Contrattacchi, annessioni e sanzioni. Cosa sta succedendo in Ucraina

Putin decreta l’annessione di quattro regioni dell’Ucraina alla Russia. L’Europa risponde con nuove sanzioni e Biden evoca lo spettro nucleare.

  • Putin ha firmato il decreto per l’annessione di quattro regioni dell’Ucraina.
  • Guerra di cifre sul numero di uomini fuggiti dalla Russia per evitare l’arruolamento.
  • Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parla del rischio di un’apocalisse nucleare.
  • L’Europa impone nuove sanzioni contro Mosca e ipotizza un tetto al prezzo del gas.

Ad oltre sette mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, nulla lascia presagire una risoluzione a breve termine del conflitto. La mobilitazione parziale decretata dal presidente russo Vladimir Putin il 21 settembre scorso non sembra aver comportato, almeno per ora, reali ripercussioni sul campo. Il Cremlino non ha fornito alcuna indicazione sul numero di riservisti che sono stati arruolati, e che in ogni caso dovranno seguire un addestramento prima di poter essere inviati al fronte.

Guerra di cifre sui riservisti fuggiti dalla Russia per non combattere

Le sole cifre che trapelano sono quelle dei maschi russi adulti che avrebbero abbandonato il paese per evitare di dover combattere. Secondo l’edizione in lingua russa del magazine Forbes, sarebbero ben 700mila. Anche in questo caso, però, è pressoché impossibile comprendere se si tratti di informazioni affidabili.

L'Ucraina ha rivendicato la riconquista di ampi territori
L’Ucraina ha rivendicato la riconquista di ampi territori © Paula Bronstein/Getty Images

Il Kazakistan, nazione confinante con la Russia, afferma di aver accolto 200mila uomini in fuga sul proprio territorio nel giro di circa dieci giorni. Un numero simile è stato evocato dalla Georgia, mentre l’Unione europea ha parlato di 66mila persone. Il Cremlino, in ogni caso, ha da parte sua smentito fermamente tali stime.

L’Ucraina afferma di aver riconquistato 500 chilometri quadrati

Anche l’andamento reale del conflitto sul campo resta, sin dall’inizio, difficile da comprendere. Ci si può affidare, infatti, quasi unicamente sulle informazioni divulgate da Mosca e Kiev, che nella maggior parte dei casi non risultano verificabili. Giovedì 6 ottobre, l’Ucraina ha affermato di aver riconquistato 400 chilometri quadrati di territori nella porzione meridionale del territorio. Cifra ritoccata a 500 chilometri quadrati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Sembra infatti che le truppe russe siano particolarmente sotto pressione a seguito di un contrattacco sferrato dagli ucraini, in particolare nella regione di Kherson. Al contempo, Kiev avrebbe riconquistato e starebbe tenendo le posizioni nella regione di Kharkiv, inclusi importanti nodi logistici come Izjum, Kupjansk e Lyman.

Non è chiaro quanti siano i cittadini russi ad essere fuggiti per evitare l'arruolamento
Non è chiaro quanti siano i cittadini russi ad essere fuggiti per evitare l’arruolamento © Paula Bronstein/Getty Images

Putin firma i decreti che annettono Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia

Da parte sua, Putin ha assicurato mercoledì 5 ottobre che la situazione al fronte era in via di “stabilizzazione”. E anche i comandi militari sul campo hanno smentito l’avanzata ucraina. Mosca ha inoltre proseguito la sua strategia politica volta all’annessione di quattro regioni ucraine: Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia. Ciò a seguito di alcuni referenda organizzati sul posto, che avrebbero espresso una larga maggioranza a favore del passaggio alla nazione guidata da Putin.

Il presidente russo ha firmato infatti una legge con la quale vengono ufficialmente allargati i confini della Federazione; un altro decreto rivendica inoltre l’annessione della centrale nucleare più grande d’Europa, situata proprio nella regione di Zaporizhzhia. Il sito, intanto, continua ad essere sfiorato dalle bombe, con Mosca e Kiev che si rimbalzano la responsabilità circa i gravissimi rischi di incidente.

Joe Biden: “Putin non scherza, rischiamo l’apocalisse nucleare”

E se il nucleare civile evoca lo spettro di Chernobyl, a minacciare l’umanità ci sono anche le armi atomiche. In un discorso pronunciato il 6 ottobre a New York, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che Putin “non scherza quando parla di un possibile uso di testate nucleari o di armi batteriologiche e chimiche. Ciò in quanto il suo esercito è molto poco performante”.

Il 21 settembre, in effetti, Putin aveva dichiarato di essere pronto ad usare “tutti i mezzi” a sua disposizione per fronteggiare l’Occidente. “Era dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili a Cuba che non eravamo chiamati a fronteggiare la prospettiva di un’apocalisse”, ha aggiunto Biden.

Nuove sanzioni dall’Europa e possibile tetto al prezzo del gas

Nel frattempo, l’Unione europea ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, come risposta all’annessione decretata da Mosca, il cui valore è stato stimato in 7 miliardi di euro. Si parla inoltre dell’introduzione di un tetto temporaneo al prezzo del gas naturale, secondo quanto indicato dalla presidente della Commissione di Bruxelles, Ursula von der Leyen in un discorso tenuto di fronte al Parlamento europeo.

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