Coronavirus

Coronavirus, la Banca centrale europea lancia un piano da 750 miliardi

Per sostenere le economie europee durante l’emergenza coronavirus, la Bce ha lanciato un massiccio piano finalizzato all’acquisto di titoli di stato.

750 miliardi di euro. Il piano proposto dalla Banca centrale europea (Bce) per contrastare la probabile recessione alla quale il Vecchio Continente andrà incontro a causa dell’emergenza coronavirus è epocale. E la governatrice Christine Lagarde, stavolta, ha evitato parole ambigue, come quelle pronunciate il 12 marzo, quando aveva lasciato intendere di non essere pronta a fare tutto il possibile per sostenere le economie dei paesi membri.

La Bce: “Faremo tutto ciò che è necessario”

Il tono della dirigente, in questo caso, è stato al contrario solenne: “Faremo tutto ciò che è necessario, nei limiti del nostro mandato. Tutte le opzioni e i piani di salvataggio saranno presi in considerazione durante questa fase”. “È un momento straordinario che necessita di un’azione straordinaria, priva di limiti”, ha aggiunto Lagarde su Twitter.

In attesa di verificare gli annunci alla prova dei fatti, le promesse sembrano aver convinto i mercati: nella mattinata di oggi, giovedì 19 marzo, la Borsa di Milano ha aperto in netto rialzo. In termini concreti, la Bce propone un gigantesco piano di acquisti di titoli di stato, così come obbligazioni emesse da imprese, da esercitare di qui alla fine del 2020. Un programma che si aggiunge ai 120 miliardi annunciati la scorsa settimana a ai 20 miliardi stanziati in autunno: il totale arriva quindi a più di mille miliardi di euro.

Secondo Corporate europe observatory, il quantitative easing della Bce avvantaggia solo le energie fossili. Foto © Mike Chernucha
La Banca centrale europea ha adottato misure straordinarie per contrastare i rischi di recessione legati all’emergenza coronavirus © Mike Chernucha/Getty Images

Si deve evitare una pesante recessione economica

Ciò dovrebbe tradursi in una gigantesca iniezione di liquidità, che teoricamente fornirà ossigeno alle economie reali, attualmente pressoché bloccate a causa dei rischi di contagi. Ciò con l’obiettivo di scongiurare una nuova, pesante crisi. Parlando al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, la stessa Lagarde ha parlato di una possibile contrazione del Prodotto interno lordo europeo pari al 5 per cento.

Già numerosi governi hanno infatti lanciato l’allarme sulle conseguenze in termini di crescita. E il rischio è che lo stop alle attività economiche possa tradursi anche in una forte pressione sui debiti pubblici: in Italia i tassi dei buoni del Tesoro decennali sono cresciuti dall’1 per cento di inizio mese al 3 per cento del 18 marzo. Ciò significa che, un domani, lo stato sarà obbligato a corrispondere a chi ha comprato tali titoli interessi ben più importanti, pagando dunque a prezzo molto più caro la liquidità di cui necessita. Ma significa anche un aumento dello “spread”, la differenza tra i tassi delle nostre obbligazioni e quelli dei buoni tedeschi.

E se la crisi economica del coronavirus si risolvesse in una rivoluzione solidale?

La mossa della Bce dovrebbe aumentare fortemente la domanda e dunque consentire agli stati (non solo l’Italia) di indebitarsi a condizioni più convenienti. Anche in mancanza di interesse da parte dei mercati. Resta da vedere se una nazione come la nostra, già fortemente indebitata, potrà permettersi di emettere quantità sufficienti di titoli di stato.

Non a caso il governo ha proposto ai partner europei di lanciare dei “corona-bonds”, obbligazioni europee che consentirebbero di fatto di instaurare una solidarietà tra le nazioni europee. Cosa che rappresenterebbe una rivoluzione per l’Europa.

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