Ecomafie, fatturato annuo: 15 miliardi. Meno ecoreati nel cemento, sempre più nel cibo

Segna una lieve flessione il giro d’affari dell’illegalità ambientale e dei crimini a danno dell’ambiente e degli animali, che nel 2012 era di 16,7 miliardi. Ma le cifre sono comunque alte: si parla di un reato ambientale ogni 20 minuti.   Rimane sostanzialmente invariato il business illegale dei rifiuti speciali, pari a 3,1 miliardi di

Segna una lieve flessione il giro d’affari dell’illegalità ambientale e dei crimini a danno dell’ambiente e degli animali, che nel 2012 era di 16,7 miliardi. Ma le cifre sono comunque alte: si parla di un reato ambientale ogni 20 minuti.

 

Rimane sostanzialmente invariato il business illegale dei rifiuti speciali, pari a 3,1 miliardi di euro, e il fatturato dell’abusivismo edilizio, stabile a 1,7 miliardi. Analizzando le tipologie di reato, “Ecomafia 2014” evidenzia un calo delle infrazioni rispetto al 2012 (-14%), frutto soprattutto della riduzione degli incendi, un aumento delle denunce (28.360, erano 28.132 l’anno precedente), il calo dei sequestri (7.764 nel 2013, 8.286 nel 2012), mentre il numero degli arresti rimane stabile a 160.

 

Aumentano i reati nel ciclo dei rifiuti, passati da 5.025 a 5.744, (+14,3%), con 6.971 denunce (+15,9%) e 90 arresti (+3,4%). Crescono anche i sequestri: 2.318 (+3,9%). Il 40% dei reati avviene nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso: Campania prima con 953 reati, il 17% del totale, seguita da Puglia, Calabria e Lombardia. Tra le province, prima è Napoli seguita da Roma, Reggio Calabria e Salerno.

 

Nel ciclo del cemento i reati segnano una diminuzione: 5.511 nel 2013 (-12,7%) ma salgono gli arresti (21) e calano denunce (7.155) e sequestri (1.566). Il 44,2% dei reati avviene nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Campania in testa. Napoli è la provincia più colpita.

 

“Eclatante”, per Legambiente, il boom dei reati nel settore dell’agroalimentare: dai 4.173 del 2012 si passa ai 9.540 dell’anno passato con il raddoppio delle denunce e 57 persone arrestate. In aumento pure i reati contro la fauna con infrazioni per commercio illegale di specie protette, abigeato, bracconaggio, allevamenti illegali, pesca di frodo, maltrattamenti e combattimenti clandestini: 8.504 totali, piu’ 6,6%, con l’impennata degli arresti che passano da 7 a 67, con 7.894 denunce e 2.620 sequestri. La maggior parte dei reati si registra in Sicilia con 1.344 infrazioni, seguita da Campania (1.075) e Puglia (953).

 

Nel complesso, il 46,9% delle infrazioni ambientali viene consumato in Campania (16,1%), Sicilia (12,2%), Puglia (10%), e Calabria (8,6%), regioni dove si registra anche il record delle persone denunciate (12.103), degli arresti (107), e dei sequestri (3.771). La regione del Centro Italia con più ecocrimini è il Lazio con 2.084 reati, 1.828 denunce, 507 sequestri e 6 arresti, mentre la prima del Nord è la Liguria con 1.431 reati. A livello provinciale la classifica vede in testa Napoli, seguita da Roma, Salerno, Reggio Calabria e Bari. Buone notizie sul fronte incendi, che diminuiscono dagli 8.304 del 2012 ai 3.042 del 2013 (- 63%); dimezzato il numero delle persone denunciate (da 742 a 375), in calo anche arresti (da 21 a 7) e sequestri (da 154 a 88).

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