Grab depotenziato? A Roma litigano Giunta e associazioni

Per Legambiente e Velolove Il Grab di Roma è stato impoverito di tante idee che avrebbero valorizzato il percorso. Rispondono assessori e consiglieri di maggioranza: c’è un problema di costi.

Addio Grab, progetto stravolto, declassato a ciclovia locale. Sono alcune delle parole apparse sui titoli di giornali nelle scorse settimane, dopo che l’associazione Velolove ha fatto partire una campagna con Legambiente per chiedere alla giunta di Roma di approvare il progetto da loro promosso. Perché, è l’accusa delle due associazioni che hanno portato avanti l’idea di un’opera ciclabile di una certa consistenza, il Campidoglio avrebbe inviato una relazione tecnica al Ministero dei Trasporti che spoglierebbe il progetto Grab di molte caratteristiche.

grab maxxi roma
Una rappresentazione grafica di come diverrebbe lo spazio stradale davanti al museo Maxxi di Roma dopo la ristrutturazione secondo il progetto Grab di Velolove e Legambiente. Immagine © Velolove

Sulla pagina Facebook dedicata al Grab è stato riportato in un lungo post: “Con sorpresa e amarezza abbiamo verificato che il Grab – che ha avuto indubbio successo a livello nazionale e internazionale, è stato pluripremiato in Italia e all’estero ed è stato finanziato dal Mit (Ministero delle infrastrutture e trasporti, ndr) come ciclovia di interesse nazionale – è stato spogliato dall’Assessorato capitolino Città in movimento della stragrande maggioranza degli elementi qualitativi che lo caratterizzano: accessibilità universale, sicurezza stradale, riqualificazione delle periferie e rifunzionalizzazione aree trascurate, pedonalizzazione dell’Appia Antica e di via Giulia e realizzazione dei boulevard pedonali dal Colosseo all’Appia e tra l’Auditorium e il Foro Italico, redistribuzione dello spazio urbano sottraendone un po’ all’invadenza delle automobili e restituendolo alle persone”.

Grab di Roma depotenziato: le risposte dell’Amministrazione

Alla richiesta di un chiarimento via mail su quanto fin qui riportato, il presidente della Commissione mobilità di Roma Capitale Enrico Stefàno ci ha risposto in data 16 marzo in maniera stringata: “L’assessore Meleo con il suo staff stanno seguendo da vicino il tema. Penso risponderanno a breve”. Al momento non ci sono state risposte alla nostra richiesta di informazioni, a parte quanto riportato da Linda Meleo su Facebook il 9 marzo, in cui si diceva sorpresa da quanto affermato da Legambiente e Velolove sul Grab.

“Mi dispiace soprattutto, poi, che per svilire quanto Roma Capitale mette in campo, con i suoi uomini e le sue donne, con i suoi progettisti e architetti, con le realtà territoriali, si propaghi un inesistente documento in 13 punti che il Mit avrebbe inviato al Campidoglio nel settembre 2016, così come sostenuto dall’associazione. Non sono certo i presupposti migliori per poter lavorare in armonia sul progetto Grab”.

Sulla pagina del Grab riportano il documento che sarebbe di agosto 2015 e consisterebbe in una mail mandata da un consulete del Ministero all’allora sindaco Ignazio Marino. Non è chiaro se si tratta di un documento ufficiale o una normale e-mail.

Grab, spunta il nodo costi sulle decisioni della Giunta di Roma

L’assessore alla Mobilità di Roma ha inoltre scritto che c’è la volontà di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione del Governo. Su questo aspetto c’è un particolare aggiunto da Marco Pierfranceschi, attuale assessore alla Mobilità del VII Municipio di Roma e esperto di mobilità ciclabile: “La scelta di non eseguire una serie di interventi (pedonalizzazioni a parte) va nella direzione di un contenimento dei costi. Se nel computo della realizzazione andassero reinseriti i rifacimenti delle ciclabili esistenti il Mit si troverebbe sotto il naso un preventivo (stimo a naso) dai 30 milioni di euro in su, anziché 15, e non sono tanto certo che lo approverebbe. Se i soldi arrivano lo decide il Mit, se non arrivano il Grab non si fa, con buona pace di chi vuole cambiare lo status quo.”.

Pierfranceschi ha deciso anche di scrivere un commento intitolato “Grab: il grande anello delle polemiche” in cui l’ex aderente a Velolove e ideatore dell’antenato del Grab ha voluto dare qualche spiegazione. “Il risultato è stato consegnato per la valutazione al Mit nei mesi scorsi, accogliendo ed integrando molte delle modifiche e variazioni inserite dai promotori nell’arco di tempo intercorso tra la versione proposta alla giunta Marino nell’estate del 2015 e la nuova del 2016. Il nuovo progetto reimmaginato da Velolove modifica per intero l’ultima parte del percorso, trasferita dalla banchina fluviale (dove un corridoio ciclopedonale è già esistente) alla rete viaria dei quartieri Flaminio e Prati, fino alle stradine del Ghetto”. Pierfranceschi ha poi parlato di sabotaggio del progetto da parte delle associazioni, mettendolo “in cattiva luce” solo perchè non vengono accolte tutte le modifiche volute dai proponenti.

Per quanto riguarda i costi è intervenuto su Facebook anche il consigliere comunale di maggioranza Pietro Calabrese: “Pare che alcuni vadano dicendo in giro che hanno presentato una fattibilità di progetto per 8 milioni di euro, che nel tracciato di 44 km (quarantaquattro) oltre a tutte le realizzazioni previste comprende anche 9 velostazioni, ma il Campidoglio le ha ridotte a 4, aumentando pure i costi a 15 milioni. (…) Sono certo che Legambiente sa che 9 velostazioni decenti costano circa 4 milioni di euro, e che con i restanti 4 non realizzi neanche la metà del progetto”.

Quindi, in sostanza, Velolove e Legambiente vorrebbero un progetto Grab ricco e che intervenga in maniera incisiva nelle zone interessate dal passaggio della ciclovia. La Giunta Capitolina è invece più intenzionata a un progetto meno invasivo e preoccupata per un aumento dei costi che le ultime modifiche provocherebbero, con il rischio di una bocciatura da parte del Ministero. Resta da capire se sia possibile un punto di mediazione tra le due posizioni – al momento irrigidite – in modo tale da essere promosso anche dal Governo.

Nel frattempo Velolove porta avanti la raccolta firme con una petizione online per rendere ciclopedonale l’Appia Antica fino al Colossero.

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