Il Tandem

La ginnastica preparatoria dell’Aikido si chiama Aikitasio, ma al contrario di come viene concepita in Occidente non si limita alla parte propriamente fisica, ma esalta alcuni aspetti spirituali strettamente connessi al proprio corpo.

Una delle funzioni dell’Aikitasio è di sviluppare la
percezione del proprio “punto” detto “Tandem”, dove i giapponesi
pensano risieda il centro dell’uomo. La tentazione di identificare
lo Hara del popolo del Sol levante con il concetto occidentale di
anima è notevole, ma in realtà non è proprio
la stessa cosa.
Tornando alla spiegazione del tandem, una percezione simile nella
cultura occidentale è presente nel concetto di “centrarsi”,
ma non contiene la stessa
dinamicità ed è riferito soprattutto alla
visualizzazione della colonna vertebrale.

Il tandem è collocato poco al di sotto dell’ombellico
(più o meno una spanna, ma
all’interno). La posizione è indicata anche dall’espirazione
ventrale nel momento di massimo svuotamento dell’aria. Grosso modo
coincide con il baricentro fisico,proprio quello che si studia
nella meccanica fisica dei corpi.
L’ambiguità di questa descrizione è dovuta al fatto
che non esiste una regola
precisa, quantificata e generalizzabile, tanto che una delle
funzioni dell’Aikitasio è quella di individuare e mantenere
la percezione del punto e di controllarne le sue oscillazioni, che
costituiscono una vera e propria “arma”, il vero muscolo del
praticante.

La percezione del punto, pur essendo invisibile dall’esterno,
è molto utile, perché “mantenere il punto” significa
essere ben radicati a terra e avere una postura adatta
all’assorbimento dell’energia avversaria tramite l’unione (Ai) o a
far “saltare” l’equilibrio dinamico di Uke (l’avversario che
attacca).
Molti movimenti dell’Aikitasio si basano su oscillazioni
controllate dal Tandem, lì risiede l’origine del Ki e del
movimento. Per fare Aikido, infatti deve esistere almeno una di
queste condizioni essenziali: essere rilassati, inviare il Ki e
mantenere il punto.

Francesco Aleo

 

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