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Coronavirus, il primo ministro ungherese Viktor Orban ottiene i “pieni poteri”

Il Parlamento ungherese ha concesso poteri straordinari al governo di Viktor Orban per fronteggiare il coronavirus. In molti temono una deriva politica.


Il primo ministro dell’Ungheria, Viktor Orban, ha chiesto e ottenuto “pieni poteri” dal Parlamento del proprio paese, nel quadro dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus. La legge è stata approvata lunedì 30 marzo con 137 voti a favore, a fronte di 53 contrari.

Ordinanze e decreti per evitare il dibattito parlamentare

La nuova norma consente al capo del governo della nazione europea di poter legiferare scavalcando l’Aula, attraverso delle ordinanze. Ciò grazie all’instaurazione di uno stato d’emergenza a durata indeterminata. Una scelta che l’opposizione ha attaccato duramente, giudicandola “sproporzionata”. Il timore, infatti, è che l’emergenza-coronavirus possa fungere da “grimaldello” per Orban, consentendogli di cementare il governo conservatore e nazionalista nell’architettura politica ungherese.

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Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha ottenuto pieni poteri dal Parlamento di Budapest per fronteggiare l’emergenza-coronavirus © Sean Gallup/Getty Images

La legge introduce anche una pena particolarmente pesante – fino a cinque anni di reclusione – per chi diffonde “false notizie” sul coronavirus. Ma anche sulle misure adottate dal governo. Anche in questo caso, la preoccupazione è legata alle (poche) fonti d’informazione alternative presenti in Ungheria, già continuamente tacciate di diffondere “fake news”.

Viktor Orban potrà prolungare a piacimento lo stato d’emergenza

Ma non è tutto: le disposizioni approvate dal Parlamento di Budapest permettono anche a Orban di prolungare fin quando vorrà lo stato d’emergenza, in vigore dall’11 marzo scorso. In termini concreti, il leader ungherese potrà sospendere alcune leggi con un semplice decreto e introdurre liberamente misure straordinarie. Ciò, recita il testo della norma, al fine di garantire “la salute, la sicurezza personale e materiale dei cittadini e la tenuta dell’economia”. Quindi, teoricamente, nel solo ambito della pandemia.

Per questo, secondo il ministro della Giustizia Judit Varga la decisione è necessaria poiché “occorre fare tutto ciò che è possibile per bloccare la propagazione del coronavirus. La legge è perfettamente in linea con la Costituzione ungherese”. Al contrario, il deputato indipendente Akos Hadhazy ha parlato apertamente di “trappola per l’opposizione” e di “passo verso la dittatura”.

La preoccupazione delle Nazioni Unite

Anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani ha affermato di seguire “con inquietudine” l’evoluzione politica in Ungheria. Ciò dopo un appello diffuso a metà marzo nel quale chiede a tutti gli esecutivi di “non abusare del coronavirus” per adottare misure liberticide. Mentre il Consiglio d’Europa ha avvertito che “uno stato d’emergenza indefinito e incontrollato non può garantire il rispetto dei principi fondamentali della democrazia”.

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