Francesco Rosi, grazie a lui possiamo dire “Giù le mani dalla città”

Francesco Rosi. oltre che un grande regista. è stato il primo accusatore dei cementificatori in Italia.

Il 10 gennaio 2015 è scomparso un grande regista, un grande napoletano, un grande italiano.

 

Era il 1975, ero studente del liceo classico Torquato Tasso di Salerno e da poco eletto nel consiglio di istituto organizzavo la contestazione studentesca ad un sistema scolastico antiquato. Per questo durante le “autogestioni” proposi nel cineforum la proiezione di un film già un po’ vecchio (era del 1963), ma che mi aveva molto colpito. Era un capolavoro di Francesco Rosi, Le mani sulla città, che denunciava il malaffare e la cementificazione delle colline di Napoli.

 

Devo anche a quel film la mia formazione ambientalista anche se allora la definivo scelta di civismo. Utilizzai più volte quel film nelle iniziative  per far demolire il cementificio che ammorbava l’aria della mia città natale ma ho sempre pensato a quell’efficace atto di accusa anche quando a Napoli ho difeso per anni dai palazzinari  prima da attivista verde  e poi da consigliere comunale,da deputato e da ministro il grande parco verde di Bagnoli come parziale risarcimento verso Napoli per quelle colate di cemento che hanno sfregiato le colline del Vomero e di Posillipo.

 

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Francesco Rosi riceve il Leone d’oro nel 2012 © Gareth Cattermole/Getty Images

 

Gli affaristi del cemento e altri interessi lobbistici da anni boicottano con ogni mezzo un’efficace bonifica di Bagnoli, la realizzazione del parco verde e un vero rilancio di quell’area.

 

Ma nonostante i tanti soldi, la mancanza di scrupoli ed i potenti media a disposizione non sono ancora riusciti a vincere e se il Comune terrà duro avremo un vero parco ed un’area restituita alla città e ad un turismo sostenibile e avremo  saputo  dire “giù le mani dalla città”.

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