Coronavirus

Cosa prevede l’ordinanza emanata in Lombardia per limitare la diffusione del nuovo coronavirus

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha emanato un’ordinanza valida su tutto il territorio lombardo, sul quale insiste un focolaio del nuovo coronavirus, il Covid-19. L’elenco delle misure.

Aggiornamento 26 febbraio – La Regione Lombardia ha deciso di allentare le restrizioni ai bar. In particolare, si legge in una nota, “i bar e/o pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande non sono soggetti a restrizioni e pertanto possono rimanere aperti come previsto per i ristoranti, purché sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall’esercizio”. Inoltre, “tutte le attività di somministrazione o consumo sul posto di prodotti artigianali non sono soggette all’obbligo di chiusura dalle ore 18:00 alle ore 6:00”. La disposizione vale anche per le medesime attività esercitate all’interno dei centri commerciali.


 

Alla luce del decreto-legge del 23 febbraio 2020 recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del premier Giuseppe Conte, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha approvato, di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza, un’ordinanza valida sull’intero territorio lombardo fino al 1 marzo 2020 compreso. Il documento è stato inviato ai prefetti di tutte le province lombarde e prevede:

  • la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico – tant’è che sono state rinviate a data da destinarsi tutte le partite di calcio, maschili e femminili, di ogni categoria, anche le tre del campionato di serie A (Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo e Verona-Cagliari);
  • la chiusura dei nidi, dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani a esclusione di specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
  • la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei, dei cinema e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;
  • la sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero;
  • la previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Lombardia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • l’interruzione delle manifestazioni fieristiche;
  • la chiusura di bar, locali notturni e di qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico dalle ore 18:00 alle ore 6:00;
  • la chiusura degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari.

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I casi di coronavirus in Lombardia

Alle ore 18:00 del 26 febbraio i casi di coronavirus in Italia sono 400, cifra che include 12 decessi e 3 guarigioni. Nel dettaglio regionale, si riscontrano: 258 casi in Lombardia (con 9 decessi), 71 in Veneto (con 2 decessi), 47 in Emilia-Romagna (con 1 decesso), 11 in Liguria, 3 in Piemonte, 3 nel Lazio (il ricercatore tornato da Wuhan, ora guarito e dimesso, e una coppia di turisti cinesi), 3 in Sicilia, 2 in Toscana, 1 nelle Marche e 1 in Trentino-Alto Adige.

Foto in anteprima © Laura Lezzi/Getty Images
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