Coronavirus

Coronavirus, per Borrelli i dati oggi sono buoni ma non va abbassata la guardia

Si conferma la fase di stabilizzazione dei contagi, ma non va abbassata la guardia secondo Angelo Borrelli della Protezione civile. I guariti oggi sono 819 per un totale di 21.815 individui che hanno sconfitto la malattia.

Oggi, domenica 5 aprile, a più di sei settimane dal primo caso di Covid-19 diagnosticato nel comune di Codogno, in provincia di Lodi, il numero totale di contagiati dal nuovo coronavirus in Italia è pari a 128.948 secondo i dati della Protezione civile. Il capo Angelo Borrelli l’ha definita una giornata con “buone notizie”, ma “non va in alcun modo abbassata la guardia”. Il numero totale comprende sia il numero di guariti (21.815) che di persone decedute (15.887). Attualmente contagiate in Italia ci sono 91.246 persone, ieri erano 88.274.

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La curva dei nuovi contagi da Sars-Cov-2 aggiornati al 5 aprile 2020 secondo i dati della Protezione Civile

I nuovi contagi oggi sono 2.972 a fronte dei 2.886 di ieri, sabato 4 aprile. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 3.977, a fronte delle 3.960 di ieri. I deceduti sono 525 (ieri sono stati 681), mentre le persone guarite oggi sono 819 per un totale di 21.815 individui che hanno sconfitto la malattia.

I dati del 5 aprile regione per regione

Le persone risultate positive alla Covid-19 regione per regione, sempre secondo la Protezione civile, sono 28.124 in Lombardia, 12.837 in Emilia-Romagna, 10.177 in Piemonte, 9.409 in Veneto, 5.185 in Toscana, 3.578 nelle Marche, 3.186 nel Lazio, 3.093 in Liguria, 2.621 in Campania, 2.022 in Puglia, 1.774 in Sicilia, 1.795 nella Provincia autonoma di Trento, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.420 in Abruzzo, 1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano, 898 in Umbria, 815 in Sardegna, 706 in Calabria, 576 in Valle d’Aosta, 254 in Basilicata e 187 in Molise.

La questione delle mascherine obbligatorie in Lombardia

La Lombardia ha reso ieri le mascherine obbligatorie per tutte le persone che escono di casa per motivi di necessità, per fare la spesa o per lavoro, salvo poi aggiungere che, per chi non ne fosse in possesso, è sufficiente coprire la bocca “anche attraverso semplici foulard e sciarpe”. La decisione della Regione Lombardia è stata oggetto di critiche perché sembra mettere sullo stesso piano le mascherine con altre forme “fai da te” per la copertura di naso e bocca. Tutto questo ha aumentato la discussione, e quindi la confusione.

I dati nel mondo

Nel mondo sono stati superati i 1,2 milioni di contagi e di più di 67mila persone sono morte, secondo i dati della Johns Hopkins University. Oltre all’Italia, ora i focolai più drammatici sono quello degli Stati Uniti, dove i casi sono oltre 321mila a fronte di 8.500 morti, e quello della Spagna, dove i morti sono oltre 12mila.

Il discorso alla nazione della regina Elisabetta II

La regina Elisabetta II del Regno Unito, 94 anni, ha parlato ai sudditi con un messaggio, registrato nei giorni scorsi nel castello di Windsor, e trasmesso dalle televisioni britanniche. Prima di oggi è successo solo in casi eccezionali, come lo scoppio della prima guerra del Golfo e la morte di Lady Diana, già moglie del principe Carlo dal 1981 al 1996. Elisabetta ha chiesto ai cittadini britannici “autodisciplina e determinazione” in questa lotta contro il coronavirus e ha ringraziato lo staff del National health service, il Servizio sanitario nazionale.

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La regina Elisabetta II del Regno Unito © Tolga Akmen – WPA Pool/Getty Images)

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