Comfort for my home

Il comfort è una questione personale: parametri, dati e informazioni per stare bene a casa

Il comfort domestico è frutto di sensazioni e di una serie di parametri sia oggettivi sia soggettivi.

L’ecosistema naturale è l’habitat delle specie viventi: habitat è, alla radice, “abitare”. Nell’etimologia delle parole stesse, quindi, “ambiente” e “casa” sono collegati. Alla radice. Così come l’ambiente, in una visione più ampia, è “parte di noi”, e noi ne siamo parte, così la “casa” non è un luogo a compartimenti idealmente stagni, ma è una nostra emanazione circolare in relazione profonda con l’interiorità, l’intimità, la psiche, l’esperienza quotidiana, la vita.

La casa, vista così, diventa l’area che individua la nostra dimensione privata rispetto al mondo, una membrana che connette l’ambiente a noi stessi. Per questo il benessere interiore, la serenità e la qualità della vita non sono mai disgiunte da una casa sana, confortevole, e da un ecosistema ecologicamente pulito, limpido, vitale.

Il benessere di chi occupa uno spazio chiuso è uno stato soggettivo: non tutti siamo sensibili allo stesso modo al variare dei parametri ambientali come temperatura, umidità relativa, grado di pulizia dell’aria, illuminazione, rumore. Inoltre, certe condizioni particolari (umore, stress, attività, modo di vestire) possono influire pesantemente sulla personale condizione di benessere.

Ioni positivi e ioni negativi

Tra i parametri che influiscono sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi troviamo il campo elettrico ambientale determinato dagli ioni in sospensione. L’ottimizzazione del rapporto tra ioni positivi e negativi determina la qualità dell’aria: in montagna questo rapporto è di 1,25:1, poiché in ogni centimetro cubo troviamo 2500 ioni positivi e 2000 ioni negativi.

Il condizionatore

Per “stare bene”, il tasso di umidità relativa, principale responsabile del senso di disagio che si avverte durante le giornate afose, deve oscillare tra il 40-60% e la temperatura interna non dovrebbe oltrepassare i 27°C di giorno e i 25° C di notte, più in generale, non superare mai un salto termico di 7°C tra temperatura interna ed esterna. Usare il condizionatore male non causa perdite solo per il portafoglio e per l’ambiente, ma rischia di danneggiare anche la salute (raffreddori, colpi di freddo, dolori, choc).

Il riscaldamento

Una legge nazionale (DPR 412/1993 modificato dal DPR 551/99) stabilisce che la temperatura interna di case e uffici non deve superare i 20 gradi centigradi, con due gradi di tolleranza, calcolati facendo una media dei vari ambienti dell’appartamento. Si tratta di valori considerati ottimali per il comfort termico anche dai regolamenti locali di igiene, che nei luoghi dove si svolge un’attività consigliano una temperatura interna di 19/20 gradi d’inverno e di 26/27 d’estate, con umidità relativa compresa tra il 40 e il 60%. Esagerare con la temperatura, oltre che alla salute e all’ambiente, danneggia anche il portafoglio: un solo grado di temperatura in più del necessario fa aumentare i consumi del 6-7% (100 euro/anno). Anche del 40%, per chi vive a 24 gradi, come spesso succede nei negozi.

Il tepore domestico e l’acqua calda. Com’è una caldaia con elevato comfort

Il comfort di una caldaia, in particolar modo se si parla di caldaie murali, è percepito dall’utilizzatore soprattutto in relazione alla produzione d’acqua calda. Nell’erogazione dell’acqua, infatti, i tempi di attesa, la costanza di temperatura, la capacità di erogare grandi quantità di acqua calda sono parametri che, nell’insieme, contribuiscono a determinare la sensazione di comfort. Si legge sul sito di Vaillant:

Le caldaie istantanee producono acqua calda al momento della richiesta, mediante uno scambiatore rapido. Ai vantaggi di semplicità d’utilizzo, gli apparecchi a produzione d’acqua calda istantanea abbinano tuttavia un limite nella capacità di soddisfare più utilizzi contemporaneamente, come ad esempio una doccia e un lavello.
Abbinando ad una caldaia un sistema ad accumulo d’acqua calda, si ha a disposizione una grande quantità d’acqua già pronta per l’utilizzo: mentre l’utilizzatore consuma l’acqua contenuta nell’accumulo, la caldaia riscalda una pari quantità d’acqua proveniente dall’acquedotto, che viene immagazzinata nel serbatoio. In questo modo si possono anche ottenere, per periodi limitati, quantità d’acqua calda superiori alla capacità termica della caldaia, attingendo alla riserva d’acqua.
Ad esempio, se una caldaia da 28 kW produce in regime continuo 13 litri il minuto d’acqua calda, con l’aggiunta di un accumulo di 50 litri può produrre17 litri al minuto nei primi 10 minuti, cioè ben 40 litri d’acqua calda in più! La stessa prestazione ottenibile da una caldaia con potenza superiore del 30%.
Ma i vantaggi non finiscono qui: mentre le caldaie istantanee non sono in grado di fornire acqua calda in sufficiente quantità se vi sono più rubinetti aperti, le caldaie con accumulo possono soddisfare anche picchi di prelievo molto elevati.

Alcuni comportamenti influiscono in modo determinante sulla qualità del proprio abitare

Ognuno di noi può per esempio:

  • limitare l’uso dei prodotti per la pulizia e la cosmesi, abolendo gli spray
  • leggere le etichette e le istruzioni d’uso dei prodotti che acquistano, preferendo quelli di buona marca
  • aver cura di ventilare gli ambienti, soprattutto durante le pulizie
  • controllare la formazione di umidità e condensa.

Ma anche gli architetti, al momento del progetto, dovrebbero seguire un’ideale lista di accorgimenti:

  • porre la qualità dell’aria interna come obiettivo primario della progettazione
  • valutare globalmente i problemi di conservazione dell’energia, di aerazione ed illuminazione dei locali
  • determinare la direzione dei flussi d’aria all’interno dell’alloggio
  • prevedere l’areazione forzata almeno in uno spazio di servizio
  • utilizzare correttamente le tecniche per la protezione dalle infiltrazioni di acqua
  • evitare i ponti termici e la formazione di condensa
  • fare in modo che le pareti respirino senza usare barriere al vapore
  • scegliere materiali basso – emissivi in base alle norme tecniche
  • valutare l’estensione di superficie dei materiali da utilizzare in base alla cubatura del locale
  • evitare grandi superfici tessili, a base polimerica, che possano emettere formaldeide
  • evitare l’uso di materiali che possano assorbire e trattenere polveri e sporco
  • studiare soluzioni distributive e di arredo in modo che non si creino zone difficili da pulire e mantenere.

Infine, è importante studiare e trovare soluzioni appropriate a ogni specifico problema, superando una logica manualistica di decisioni precodificate e preconfezionate, in accordo con i futuri fruitori degli spazi: le persone che vivranno nella casa.

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