Diritti umani

Ken Saro-Wiwa e il processo alla Royal Dutch Shell

Quello nei confronti della Royal Dutch Shell è un processo storico di grande importanza, decisamente scomodo e dall’esito incerto.

Di etnìa Ogoni, tra i più importanti intellettuali
dell?Africa post-coloniale, giornalista e scrittore di
straordinario talento, drammaturgo, formidabile conferenziere,
ambientalista, strenuo difensore della nonviolenza e candidato al
premio Nobel per la pace, Ken Saro-Wiwa fu condannato a morte con
l?accusa (inventata) di omicidio al termine di un processo farsa
voluto dal regime militare nigeriano guidato da Sani Abacha.

Il 10 novembre 1995 è stato impiccato, insieme ad altri
otto compagni del Mosop, il movimento da lui fondato.

L’esecuzione suscitò le più vive proteste da parte
dell?opinione pubblica internazionale e condannata in tutto il
mondo da governi e organizzazioni per i diritti umani. Le
conseguenze furono l?isolamento economico e diplomatico della
Nigeria (venne tra l?altro sospesa dal Commonwealth) che
terminò nel 1999 con la fine del regime militare e
l?elezione democratica di Olusegun Obasanjo alla presidenza della
repubblica del paese.

In realtà, Ken Saro-Wiwa, nato nel 1941 a Bori, nel Delta
del Niger, la regione meridionale della Nigeria, era considerato un
personaggio scomodo.

Aveva denunciato al mondo intero la multinazionale petrolifera
anglo-olandese responsabile della catastrofe ecologica causata da
decenni di intenso sfruttamento dei giacimenti di petrolio in
Ogoniland, l?area che sorge nel Delta del Niger. Oltre alla Shell
aveva accusato apertamente di corruzione e collusione il governo
militare nigeriano interessato a difendere i profitti che ruotavano
attorno alle attività delle grandi società
petrolifere occidentali.

Fondatore e leader del Mosop, il Movimento per la sopravvivenza
del popolo Ogoni, uomo combattivo, con una buona esperienza
nell?organizzare importanti ed efficaci mobilitazioni di massa, il
4 maggio 1993, in occasione della giornata delle popolazioni
indigene proclamata dalle Nazioni Unite, Ken Saro-Wiwa
riuscì a far scendere in strada oltre trecentomila
persone.

Arrestato più volte e torturato, non rinunciò mai
alla lotta in difesa dei diritti e degli interessi legittimi delle
minoranze etniche oppresse di quella regione irrimediabilmente
impoverita, devastata e drasticamente avvelenata dagli impianti
delle società petrolifere.

Quaranta anni di sfruttamento dei giacimenti hanno portato le
terre costiere del Niger ad essere classificate dalla Conferenza
per l?Ambiente e lo Sviluppo dell?Onu come ?il delta fluviale
più danneggiato del mondo?. Quello nei confronti della Royal
Dutch Shell è un processo storico di grande importanza,
decisamente scomodo e dall?esito incerto, che sarà seguito
con particolare attenzione dai consigli di amministrazione delle
potenti imprese petrolifere; si tratta infatti di un processo in
cui potrebbe essere emessa una sentenza di colpevolezza che, a
cascata, chiamerebbe in causa anche altre grandi imprese estrattive
impegnate in varie aree del mondo e dunque ritenute responsabili
delle stesse violazioni.

Se il Tribunale distrettuale di Manhattan dichiarasse la
compagnia anglo-olandese colpevole sarebbe infatti la prima
condanna di una multinazionale per violazione dei diritti
umani.

Maurizio Torretti

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