Veterinaria

Cosa fare quando arriva un nuovo gatto in famiglia

Arriva lui e son guai con gli altri ospiti di casa, soprattutto se non si rispettano delle regole di convivenza e di approccio. Ecco i consigli dell’esperta.

L’arrivo di un nuovo gatto in famiglia è sempre un avvenimento. Bello per certi versi, pieno di incognite per altri. Spiega la dottoressa Cristiana Maghenzani, medico veterinario di Milano: “Introdurre un nuovo felino in una famiglia dove già ce ne siano altri,  presuppone alcune considerazioni.

 

È molto importante, per prima cosa, il contesto in cui ciò avverrà. L’ambiente casalingo senza accesso all’esterno è sicuramente una variante che rende più complessa la gestione rispetto a un ambiente aperto o con accesso all’esterno in quanto non permette l’allontanamento in caso di stress e paura del nuovo ospite felino. Altro punto chiave è la socializzazione: un gatto adottato in tenera età e che ha vissuto sempre solo ha sicuramente più difficoltà nell’interazione con i suoi simili. In questi casi è molto probabile il manifestarsi di paura, ansia e aggressività qualora venga introdotto un nuovo soggetto in quello che è il suo habitat abituale.

 

Molti studi hanno messo, inoltre, in evidenza una maggior armonia fra soggetti imparentati e fratelli rispetto a soggetti senza parentele. Un dato di cui bisogna senz’altro tener conto prima di decidere l’introduzione di un felino in casa.

 

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Il musino di Lupin © Cristiana Maghenzani

 

Esistono comunque alcune strategie che permettono di agevolare l’inizio di una armonica convivenza fra gatti provenienti da ambienti diversi. Ecco le regole fondamentali dettate dall’esperta.

 

Un ambiente separato

Non inserire immediatamente il nuovo gatto in casa, ma creare un ambiente separato anche visivamente e dotato di tutto il necessario (cibo, lettiera e luogo di riposo) per il nuovo soggetto. In tale ambiente il nuovo ospite felino resterà finché prenderà confidenza con ciò che lo circonda. Solo in un secondo tempo lo si lascerà  “visitare” il resto degli ambienti per l’esplorazione, ma confinando gli altri gatti per il tempo necessario alle prime esperienze del nuovo arrivato.

 

La fase visiva

Se attraverso la porta che separa i due ambienti non avvengono segnali di aggressività da parte di nessuno dei soggetti (gatti di casa e gatto nuovo) come soffi, graffi, ringhi si può procedere alla fase “visiva”, mettendo in contatto i gatti magari attraverso una porta finestra a vetri oppure dietro le sbarre di un trasportino. Il tutto dovrebbe però sempre avvenire dietro controllo attento del proprietario. Nel frattempo sarà opportuno applicare degli erogatori di feromoni (il vostro veterinario vi dirà dove acquistarli) in tutto l’ ambiente casalingo, e aumentare il numero delle lettiere (una per ciascun gatto). È bene anche aggiungere dei luoghi di riposo per gli ospiti felici, meglio se sopraelevati, nuove zone di gioco e individuare il cibo più gradito per tutti i soggetti.

 

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Un nuovo gatto in famiglia, lui è Miago © Cristiana Maghenzani

 

Dopo essersi sincerati che il contatto visivo non ha creato atteggiamenti di aggressività, si può passare a periodi di contatto diretto ma sempre sotto stretta sorveglianza. La presentazione troppo rapida e senza i giusti accorgimenti può determinare risposte aggressive ( a volte con rischi di lesioni anche importanti) rendendo difficile e più lunga l’opera di integrazione dei gatti stessi.

 

L’aiuto del veterinario

Come sempre l’apporto del veterinario curante rimane fondamentale: sia per la conoscenza caratteriale dei felini che già abitano nella casa, sia per le regole da proporre e seguire per il nuovo piccolo ospite a quattro zampe.

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