Veterinaria dell'animale

Un cane che vive a lungo lo deve a molti fattori, questi i principali

Un cane longevo non è più un’utopia, ma l’obiettivo di veterinari e allevatori con uno scopo specifico: il benessere della specie.

  • Un aumento della longevità nei cani è un obiettivo non più irraggiungibile.
  • Ricerche e studi specifici ne stanno svelando, a poco a poco, segreti e informazioni.
  • Ci sono anche alcune regole da tenere presente per garantirsi, nel limite del possibile, un cane sano e longevo.
cane longevo
Razze molto popolari, come i dalmata, sono diventate poco longeve per gli accoppiamenti fra consanguinei © Pixabay

Un cane longevo e in salute è il sogno di ogni amante dei quattro zampe. E, non a caso, in questo ambito si moltiplicano le informazioni e i consigli per prolungare il ciclo vitale del proprio cane e stanno nascendo addirittura dei farmaci per aiutarli a superare indenni i limiti consueti del loro ciclo vitale. Ci sono, comunque, dei fattori importantissimi da tenere presente quando si vuole garantire, almeno per sommi capi, una vita lunga e felice al nostro cane.

I cani meticci vivono più a lungo?

Per prima cosa, è basilare sgombrare il campo da un pregiudizio che ormai da anni condiziona la visione della specie canina. Quello che vede nei cani meticci i soggetti più longevi e sani rispetto a quelli di razza. L’incrocio è solo il prodotto di accoppiamenti fra esemplari di varie razze che portano con sé patologie e problematiche specifiche. Cani di questo tipo saranno, quindi, soggetti alle malattie che compongono il loro corredo genetico e ne determinano longevità e benessere. Questione di fortuna, allora? Nel caso dell’adozione di un incrocio senz’altro. Diverso, invece, il discorso del cane di razza la cui longevità può essere determinata, spesso, con un buon grado di approssimazione. Vediamo come.

cane longevo
L’evoluzione del pastore tedesco negli anni ha portato a evidenziare difetti morfologici sempre più gravi © Pixabay

Un cane che vive a lungo non è frutto del caso

Per rafforzare e determinare la longevità canina stanno andando avanti studi e ricerche sempre più particolareggiate e significative. Sull’argomento abbiamo sentito il dottor Francesco Miccoli, medico veterinario e direttore sanitario di ReproVet Genetics Italia che ci ha fornito alcune coordinate per addentrarci nel campo del benessere e della lunga vita dei nostri amici a quattro zampe. Per l’esperto la predisposizione genetica gioca un ruolo importantissimo nel determinare la suscettibilità del soggetto alle malattie.

Ciò è particolarmente evidente quando sono diffusi i livelli di consanguineità media di razza che possono incidere sulle performance del sistema immunitario ereditario frutto di questa selezione. Secondo gli studiosi, infatti, è proprio la consanguineità a giocare un ruolo importante nella determinazione delle malattie che possono colpire il cane e ciò, ovviamente, si ritrova più spesso nell’universo di quelli di razza che sono proprio il frutto di accoppiamenti sempre più ravvicinati per fissare i caratteri specifici dello standard.

L’importanza del sistema immunitario in un cane longevo

Il sistema immunitario  viene ereditato nella sua interezza (cioè il cucciolo eredita un sistema immunitario completo dal padre e un sistema immunitario completo dalla madre). Quanto più diversi sono i sistemi immunitari completi del cucciolo, tanto più forte sarà il suo sistema immunitario. I geni MHC codificano le proteine ​​che rilevano gli agenti patogeni ed etichettano le cellule infette in modo che il sistema immunitario possa distruggerle. Più diversi sono i geni dell’MHC, più agenti patogeni possono essere riconosciuti e quindi più forte è la funzione immunitaria.

Il problema del rafforzamento dell’immunità genetica è, perciò, alla base di un corretto allevamento ed è anche uno dei canoni principali della salute e della longevità dei cani, siano essi di razza o meticci. E, a questo proposito, da anni ormai sono stati creati test da effettuare su determinate razze per evidenziarne la predisposizione a patologie caratteristiche specifiche. Per effettuarli basta poco: un prelievo di sangue o, addirittura, un semplice tampone salivare. I test sono indicativi soprattutto per gli allevatori che eviteranno di accoppiare fra loro soggetti portatori, ma sono importanti anche per il proprietario che può prevedere, in questo modo, la possibilità o meno che il proprio cane sia soggetto durante l’arco della vita a malattie genetiche.

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I cani brachicefali hanno problemi per la particolare conformazione del loro cranio © Pixabay

Spiegano i veterinari dei laboratori di ricerca MYLav: “La selezione indotta dall’uomo nelle razze canine ha favorito l’insorgenza di patologie specifiche, che sono causate da alterazioni del genotipo. Con l’evoluzione della genetica animale e con lo sviluppo di tecnologie sempre più complesse per l’indagine del dna, siamo ormai in grado di individuare le anomalie del genoma che stanno alla base di numerose patologie animali su base genetica e sono quindi trasmissibili. A partire dalla fine dello scorso secolo, con la nascita della cinofilia moderna e l’istituzione dei Kennel club nazionali, si è partiti con la definizione morfologica più precisa delle razze con standard sempre più rigidi. Il tutto ha però avuto come contraltare una costante erosione genetica dovuta soprattutto alla consanguineità, un fattore che ha ridotto il pool genetico a disposizione di una razza.

Tutte queste restrizioni le hanno rese più omogenee, ma hanno evidenziato il rischio di portare in omozigosi non solo dei caratteri morfologici interessanti, ma anche tutta una serie di mutazioni responsabili di gravi malattie ereditarie. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per questo tipo di patologie e, infatti, sono stati identificati numerosi disordini e se ne aggiungono altri man mano che vengono caratterizzati. Tutto questo è stato possibile grazie alle tecniche biomolecolari, su tutte il sequenziamento del dna, consentendo una conoscenza sempre più dettagliata del genoma canino, ma più in generale, anche di altri animali domestici e di interesse zootecnico”.

Un futuro sempre più all’insegna delle ricerche genetiche e dei test di questo tipo per garantire un cane sano e il più possibile longevo. Ma è questa la risposta ai nostri interrogativi?

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I bassotti, cani da tana per eccellenza, sono colpiti spesso da malattie a carico della spina dorsale per la loro conformazione anatomica © Pixabay

Per un cane longevo si parte dalla nascita

Un cane longevo e in salute sta diventando l’obiettivo anche di molti allevatori che intendono garantire all’acquirente finale un soggetto il più possibile sano ed esente da patologie legate alla razza. Ci spiega Alessio Camatta dell’allevamento Athanor Lupus cha ha dato vita, con altri soci, a un progetto specifico per il benessere e la longevità del cane lupo cecoslovacco, una razza che ha visto purtroppo negli ultimi tempi, scendere drasticamente la sua speranza di vita: “L’abbiamo chiamato WGI Project ed è una sinergia di allevatori, nata nel 2015, venuta a crearsi con l’intento di apportare un’evoluzione dell’approccio cinofilo corrente, le cui criticità sono ormai troppo evidenti per essere ignorate. La salute e il benessere da essa derivante sono un problema in molte razze, e il settore non riesce a fornire risposte e soluzioni proficue.

Pertanto il nostro indirizzo evolutivo è quello di applicare la scienza, attraverso le pratiche zootecniche, all’allevamento del cane.Per questo, attraverso una convenzione con il dipartimento di Biomedicina applicata e alimentazione dell’Università di Padova, abbiamo sviluppato un sistema di gestione zootecnica per la razza cane lupo cecoslovacco, che permette di applicare metodi di selezione più accurati e poter gestire i fenomeni legati alla consanguineità.

Lo scopo di WGI Project è quella di attingere e sfruttare la potenza degli strumenti zootecnici abitualmente usati con grande successo da oltre mezzo secolo negli animali da reddito, spostando il focus della selezione dalla produttività alla salute. Uno degli strumenti che stiamo sviluppando è un indice genetico sulla longevità che, attraverso la registrazione delle date di decesso sull’intero database di popolazione e l’applicazione di metodi statistici, permetterà di individuare i fattori genetici che influiscono sull’aspettative di vita e di poter usare questi indicatori nella selezione degli accoppiamenti”.

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I labrador sono colpiti spesso da tumori e linfomi © Pixabay

L’importanza dell’alimentazione per un cane longevo

Anche la longevità del cane può essere influenzata dalla sua alimentazione. I cani nutriti attraverso una dieta sana ed equilibrata tendono a vivere più a lungo di quelli che si alimentano in modo scorretto. Se abbiamo scelto per il nostro amico a quattro zampe un’alimentazione casalinga o una Barf, il consiglio è quello di farlo seguire da un nutrizionista veterinario fin dai primi mesi, accompagnando le varie fasi di vita con l’aggiustamento delle razioni e, magari, con l’aggiunta di integratori specifici. E, anche se scegliamo il mangime industriale – secco o umido che sia –, le regole da seguire diventano pressoché le stesse e contribuiscono a determinare lo sviluppo futuro di un cane sano e longevo. Vediamole insieme con l’aiuto del dottor Gianandrea Guidetti, farmacista, esperto di fitoterapia e presidente di Sanypet, azienda del gruppo Nasta pet food.

“L’alimentazione risulta sempre essere un fattore essenziale per la salute e il benessere dei nostri amici a quattro zampe. Una dieta equilibrata, adeguata alle esigenze di età, taglia e stile di vita del cane, può prevenire molte malattie e favorire una vita lunga e felice. Ma come scegliere il cibo migliore per il nostro pet? Quali sono gli elementi da considerare? Innanzitutto, è importante affidarsi a nutrizionisti e aziende con una consolidata esperienza nel pet food, che utilizzano ingredienti di alta qualità e tecnologie innovative, che sappiano garantire la qualità e la sicurezza degli ingredienti, la corretta formulazione delle ricette e il rispetto delle normative vigenti. Questi esperti sono in grado di offrire prodotti adatti alle diverse fasi della vita del cane, dalle crocchette per cuccioli alle diete specifiche per cani anziani, passando per le soluzioni per i soggetti con problemi di peso, di digestione, di allergie o intolleranze. Ecco, quindi, le regole di base:

  • leggere attentamente l’etichetta nutrizionale: l’etichetta deve indicare la quantità di proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali presenti nel prodotto;
  • scegliere un alimento formulato per la taglia, l’età e il livello di attività del proprio cane;
  • evitare gli alimenti con ingredienti artificiali, conservanti e coloranti;
  • sempre utile l’utilizzo del mix feeding, ovvero la somministrazione sia del cibo secco che dell’umido.
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Fin da cucciolo il cane va seguito sia per l’alimentazione che per tutto ciò che riguarda la forma fisica © Pixabay

Cane longevo, la parola agli allevatori

Al di là della ricerca scientifica e delle innovazioni che ci stanno prospettando, cosa dobbiamo fare per garantirci un cane con buone aspettative di vita? E, presumendo che si opti per un esemplare di razza, quali accortezze dobbiamo avere nella sua scelta? A queste domande cerchiamo di rispondere con l’aiuto di Annalisa Colombo, allevatrice con l’affisso La Favola del Lupo. Ecco cosa ci ha detto:

  • rivolgersi ad allevamenti che allevino possibilmente una razza o al massimo due;
  • chiedere di vedere i genitori e, se possibile, anche i parenti – nonni, zii – del cucciolo scelto per verificarne la salute e la longevità;
  • scegliere cuccioli i cui parenti – genitori, nonni – siano esenti dalle principali malattie genetiche della razza (un esempio? La displasia che affligge molti cani di razza medio/grande);
  • scegliere allevamenti i cui proprietari seguano i cuccioli dalla nascita soprattutto per quel che riguarda l’alimentazione – fondamentale per la crescita di un cucciolo sano – e il comportamento.

Insomma, anche in questo caso, il buon senso la fa da padrone. Ovviamente, visto che si parla di esseri viventi, niente potrà mai essere programmato. Ma un cane sano è anche e soprattutto il prodotto della serietà che noi “umani” adottiamo nei suoi confronti. Ed è questo che deve guidare sempre i nostri passi nel mondo meraviglioso della natura.

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