La prossima fashion week di Milano sarà virtuale

Per evitare nuovi contagi, le sfilate a luglio le guarderemo attraverso uno schermo: arriva la Milano digital fashion week. E a beneficiarne è soprattutto l’ambiente.

Un po’ ce lo aspettavamo, un po’ non sarebbe potuto essere altrimenti. Dal 14 al 17 luglio 2020 si terrà la prima fashion week interamente digitale. Lo ha annunciato la Camera nazionale della moda italiana, che sostiene il settore in difficoltà con la Milano digital fashion week – July issue. Nel mondo virtuale verranno presentate le collezioni uomo primavera-estate 2021 e le pre-collezioni donna e uomo primavera-estate 2021.

Non è la prima volta che la moda sperimenta il digitale: a febbraio, all’esordio dell’epidemia di coronavirus in Italia, Giorgio Armani ha sfilato a porte chiuse “per non esporre ad alcun rischio la salute degli ospiti”, trasmettendo lo show in streaming. Ma soprattutto, in risposta all’assenza a Milano di buyer e giornalisti provenienti da un paese particolarmente strategico come la Cina, la Camera nazionale della moda italiana ha permesso a oltre 25 milioni di persone di assistere in remoto a tutte le attività di Milano moda donna autunno-inverno 2021, con lo streaming del progetto China we are with you.

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Le parole di Carlo Capasa, presidente della Camera della moda italiana

“Lo sviluppo di una fashion week digitale è una risposta concreta al momento che stiamo vivendo, che ci dà la possibilità di proseguire il percorso iniziato a febbraio con l’iniziativa China we are with you – ha spiegato Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda, che in un primo momento aveva definito la settimana virtuale ‘una forzatura’ –. In questa situazione di difficoltà è fondamentale dare la possibilità a tutte le aziende di presentare le collezioni durante la fashion week digitale di luglio. Il nostro obiettivo è sia quello di sostenere la ripartenza dell’intero sistema moda, sia di raggiungere i media, i buyer e l’intera fashion community attraverso una moltitudine di contenuti, studiati per tutti gli attori del sistema”. Ci ha ripensato, dunque, Capasa che segue la scia della Shanghai fashion week di marzo, interamente virtuale, e l’annuncio che arriva da Parigi di una settimana della moda con un format simile, prevista dal 9 al 14 luglio – primo caso in cui Parigi è in calendario prima di Milano.

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Il mondo della moda ha bisogno di una rivoluzione. E la pandemia di coronavirus può essere l’occasione giusta per ripensare l’intero settore. © Paula Bronstein/Getty Images

Pro e contro della digital fashion week

E se la fashion week digitale da un lato potrà sembrare straniante e manchevole di un aspetto importante come è la fisicità – che porta con sé la possibilità di osservare, toccare, fotografare gli abiti –, dall’altro avrà l’enorme vantaggio di risparmiare ingenti quantità di emissioni di CO2. Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, già a gennaio ha spiegato, in un editoriale, l’impatto che i servizi fotografici hanno sull’ambiente, con decine di voli, treni, spostamenti, spedizioni, luci, catering. Ora proviamo a immaginare l’inquinamento che un’intera settimana della moda genera. E se anche la digital fashion week può non essere la soluzione definitiva, rappresenta sicuramente un passo avanti – o quantomeno invita a una attenta riflessione – nel processo di cambiamento cui tutto il settore va incontro, in favore di una moda più sostenibile. Perché a ricordarci l’assurdità dello stato attuale delle cose è lo stesso Giorgio Armani, secondo cui “un rallentamento attento e intelligente” è urgente e necessario.

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Webinar, eventi e showroom

Sulla piattaforma digitale proposta dalla Camera della moda saranno presentati contenuti fotografici e video, interviste e backstage dei momenti creativi, punti di vista alternativi organizzati in un calendario con slot dedicati ad ogni brand, con l’obiettivo di creare un palinsesto ricco e variegato, fruibile per tutti gli operatori del settore. Ma ci saranno anche webinar di approfondimento, lectio magistralis in live streaming con figure di spicco del mondo della moda e momenti di intrattenimento e live performance da parte dei creativi. In più ci sarà una sezione della piattaforma interamente dedicata agli showroom, che già durante la settimana della moda di febbraio hanno sperimentato nuove modalità virtuali per tenere i contatti con i compratori cinesi impossibilitati a muoversi.

“È per noi un grande risultato unire per la prima volta, all’interno di questa iniziativa, anche una sezione esclusivamente dedicata al supporto degli showroom e buyer”, continua Capasa. Il calendario è ancora in via di definizione, “fermo restando le sfilate fisiche di settembre”, ci tengono a specificare dalla Camera della moda. Insomma, si naviga a vista ancora per un po’. Ma il desiderio e l’intenzione di sostenere il settore e la città ci sono. Come dimostra re Giorgio, che lascia la capitale francese per portare l’haute couture all’ombra della Madonnina.

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