Il Goethe Institut fa il “giro del mondo” in bici per solidarietà

Un’iniziativa solidale, quella in bicicletta del Goethe Institut, verso colleghi in difficoltà: finora 50.000 chilometri percorsi da trecento persone da città di tutto il mondo, con un risparmio di 3,5 tonnellate di CO2 in atmosfera.

Una bellissima iniziativa ciclabile quella del Goethe Institut: molti lavoratori dell’ente hanno partecipato a un progetto di solidarietà che prevede di donare denaro in base al numero di chilometri totali percorsi in bicicletta.

goethe institut nancy bici
Foto scattata da un collaboratore del Goethe Institut che lavora a Nancy, Francia. © Goethe Institut

Liniziativa si chiama “Mit dem Fahrrad um die Goethe-Welt” (con la bicicletta intorno al mondo-Goethe) e ha unito i collaboratori dei numerosi Paesi in cui è presente il Goethe-Institut nel  pedalare per una buona causa: più chilometri percorrono in bicicletta per andare al lavoro e tornare a casa e più cresce l’ammontare delle donazioni.

Come funziona l’iniziativa in bici del Goethe Institut: più solidarietà, meno CO2

Durante l’iniziativa “Con la bicicletta intorno al mondo-Goethe” i collaboratori che vanno al lavoro in bici, in quasi cento Stati dove è presente il Goethe, inseriscono quotidianamente i chilometri percorsi sul sito intranet. Hanno partecipato diverse città del mondo come Monaco, Mosca, Riga, Taipei, Pechino, Washington, Johannesburg, Torino, Roma. Praga, Sidney, Mosca, Colombo solo per fare alcuni nomi. Ogni collaboratore del Goethe ha così potuto offrire ai colleghi di tutto il mondo un punto di vista personale della sua città.

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Finora i pedalatori del Goethe hanno superato cinquantamila chilometri, andando oltre la somma di mille euro.
Ecco come funziona: per ogni cinque chilometri percorsi la donazione è di un centesimo, lo scopo è il raggiungimento di centomila chilometri, per arrivare a totalizzare duemila euro da donare all’associazione che si occuperà dell’attività di solidarietà, un fondo per i colleghi del Goethe-Institut che si trovano in difficoltà.

Ogni chilometro corrisponde a un risparmio di circa 180 grammi di CO2 che sarebbero stati prodotti muovendosi in automobile. Solo nel primo mese dell’iniziativa ben trecento collaboratori del Goethe sono riusciti a percorrere quattordicimila chilometri, evitando di immettere 3,5 tonnellate di emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

I lavoratori che partecipano mandano le loro fotografie da ogni parte del mondo, assieme a commenti, e iniziative intraprese. Le foto fanno vedere le città dal punto di vista di che le attraversa in bicicletta: scorci da Riga, Francoforte, Johannesburg o Cittá del Messico solo per fare qualche esempio. “Nemmeno la giungla urbana di Pechino o le brutte piste ciclabili di Praga sembrano impedire ai dipendenti del Goethe-Institut di preferire la bicicletta all’automobile”, scivono sul sito del Goethe Institut.

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In bicicletta intorno al mondo-Goethe: l’idea e le tappe

L’idea di questa iniziativa è venuta a Leonardo Basile, sezione Risorse umane della Sede centrale del Goethe-Institut a Monaco di Baviera. Oltre alle “deskbike”, bici che permettono di pedalare comodamente dalla scrivania, si è imbattuto anche nel concetto di pedalare per una buona casa per una community. Per dare il buon esempio, ai suoi colleghi di Monaco e delle altre sedi del Goethe, Leonardo ha deciso di percorrere ogni giorno su due ruote la strada che separa la sua casa dal posto di lavoro: “Io personalmente ho pedalato circa 1.500 chilometri finora”, ci ha spiegato Leonardo Basile, “la mia meta verso l’ufficio è lunga circa dieci chilometri sia all’andata che al ritorno. L’estate quest’anno è stata molto bella a Monaco, allora ne ho approfitato per andare molto in bicicletta”.

Per questo progetto sono state definite tredici “tappe” dopo la partenza da Monaco, che è anche la città di arrivo dopo i 55.660 chilometri che si accumulano passando da Praga, Salonicco, Mosca, Colombo, Melbourne, Tokyo, Washington, Montevideo, Johannesburg, Il Cairo, Londra e Bruxelles. E se il “giro del Mondo-Goethe” si fa due volte, ecco che si raggiunge l’obiettivo dei centomila chilometri e quindi dei duemila euro di donazioni.

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