Dalla Semplicità al non attaccamento

Il secondo grado di evoluzione nella via dell’aria, porta al non-attaccamento.

Umano Evoluto è colui che realizza il non attaccamento
proprio perché ha scelto di vivere nella semplicità,
nella dimensione dell’essere più che in quella
dell’avere.
Tuttavia il non attaccamento non va inteso come rifiuto; non
è un sigillarsi e vivere da eremita. L’eremita anzi,
è molto attaccato alla sua scelta. In città egli
è debolissimo, non sopravvive all’asfalto.
Non-attaccamento è, piuttosto, liberazione dal desiderio di
possedere. Si pensi al mito del Faust: l’idea romantica del baratto
porta sempre ad una questione sull’avere; ti porta a firmare un
contratto sul tuo stesso essere, facendoti ricadere nella prigionia
del possesso, che non ti libera ma, appunto, ti imprigiona.

Il non-attaccamento che la via dell’aria insegna, porta ad un’altra
immensa realizzazione: il possesso è sempre all’origine
della malattia. All’inizio, infatti, c’è sempre una lotta
per il dominio, per il potere; lo squilibrio deriva da una
battaglia interna per possedere qualcosa.
Tutte le malattie hanno all’origine maya, l’illusione. Tutte le
malattie sono maya: ereditarie, ambientali, mentali e via dicendo.
Si lotta per il forte desiderio di non perdere la situazione, di
tenere in pugno certe condizioni. Questo è il peccato
originale, il possesso, così radicato nell’uomo. Si pensa
che il non possesso sia una prigione in cui rimanere soffocati.

Così è anche per gli affetti: l’uomo ha bisogno di
affetto, di gratificazione, di identificazione. Insomma: ciò
di cui più si ha bisogno, è la conferma di esistere
da parte del mondo. E’ il bisogno di farsi ascoltare, di trovare un
senso a se stessi e alla propria vita.
Il possesso, dunque, è la vera prigione; esso è maya,
l’illusione dell’importanza personale. Il desiderio di “avere” o
“essere qualcosa o qualcuno” è il vero peccato originale.
Perché, quando si desidera l’essere, anche l’essere si
tramuta in avere.
Attraverso la trasparenza, la semplicità e il
non-attaccamento, l’Umano Evoluto può, infine, giungere alla
Libertà, il terzo grado di realizzazione nella Via
dell’Aria.

Loredana Filippi

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