Drug Boulevard: il canto di resistenza del dream-pop turco

Drug Boulevard è una nuova label con sede a Istanbul fondata da Kubilay Yigit, già fondatore della celebre etichetta progressive/trance Blue Soho. Il lavoro di debutto della nuova casa discografica turca è in uscita il prossimo 17 febbraio e consiste in una compilation che riunisce vari artisti provenienti dalla scena locale turca, ma anche dall’estero. L’idea di Kubilay

Drug Boulevard è una nuova label con sede a Istanbul fondata da Kubilay Yigit, già fondatore della celebre etichetta progressive/trance Blue Soho. Il lavoro di debutto della nuova casa discografica turca è in uscita il prossimo 17 febbraio e consiste in una compilation che riunisce vari artisti provenienti dalla scena locale turca, ma anche dall’estero. L’idea di Kubilay Yigit di fondare una nuova casa discografica che si occupasse di dream-pop in Turchia è nata, in primo luogo, per proporre un tipo di musica indipendente e alternativa al mainstream ma, con l’avanzamento dei lavori, l’obiettivo del suo fondatore è diventato anche quello di contrastare il clima di repressione politica e violenza che negli ultimi tempi ha profondamente scosso il Paese.

I crescenti episodi di violenza in Turchia

Sostenitori del presidente turco Recep Tayyip Erdogan  sventolano la bandiera turca dopo aver preso il controllo di un carro armato a Istanbul, il 16 luglio © Gokhan Tan/Getty Images
Sostenitori del presidente turco Recep Tayyip Erdogan sventolano la bandiera turca dopo aver preso il controllo di un carro armato a Istanbul, il 16 luglio © Gokhan Tan/Getty Images

La Turchia sta vivendo tempi caratterizzati da continui atti di violenza: il tentato golpe dello scorso luglio, che ha portato ancora di più alla centralizzazione del potere politico del presidente Erdoğan; ancora prima in ordine di tempo, ricordiamo l’irruzione di un gruppo di islamisti in un negozio di dischi in cui si stava presentando A Moon Shaped Pool, ultimo album dei Radiohead, e la successiva carica delle forze dell’ordine contro un gruppo di dimostranti scesi in piazza per protesta.

Ma la strage di Capodanno in una delle più conosciute discoteche di Istanbul, in cui sono rimaste uccise almeno trentanove persone e altre settanta sono state ferite, ha definitivamente fatto crollare il sogno di Kubilay Yigit di riuscire a inaugurare con un party in grande stile la proprio etichetta.

Come ha riferito in una recente intervista rilasciata a Noisey.com:

Spesso si è costretti a rinunciare a idee apparentemente semplici e che sarebbero facilmente realizzabili in un mondo ideale, solo perché si vive in una determinata area geografica.

E la Turchia, ultimamente, è proprio una di quelle aree dove idee come quelle di Kubilay Yigit sono sempre più difficili da realizzare.

La compilation

La copertina colorata della compilation drug boulevard.
La copertina della compilation Drug Boulevard in uscita il 17 febbraio 2017.

Anche i lavori di realizzazione della compilation DRUGBLVD” hanno subito diversi rallentamenti a causa dei “tagli all’energia elettrica, ai blocchi di internet, alla necessaria auto-censura e, in generale, al crescente senso di insicurezza nel Paese”. Ma, nonostante tutte le problematiche che si sono dovute affrontare, il disco di debutto è finalmente pronto.

Il roster di artisti che appaiono nell’album include sia nomi internazionali che artisti locali, perché è solo unendo persone provenienti da vari paesi del mondo e da diverse culture che si può creare la migliore arte, ma anche incoraggiare il senso di solidarietà fra popoli diversi, sfruttando valori condivisi come può essere la passione per la musica.

E sempre nell’intervista a Noisey, è lo stesso Kubilay Yigit ad affermare:

Nonostante nell’album non ci sia nessun discorso o brano che parli direttamente di politica, in realtà quello che sta suscitando è un discorso fortemente politico.

Così, anche un genere estremamente leggero come il dream-pop, si fa portatore di rivolta e di valori di resistenza.

Immagine di copertina: le proteste per le strade di Istanbul a seguito del tentato golpe del 15 luglio 2016. Foto by Maurice Flesier.

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