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Dal greenwashing ai prezzi dell’energia, la sostenibilità entra nelle decisioni delle imprese. Gli Impact Table di LifeGate propongono un approccio pragmatico.
Le aziende hanno a disposizione tante occasioni per confrontarsi sui grandi trend della sostenibilità. Festival e convegni, arricchiti dalla presenza di esperti del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale, in molti casi sono diventati appuntamenti fissi. Capire dove sta andando la sostenibilità, però, è il punto di partenza. Il passo successivo, tutt’altro che intuitivo, è tradurre queste conoscenze in decisioni reali all’interno della propria organizzazione. È per questo che LifeGate ha voluto arricchire e rinnovare il format degli Impact Table.
Gli Impact Table sono organizzati in gruppi ristretti, con una decina di referenti aziendali per ciascun tavolo e la partecipazione su invito o attraverso candidature selezionate. Ogni incontro è dedicato a un tema specifico, individuato dal team di consulenza di LifeGate a partire dalle criticità che emergono più spesso nel lavoro quotidiano con le imprese.
Gli incontri si aprono con un breve inquadramento del contesto e con l’intervento di un esperto esterno, per affrontare la discussione con un linguaggio e una base di conoscenze comuni. Poste queste premesse, si passa al workshop. Ai partecipanti viene sottoposto un caso ispirato a situazioni reali, insieme a una serie di possibili direzioni da intraprendere. Non esiste una risposta corretta predefinita, perché ogni opzione presenta vantaggi, limiti e trade-off che il gruppo è chiamato a valutare.
I consulenti di LifeGate accompagnano la discussione con domande e spunti che aiutano a mettere a fuoco le implicazioni delle possibili scelte, senza influenzare le conclusioni. Al termine, ogni tavolo ripercorre il percorso che ha seguito e presenta la soluzione che ritiene più solida.
Questo format, già testato con successo negli scorsi anni, è tornato per una nuova edizione il 24 giugno negli spazi di SmartCityLab Milano. Tra i partecipanti soprattutto professionisti che si occupano di sostenibilità, affiancati da responsabili marketing, comunicazione e funzioni tecniche come il packaging. Una composizione volutamente trasversale che riflette il fatto che molte decisioni coinvolgano più competenze all’interno della stessa azienda.
La giornata ha preso il via con un primo tavolo sul greenwashing, un tema di stretta attualità in vista dell’entrata in vigore – il 27 settembre – delle modifiche al Codice del consumo che recepiscono la direttiva europea Empowering consumers for the green transition. Il workshop ha preso in esame una serie di claim ambientali ispirati a casi reali, per valutarne punti di forza e di debolezza, verificare se ci fossero abbastanza dati a loro sostegno e, quando necessario, riformularli.
Nel pomeriggio i tavoli di lavoro sono stati due, svolti in parallelo. Da un lato, la transizione del packaging resa necessaria dall’imminente entrata in vigore del regolamento europeo Ppwr. Dall’altro lato, gli approcci migliori per affrontare l’instabilità dei prezzi dell’energia invece di limitarsi a subirla. I temi sono dunque molto eterogenei, ma alla base c’è una convinzione salda e condivisa: anche questioni apparentemente molto tecniche possono essere affrontate con una visione strategica, focalizzandosi sull’impatto delle proprie decisioni.
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