Coronavirus

Coronavirus. Il numero di contagiati in Italia torna a salire, in calo i decessi

I dati sul coronavirus della Protezione Civile del 26 marzo mostrano che dopo quattro giorni di calo, il numero di contagi in Italia ha un nuovo aumento, con la Lombardia che registra 2.500 nuovi casi in un solo giorno. Ma la velocità della curva sembra rallentare.

I dati della conferenza stampa della Protezione Civile della sera del 26 marzo mostrano – dopo quattro giorni di numeri in calo – un nuovo aumento dei contagiati: le persone attualmente positive al coronavirus sono 4.492 (mercoledì erano 3.491, martedì 3.612), raggiungendo i 62.013 malati (per un totale di 80.539 casi). 3.612 persone sono ancora in terapia intensiva, mentre 33.648 si trovano in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. 662 persone sono decedute (683 mercoledì, 743 martedì), mentre 999 è il numero di guariti (per un totale di 10.361).

Leggi anche: Tutti gli aggiornamenti sul coronavirus

coronavirus, cremona, Lombardia
Il pronto soccorso dell’ospedale di Cremona, provincia in cui sono stati accertati 2.733 casi di coronavirus © Emanuele Cremaschi/Getty Images

2.500 nuovi contagi in Lombardia in un solo giorno

Si ritrova in questo trend anche la Lombardia, che oggi ha registrato un significativo aumento dei contagi nelle ultime 24 ore: 2.500 casi (mercoledì erano 1.643). “I numeri purtroppo non sono molto belli, il numero dei contagiati è aumentato un po’ troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi”, ha commentato infatti stamattina il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nella conferenza stampa alla Regione. “Dovremo valutare se è un fatto eccezionale determinato da qualche episodio particolare o se è un trend in aumento, il che sarebbe un po’ imbarazzante”, ha aggiunto. “Queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato”.

Leggi anche: La Lombardia rende ancora più severe le misure per contenere il coronavirus

“La cosa importante è che ci sia un rallentamento della velocità di incremento della curva”

Il direttore generale della Protezione Civile Agostino Miozzo ha commentato questo nuovo aumento ponendo l’attenzione su un punto: “La cosa importante è che ci sia un rallentamento della velocità di incremento della curva. Sappiamo che non possiamo aspettarci una improvvisa diminuzione. Non è un’epidemia che nell’arco di 48 ore trova risoluzione. Dobbiamo osservare nei prossimi giorni gli effetti delle decisioni prese, del distanziamento sociale”, ha affermato. “Stiamo analizzando la ragione di questo piccolo incremento rispetto ai giorni precedenti. Potrebbe esserci stato un accumulo di risultati di tamponi, ma è solo un’ipotesi. La valideremo nei giorni a venire. Dobbiamo avere la necessaria pazienza perché questo tipo di epidemia non ha una risoluzione magica. La cosa importante è la velocità di incremento della curva che apparentemente sembra rallentare”.

Nell’aprire la conferenza stampa ha anche annunciato che il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, che aveva riscontrato alcuni sintomi del virus, è risultato negativo al tampone.

Le città vuote dal coronavirus. Stazione centrale di Milano
La stazione Centrale di Milano, 8 marzo 2020, deserta dopo le misure di contenimento del covid-19 © Emanuele Cremaschi/Getty Images

“Le misure sembrano avere effetto”

Ranieri Guerra, assitent director general dell’Oms presente alla conferenza stampa della Protezione Civile, ha sottolineato l’importanza del contenimento: “Fondamentale continuare con la politica di isolamento domiciliare, dipendendo dalla condizione clinica delle persone positive al test. Le misure sembrano avere effetto, misuriamo oggi quello che è accaduto 14-15 giorni fa. C’è difficoltà nella ricostruzione temporale degli eventi che hanno portato alla situazione odierna. Credo sia importante non abbassare la guardia in un momento assolutamente critico: stiamo assistendo al rallentamento della velocità dell’incremento della curva, assisteremo probabilmente nei prossimi giorni a una diminuzione effettiva e sostenuta della casistica, soprattutto mi auguro della casistica grave”.

Leggi anche: Coronavirus, un miliardo di confinati nel mondo. Le misure paese per paese

Sul tema tamponi, Ranieri Guerra ricorda che , mentre l’Oms sta prequalificando i nuovi test rapidi, “il tampone viene raccomandato per i casi, i casi sospetti e i contatti dei casi sospetti. Credo che sul contato debba essere rafforzata al massimo la procedura diagnostica per interrompere la catena epidemica il prima possibile”.

coronavirus primo caso codogno scienziati in laboratorio analizzano virus
Un nuovo reclutamento di infermieri per il covid-19 è stato aperto il 26 marzo © Sylvain Lefevre/Getty Images

“Il personale sanitario non si è tirato indietro. Queste persone vanno tutelate”

Un altro punto toccato da Ranieri Guerra è la protezione del personale sanitario. “I numeri di contagio sono elevati e questo significa che il personale si è esposto in prima persona, nessuno si è tirato indietro. Anzi, il contrario, anche a rischio della propria salute. Queste persone vanno tutelate. Non solo con mascherine ma anche con la capacità diagnostica costante per far sì che non vengano esposti alla possibilità di contagiare altre persone. E per evitare che le strutture ospedaliere diventino sedi di amplificazione della malattia”. A proposito di personale sanitario Agostino Miozzo ha annunciato che il primo contingente di medici reclutati con l’appello fatto a tutto il paese raggiungeranno oggi Bergamo, Brescia e Piacenza. Inoltre, ha annunciato che da oggi sarà aperto un nuovo reclutamento di infermieri per covid, online dalle 20 di questa sera.

Articoli correlati