Gli archeotrekking per scoprire la Sicilia antica

La Sicilia è ricchissima di resti archeologici in tutta l’isola, per scoprire la sua storia dalle radici antiche esiste un nuovo modo di fare escursionismo: gli archeotrekking.

L’archeotrekking è un nuovo modo di camminare, di fare escursionismo, di conoscere profondamente la terra. Ed è anche una formula turistica, sviluppatasi dal turismo culturale e ambientale che abbina l’archeologia, presente in molte località, al trekking, creando itinerari a piedi che ricostruiscano la storia e le tradizioni dell’isola attraverso le testimonianze archeologiche esistenti.

 

In tutta Italia i resti archeologici sono numerossissimi, anche in Sicilia. Nella Provincia di Palermo l’Associazione Genesis ha creato diversi percorsi che partono da Ciminna e che hanno la durata di diverse ore. L’escursionista viene accompagnato da una esperta guida turistica, anche archeologo per scoprire un territorio ricco di testimonianze archeologiche capaci di raccontare le dinamiche e lo sviluppo del territorio stesso, dalla preistoria fino ai nostri giorni. I percorsi ripercorrono alcune vecchie Regie Trazzere, strade tipiche della viabilità storica extra-urbana che, fino a tutto l’ 800 e ancora fino alla prima metà di questo secolo, si dipartiva “a raggiera” dalle porte della città antica con il compito di collegare il centro urbano di Palermo alle campagne, alle varie località della Conca d’Oro, a paesi e città di Sicilia. Osservando le stampe storiche di Palermo (la prima risale al 1580), si coglie perfettamente la “raggiera” creata dall’insieme di queste strade, mulattiere, trazzere attorno al “centro” rappresentati, appunto, dalla Palermo antica chiusa dalle mura cinquecentesche.

 

Archeotrekking in Sicilia

 

Le trazzere nascono come vie pubbliche destinate alle trasmigrazioni di greggi e mandrie pascolanti, e assumono poi nel tempo la funzione di importanti assi di comunicazione tra città, paesi e contrade. Diventano “regie trazzere” nel XIII secolo con l’avvento al potere nel regno di Sicilia di Federico II di Svevia. Oggi, alcune sono state asfaltate ma altre sono ancora in terra battuta.

 

Tutti i percorsi proposti partono e ritornano al Polo Museale in Piazza Umberto I a Ciminna e grazie a questi trekking è possibile scoprire resti preistorici e bizantini-arabi-normanni, romani-bizantini e indigeni ellenizzati, anni di storia ripercorsi camminando in un territorio ancora aspro e per molti tratti intatto e un’occasione per vivere a pieno la Sicilia.

Articoli correlati