anche la Federazione dei Naturopati guidata da Rudy Lanza scende in campo contro le assurdità del comunicato stampa della federazione ordini dei medici

A fronte delle notizie apparse sui alcuni dei principali quotidiani
nazionali (il “Corriere della Sera” del 18 maggio 2002 e “La
Repubblica” del 19 maggio 2002), relativamente alle “Medicine non
Convenzionali”, La FNNHP, presente con i suoi rappresentanti al
congresso di Terni, sente il dovere di comunicare al pubblico la
sua opinione in merito a quanto accaduto in quella sede, e riguardo
il comunicato stampa della FNOMCEO.

La Federazione degli Ordini dei Medici, FNOMCEO, avrebbe votato il
17 maggio 2002 a Terni un documento dove si insisterebbe sulla
necessità che alcune “terapie o medicine non convenzionali”,
tra cui ad esempio l’omeopatia, debbano ritenersi “atti
medici”, da praticarsi in via esclusiva da laureati in
medicina.

La Federazione degli Ordini dei Medici ha così affermato la
sua appropriazione, che noi riteniamo indebita, di qualsivoglia MnC
(Medicine non Convenzionali).

Le MnC sono praticate da 10 milioni di italiani e per questo, pur
di non dividere con altre figure professionali tale bacino di
utenza, e quindi tale bacino economico, la FNOMCEO è
arrivata a questa posizione arbitraria e priva di alcun fondamento
tecnico specifico sulle varie MnC e tanto meno giuridico.

Oltretutto ha fatto tale dichiarazione infischiandosene
letteralmente da quanto affermato dalle stesse figure politiche
intervenute a Terni, che ribadivano la necessità di
riconoscere il diritto ad esercitare le MnC anche agli operatori
non medici, regolamentandoli in modo dignitoso e a tutela della
salute pubblica.

Non importa alla FNOMCEO se tali medicine sono ritenute, per la
maggior parte, non efficaci dalla scienza medica tradizionale, non
importa se la cultura da cui derivano le MnC è contraria
alla cultura che forma il medico. Le MnC dicono di poterle
praticare solo loro, però solo quelle provatamente efficaci
(?), perché un medico, per regolamento (art. 12 e 13),
è obbligato a praticare solo ciò che è
scientificamente efficace.

Può essere logico che un medico, con tal limitazione
regolamentare, e soprattutto con una linea di pensiero e una
pratica del tutto opposte alle MnC sia l¹unico possibile
referente per avere risposte genuine su come curarsi in modo
alternativo ?

Questo è un modo subdolo ma concreto per impedire ai
cittadini di decidere come curarsi, cioè di esercitare il
loro diritto alla libertà di scelta terapeutica.

La maggior parte delle MnC non sono efficaci per la scienza
ufficiale e molte di queste, come l¹Omeopatia (che è
una delle principali), non potranno mai esserlo secondo i criteri
di valutazione della medicina convenzionale, e le commissioni
parlamentari per i medicinali non convenzionali hanno già
stabilito che non potranno essere usati altri criteri se non quelli
tradizionali.

Allora è importante che tutti riflettano su questo:

  • se le MnC possono praticarle solo i medici, e i medici possono
    prescrivere solo ciò che è scientificamente efficace,
    e alcune di queste MnC non hanno indicazioni terapeutiche approvate
    (vedi rimedi omeopatici), allora le MnC non avranno quasi
    più possibilità di essere praticate
    degnamente.
  • Non si potrà più avere alcuna figura
    professionale a cui rivolgersi e che possa genuinamente ed
    esclusivamente praticare Omeopatia e altre MnC, quindi non
    esisterà più alcuna figura che garantisca un punto di
    vista esclusivamente alternativo.
  • Come può un cittadino esercitare il suo diritto di
    scelta terapeutica in queste condizioni di palese repressione di
    fondamentali verità culturali che stanno dietro la nascita e
    il diffondersi delle MnC?
  • La libertà di scelta terapeutica si esercita
    conseguentemente alla propria filosofia di vita, cultura ed
    esperienza, ed è un valore sacrosanto e inviolabile che
    investe la dignità del cittadino che esercita tale diritto
    costituzionale.
  • I medici hanno assunto una posizione da tutori/padroni dei
    cittadini, mentre dovrebbero essere dei professionisti che
    esercitano un servizio, e non dovrebbero comportarsi come se
    avessero la proprietà della salute e delle scelte dei
    cittadini. Invece dall¹alto della loro posizione calpestano i
    nostri diritti, i diritti di tutti, decidono che a è
    importante: valori culturali, aspetti specifici di ogni MnC, gli
    stessi fondamenti della loro medicina (che sono pronti a ignorare
    pur di avere tutto per loro), e la libertà di scelta
    terapeutica dei cittadini.

Noi Naturopati Heilpraktiker Professionisti, rappresentati dalla
FNNHP, riconosciuta dalla Unione Europea Heilpraktiker
Professionisti, facciamo presente che le principali MnC non possono
essere considerate semplici terapie e nemmeno medicine suddite di
quella tradizionale, ignorando la loro specifica filosofia e i
precisi fondamenti, perché tali MnC non necessitano per
essere praticate dell¹intervento di un medico, perché
non si basano sulla diagnosi nosologica. La nostra è una
figura professionale autonoma rispetto a quella del medico, e
rappresentiamo una garanzia di vera libertà di scelta
terapeutica e di un corretto pluralismo culturale.

La nostra professionalità è riconosciuta ormai da
tempo in stati come la Germania che fa parte della Unione Europea
così come ne facciamo parte noi. L¹unione Europea
sancisce il principio di libero scambio di merci e professioni
(direttiva 92/51/CEE).
Alla voce Naturopatia sul Grande Dizionario Enciclopedico UTET
troviamo:
“L’esercizio della Naturopatia è affidato al Naturopata
professionista che opera autonomamente rispetto ad altre figure
attive in ambito sanitario (medici, psicologi, ecc.)?.

Vi preghiamo di divulgare con ogni mezzo e a più persone
possibile il seguente comunicato stampa, per creare una catena di
dissensi ampia e compatta, e vi invitiamo a scrivere anche alle
forze politiche per chiedere che vengano riconosciute le figure
professionali specifiche delle MnC, garanti di un corretto
pluralismo culturale e della libertà di scelta
terapeutica.

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