Gli stili del Kung Fu

La divisione in stili

Solo in seguito i Cinesi si adoperarono per determinare le
caratteristiche dei diversi modi di combattere e nacque una prima
divisione in stili.

Una prima distinzione che può essere fatta riguarda le
differenze tra pugilato e lotta: il primo ha come obiettivo la
distruzione fisica del nemico a suon di colpi, la seconda, invece,
prevede la sottomissione dell’avversario senza che venga ferito o
ucciso.

Una seconda distinzione importante prende in considerazione la
distanza di combattimento: a corta distanza e a lunga distanza. In
questo stesso ambito si inserisce anche la classificazione delle
armi usate nella pratica del Kung Fu; per cui abbiamo armi indicate
per un combattimento a breve distanza (Coltelli, Spade, Sciabole) e
armi utili in caso di duello a lunga distanza (Alabarda,
Lancia).

Una terza distinzione è convenzionalmente fatta tra stili
del nord e stili del sud della Cina.
I primi prediligono tecniche lunghe di braccia, di calci, sono
caratterizzati da un notevole dinamismo e, nelle rappresentazioni
più moderne, da un elevato grado di
spettacolarità.
I secondi preferiscono tecniche corte di braccia, i calci sono in
numero limitato, le posizioni sono statiche e molto basse.
“Pugni nel sud, calci nel nord” è un antico detto cinese che
schematizza questo diverso modo di praticare l’Arte Marziale.

Un’ ultima distinzione, e forse la più significativa nella
pratica del Kung Fu, identifica gli stili esterni e stili
interni.
Negli stili esterni si dà molta importanza al lavoro fisico,
l?allenamento prevede il mantenimento di posizioni statiche per il
rafforzamento d?ossa e articolazioni, lo spostamento da una
posizione all?altra per potenziare muscoli e tendini e spostamenti
dinamici, la cui azione è positiva sull?apparato
cardiocircolatorio; il tutto è accompagnato da un uso
razionale della respirazione.
Nella pratica interna si inizia col regolare la respirazione e si
prosegue col far circolare l’ energia che andrà a nutrire
muscoli e tendini e a rigenerare l?intero corpo, affinché si
raggiunga la Lunga Vita.

Muscoli, tendini, ossa, respirazione, energia, sono elementi comuni
sia alla pratica esterna, sia a quella interna. Questa semplice
osservazione ci fa capire come l’Arte sia una e una sola; lo scopo
da raggiungere è lo stesso, la strada è ancora la
stessa, solo che è percorsa nei due versi opposti: nella
pratica esterna si comincia dal fisico e si arriva a muovere e a
direzionare l’energia interna, nella pratica interna si comincia
col prendere coscienza dell’ energia e si finisce col renderla
nutrimento per il fisico.

Massimiliano Gennari

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