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La startup italiana ha sviluppato il primo software al mondo di correzione visiva su dispositivi digitali, eliminando la necessità degli occhiali.
Contrastare il calo della vista legato all’età per 2 miliardi di persone e dire addio agli occhiali da lettura, con pochi clic e senza chirurgia. È la promessa di Glassless, la startup italiana che sta sviluppando un software in grado di mettere a fuoco in tempo reale parole e immagini su smartphone, tablet e computer. Grazie a questo sistema elaborato da un team di esperti in fisica, fotonica, ingegneria e sviluppo software, infatti, si elimina la necessità di lenti e occhiali davanti a dispositivi digitali.
Si stima che al mondo siano quasi due miliardi le persone a soffrire di presbiopia, non adeguatamente corretta in oltre 820 milioni di casi. Questo fisiologico calo della vista, con l’avanzare degli anni, porta a una progressiva perdita della capacità di accomodazione dell’occhio. Dalla perdita di elasticità del cristallino e del muscolo ciliare connesso deriva la difficoltà di mettere a fuoco a una distanza inferiore di un metro. La soluzione più praticata per sopperire a questa mancanza è l’uso di lenti e occhiali. Il ricorso alla chirurgia, invece, dipende da vari fattori come età, presenza di altri difetti visivi ed eventuale intervento di cataratta.
Glassless nasce proprio per facilitare la vita alle persone presbiti di ogni parte del mondo. A cofondarla è stato un team composto da Arturo Catalano Gonzaga, ingegnere elettronico laureato all’università di Bath, Giorgio Sleiter, master in imprenditorialità al King’s College London ed esperienza nel venture building presso Bain & Company, Michelangelo Panza, fisico e ricercatore, e Giuseppe Antonacci, fisico specializzato in fotonica e fondatore di Specto Photonics.
Come funziona? Dopo aver inserito la prescrizione visiva o in alternativa affrontato un breve test, l’utente ha a disposizione un profilo personalizzato della vista. A questo punto l’algoritmo adatta il contenuto mostrato sullo schermo in tempo reale a seconda del grado di presbiopia della persona. La visione risulta dunque più nitida, senza ricorrere a soluzioni oftalmologiche, colmando il deficit visivo. Il tutto è possibile grazie a un software, integrato direttamente nel display, che non richiede l’utilizzo di visori o di hardware addizionali.
Progettato per adattarsi alla persona, e non viceversa, il programma ha una mission inclusiva. Lo scopo è infatti quello di raggiungere quella grande fetta di persone che non ha accesso a soluzioni o vivono in aree dove non ci sono servizi oculistici. Un modo per rendere più democratico l’accesso ai dispositivi attraverso la limatura delle differenze. La startup, ancora in fase iniziale ma già insignita di premi e finanziamenti, prevede il rilascio del prodotto commerciale entro il 2027. Entro il 2028 punta invece a mettere la propria tecnologia a disposizione dei produttori di dispositivi attraverso un kit di sviluppo software che consentirà di integrarla direttamente in altri prodotti.
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