Nasce a Milano lo Spazio Solidale Vidas, un posto aperto alla cittadinanza e pensato per unire le persone, gli oggetti e il valore della cura.
Essere donna significa imparare ad ascoltare i cambiamenti del proprio corpo per attraversare serenamente le grandi tappe della vita.
Tra tutte, la gravidanza costituisce un richiamo forte al senso dell’esistere e della nascita, una trasformazione profonda di forme, ritmi e pensieri. Percepire nel proprio corpo, momento per momento, le varie fasi dello sviluppo del feto è un po’ come rinascere, secondo taluni ringiovanire. In effetti, l’organismo è sottoposto ad una vera e propria tempesta ormonale, che lo prepara e lo adatta al cambiamento. Proprio per questo, la donna diventa più percettiva, ma anche più fragile e porosa, andando incontro a momenti di stanchezza psico-fisica. Un disagio che si manifesta sotto molte forme, per ognuna delle quali l’omeopatia ha individuato dei rimedi specifici. Se percepite un nodo alla gola, che vi impedisce di deglutire, oppure un senso di oppressione al petto, accompagnato da umore variabile con facilità al pianto, il farmaco d’elezione è l’Ignatia. Quando la stanchezza si presenta insieme a pressione bassa, eccessiva salivazione, perdita di capelli o prurito in testa, ricorrete al Kali phophoricum. Per la debolezza che colpisce al mattino, specie se accompagnata da nausea senza vomito, dolori lombari e nei casi in cui ci sia sudorazione e batticuore al minimo sforzo, fatica nel salire le scale non rinunciate al Kali carbonicum. Se la stanchezza si allea con perdita di appetito, gusto amaro in bocca, prendete Nux vomica. Individuato il quadro di disturbi, consigliatevi con l’omeopata per la somministrazione e la diluizione dei singoli rimedi. Licia Borgognone
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