Veterinaria

Igiene orale nel cane: tutto sulla pulizia dei denti per togliere il tartaro

L’igiene orale nel cane è un aspetto spesso sottovalutato: consigli e informazioni per il benessere di questa zona importantissima.

Sappiamo tutto, o quasi, sui vantaggi di una alimentazione bilanciata o sulla necessità di una profilassi vaccinale corretta. Ai giardinetti sotto casa molti di noi stupiscono gli amici con dotte dissertazioni sui sintomi del cimurro o sulle insidie della torsione gastrica. Eppure, probabilmente, non ci siamo mai posti il problema di conoscere qualcosa in più sulla salute della bocca del nostro amico a quattro zampe. In effetti, l’igiene orale nel cane e la cura e la pulizia dei denti sono un aspetto del benessere animale che solo da pochi anni si è visto riconoscere tutta l’importanza che merita. Perché una sana digestione comincia proprio in una bocca sana. E non solo.

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Anche da cucciolo l’igiene orale e la pulizia dei denti è importante: Yago (foto Cristina Affatato).

I problemi ai denti negli animali

Molti proprietari ritengono che i problemi dentali e, più in generale, della bocca, siano appannaggio esclusivo della specie umana. “Niente di più errato – sottolinea la dottoressa Michela Galgano, medico veterinario – i problemi dei denti sono presenti in tutte le specie animali, selvatiche o domestiche che siano.  Il cane non costituisce quindi una eccezione e anche se l’odontoiatria veterinaria ha acquisito una dignità autonoma da non molti anni, sono già migliaia i lavori scientifici pubblicati sull’argomento e decine i testi dedicati alla divulgazione di questa branca della medicina degli animali.”

Lasciando come al solito al nostro veterinario il compito di istituire una precisa diagnosi, al proprietario attento basterà conoscere solo quali sono i problemi più comuni a carico dei denti e delle gengive e, cosa più importante, se e come è possibile prevenirli. Rapidamente, vediamo quali possono essere i problemi più facili a riscontrarsi nei nostri cani, magari partendo da un difetto congenito che, se da una parte costituisce un problema per gli allevatori, finisce sempre per preoccupare anche il proprietario. Alludiamo al cosiddetto sovraffollamento. Questa alterazione si chiama così perché, all’apparenza, sembra che le arcate dentarie siano troppo strette per sostenere tutti quanti i denti il cui numero è, per altro, perfettamente normale. Il risultato di questa situazione è quello che si osserva specialmente in alcuni soggetti appartenenti alle razze di piccola taglia oppure a quelle brachicefale. Si tratta in genere di rotazioni abnormi, specie a carico dei denti premolari superiori.

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Detartrasi e tartaro

Esse sono determinate non tanto dalla dimensione dei denti stessi, assolutamente normali, ma piuttosto dalla troppo esigua dimensione delle strutture ossee destinate a sostenerli. Come è facile intuire, questa anomalia anatomica porta con sé parecchie conseguenze negative come difficoltà di masticazione, accumuli di detriti alimentari, formazione di placca batterica ed infine una grave forma infiammatoria delle gengive. È poi quest’ultima, come vedremo, che apre la porta da altre e più gravi alterazioni di tutto il cavo orale. Di solito, si ricorre all’estrazione dei denti ruotati ma questa, dobbiamo sottolineare, è una decisione che va lasciata solo ad un veterinario esperto.

Il sovraffollamento delle arcate dentarie di cui abbiamo appena parlato non va invece confuso con un difetto di sviluppo più comune e, tutto sommato, molto meno preoccupante. È la persistenza dei denti decidui. Questi sono quelli che noi chiamiamo denti “da latte” che, invece di cadere sotto la spinta generata dalla eruzione dei denti permanenti, resistono al loro posto, finendo per affiancarsi a questi ultimi. Come nel caso precedente, è un fenomeno che interessa le razze di piccola taglia e l’estrazione di questi denti riporta in breve la situazione ad una perfetta normalità. Solo per completezza accenniamo infine alla malocclusione, e cioè a quella patologia derivata da un alterato rapporto reciproco delle superfici masticatorie dei denti delle due arcate. Problema assai diffuso negli erbivori (cavallo), si manifesta raramente nel cane dove, fisiologicamente, gli unici denti che sono a contatto tra loro sono i primi molari di entrambe le arcate, superiore e inferiore. In caso di contatto patologico, oltre ai danni localizzati alla superficie dei denti, si instaurano pure dei processi regressivi a carico delle gengive e degli alveoli dentari che, con il tempo, causano la caduta del dente.

La placca batterica

Come già sappiamo certamente, la salute di bocca e denti non dipende solo da fattori genetici o da alterazioni dello sviluppo. “In termini percentuali – sottolinea la dottoressa Galgano –  la grande maggioranza delle alterazioni che portano alla caduta dei denti sono invece tutte più o meno riconducibili ad un altro fenomeno: la formazione della placca batterica. Si tratta di un meccanismo molto complesso consistente in un grave squilibrio della popolazione batterica normalmente presente sulla superficie dei denti, specie là dove questi sono avvolti dalla gengiva. Col tempo, questa situazione porta ad uno stato infiammatorio cronico delle gengive e dei tessuti alveolari che, non potendo più trattenere adeguatamente il dente, alla fine, lo lasciano cadere.” Ma non è tutto. Contemporaneamente a quanto abbiamo descritto, la placca batterica può andare incontro ad una specie di processo di cristallizzazione ad opera dei sali minerali contenuti nella saliva. Ed ecco finalmente un problema che conosciamo tutti sin troppo bene in materia di igiene orale nel cane: il tartaro.

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Un cane sano è un cane con una bocca perfetta (Foto Elena Sparaventi).

Il tartaro

Noto con il termine tecnico di odontolitiasi, l’accumulo di tartaro è, con tutte le alterazioni che lo accompagnano, di gran lunga la patologia del cavo orale più frequente nei cani adulti. Per decenni è stato considerato un problema esclusivo dei soggetti anziani e come tale ritenuto quasi come una sorta di “normale” e “innocua” degenerazione dell’età avanzata. Non è così. Da tutto quello che abbiamo detto in precedenza è facile capire come il tartaro sia solo l’aspetto più evidente di una grave compromissione di tutte le strutture anatomiche che circondano il dente, le gengive, gli alveoli dentari e la stessa impalcatura ossea. Come se non bastasse, gli stessi batteri che pullulano sulle placche di tartaro possono in un qualsiasi momento invadere il torrente circolatorio e attraverso questo raggiungere altri organi, provocandone l’infezione. E le conseguenze le possiamo facilmente immaginare. In questi casi, solo l’opera del veterinario può contribuire in maniera determinante a tamponare una situazione che, se lasciata a sé, rischia di diventare molto pericolosa. L’intervento, sempre in anestesia generale, consiste nella ablazione del tartaro seguita da un accurata pulizia dei solchi gengivali e dalla estrazione dei denti più compromessi. Ristabilita una situazione soddisfacente, sta al proprietario attento il mettere in atto tutte le misure di prevenzione possibili, le stesse che è saggio attuare anche nei cani giovani che non sono ancora stati toccati da questo problema.

Questa volta il nemico da battere, la placca batterica, è invisibile, proprio come i miliardi di microrganismi più o meno “buoni” che albergano all’interno della cavità orale del nostro cane. Per prima cosa occorre evitare la permanenza di eventuali detriti alimentari su denti e gengive. In questo senso, un alimento di tipo secco è senz’altro più indicato a causa della azione moderatamente abrasiva esercitata sui denti durante la masticazione. Ma non basta. Occorre rimuovere meccanicamente ogni più piccolo frustolo di cibo rimasto. E per fare ciò esiste solo un metodo: spazzolare i denti del nostro cane.

Come pulire i denti al cane

Non si tratta certo di una novità. Da anni questa pratica viene raccomandata ai proprietari ma, sino a tempi recenti, la sua attuazione ha sempre cozzato contro mille difficoltà. Di queste, alcune sono oggettive, altre molto meno. Tra le prime sta certamente il fatto che non è facile “convincere” un cane adulto, per quanto affabile sia, a farsi manipolare quotidianamente in bocca. Inoltre, l’operazione di cui stiamo parlando, necessita di un minimo di manualità che non si può pretendere da tutti.

Prodotti per la pulizia dei denti e anti-tartaro

Allo scopo esistono comunque prodotti specifici all’insegna del naturale che possono efficacemente aiutare a prevenire i problemi dentali. Meno comprensibili sono invece le difficoltà di ordine psicologico. Molti persone, per altri versi anche affezionati e scrupolosi, ritengono quasi disdicevole compiere questa operazione. Sono tutti atteggiamenti mentali da superare. Non si tratta infatti della ridicola trasposizione di un gesto tipico degli umani, ma solo di una efficace misura preventiva che può evitare guai seri al nostro amico. Anche in questo caso, comunque, la natura ci viene in aiuto. Ci sono integratori specifici – la Clorella, per esempio – da aggiungere alla pappa quotidiana in cicli mensili che aiuteranno il proprietario inesperto o frettoloso a prevenire e risolvere le problematiche legate all’igiene orale dei nostri amici a quattro zampe.

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