Expo 2015

Coca-Cola e McDonald’s sponsor ufficiali di Expo 2015 tra annunci e polemiche

L’Esposizione universale sull’alimentazione avrà come sponsor le due multinazionali del cibo. Ma a molti la scelta non piace. La risposta di Coca Cola.

Che Coca-Cola fosse uno degli sponsor di Expo 2015 non è notizia dell’ultima ora. Già lo scorso 16 giugno in una nota e anche sul sito ufficiale dell’esposizione universale veniva resa ufficiale la sponsorship.

 

Lo stesso commissario unico Sala confermava che “con Coca-Cola l’esperienza dei nostri visitatori sarà arricchita attraverso la valorizzazione di tematiche quali l’equilibrio alimentare, l’importanza di una vita sana, di stili di vita attivi, nel rispetto di un ambiente sostenibile”. La nota continuava spiegando che “Coca-Cola racconterà il proprio modello di sostenibilità” basato “sull’innovazione del prodotto e sulla protezione dell’ambiente”.

 

CC Sud Est-Sunset

 

Seguendo la timeline dei fatti, a fine gennaio, il brand presentava ufficialmente il padiglione targato Coca-Cola, progettato dall’architetto Giampiero Peia. Un edificio in materiali sostenibili (legno, vetro e acqua) completamente smontabile e riutilizzabile, che al termine dell’esposizione verrà donato alla città di Milano, trasformandosi in campo da basket.

 

E veniamo allo scorso 27 febbraio, quando Expo Milano 2015 annunciava ufficialmente che “McDonald’s Italia è Official Sponsor”. Roberto Masi amministratore delegato della società confermava che “non sono molte le realtà che con gli stessi numeri possono dire di affrontare sul campo e in modo concreto, ogni giorno da decenni, le tematiche che saranno al centro del dibattito durante i sei mesi di Expo: il cibo e la sua filiera produttiva, nonché le modalità di distribuzione e fruizione”.

 

McDonalds-Burger-HD-Wallpaper

 

La partecipazione di McDonald’s si concretizza poi con la presentazione del progetto “Fattore Futuro”, patrocinato dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. “L’iniziativa – si legge – si rivolge a imprenditori agricoli italiani con meno di 40 anni che hanno un progetto di innovazione e sostenibilità per la propria azienda, e offre a 20 di loro la possibilità di entrare a far parte dei fornitori italiani di McDonald’s per tre anni”. Dal 1° maggio 2015 il marchio parteciperà all’evento con un padiglione che sarà vetrina non solo sull’azienda, ma sulle filiere agricole italiane partner del marchio globale.

 

A questo punto, soprattutto in rete, si scatenano le polemiche. Dalle pagine del  Fattoquotidiano.it Elisa D’Ospina scrive: “Non ce lo hanno venduto come un evento sulla sana e corretta alimentazione? In principio fu così, poi si sa, il dio denaro ha un fascino irresistibile e compra tutto e tutti. Quindi si arriva al punto che un Paese come l’Italia famoso in tutto il mondo tra le altre cose anche per la dieta mediterranea, accetti che una multinazionale come McDonald’s sia official sponsor dell’Expo 2015”. Il post conta 62 mila condivisioni su Facebook e 908 tweet.

 


 

Su Dissapore.com Riccardo Campaci invece sottolinea che: “se l’obiettivo è quello di ‘riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri’, che diavolo significa che McDonald’s e Coca-Cola sono sponsor ufficiali dell’Expo 2015?”. Una domanda che sui social network viene ripresa più volte.

 

Da parte sua Slow Food, l’esatta antitesi delle due multinazionali dichiara che a 60 giorni dall’inaugurazione: “Expo sembra trasformarsi sempre di più in un campo di battaglia. In un luogo dove i due volti del cibo – il sistema di produzione -distribuzione e consumo industriale e l’agricoltura familiare, i produttori di quel cibo che davvero è in grado di nutrire il mondo – saranno faccia a faccia, l’uno davanti all’altro”. E conclude: “Expo 2015 si è posta un obiettivo ambizioso come pochi: interrogarsi su un tema cruciale qual è il nutrire il pianeta in futuro. In questa ottica, la presenza di McDonald’s suona più come un autogol clamoroso che non come una affermazione del diritto di confrontare liberamente le varie tesi, che Expo vorrebbe garantire”.

 

A questo punto anche Coca-Cola risponde: “Ci si dovrebbe stupire se due multinazionali come Coca-Cola e McDonald’s non fossero presenti in una piattaforma come Expo, che si pone l’obiettivo di parlare non solo di cibo ma anche di risorse e della loro gestione”, dichiara Kim Alexander, general manager Coca-Cola per Expo. “Siamo il primo produttore di bevande analcoliche al mondo che utilizza una parte di quelle risorse e che sta lavorando anche per ridurre il proprio impatto. Le tematiche ambientali sono talmente complicate che tutti i protagonisti devono collaborare: aziende, cittadini, istituzioni e ong. Inoltre come grande aziende abbiamo la capacità economica e quindi anche il dovere di creare innovazione anche dal punto di vista ambientale e della gestione delle risorse, mostrando ciò che abbiamo già fatto e che abbiamo intenzione di sviluppare in futuro”.

 

Quello che è certo è che il dibattito non si fermerà con l’inuagurazione ufficiale dell’Esposizione.

Immagine di copertina via Laura Proffitt Photographer
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