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Questa strategia finanziaria, promossa dalla consulente Sirikul Laukaikul, sostiene la necessità di non utilizzare più risorse del necessario e di condividerle.
Il modello economico che domina la nostra epoca ha come fine ultimo il profitto, a qualunque costo, obiettivo dinnanzi il quale vengono subordinati tutti gli altri fattori. Ci sono però altri tipi di economia meno ciechi e che considerano il contesto sociale e ambientale in cui viviamo, ad esempio l’economia della sufficienza.
Questo modello cerca di restituire all’economia la sua accezione concreta, rapportata con la realtà, calcolando le risorse a disposizione e facendo sì che siano equamente ripartite. Di questo paradigma economico si è parlato in Argentina, in occasione della seconda edizione del Sustainable Brands Buenos Aires, conferenza sulla sostenibilità ambientale delle imprese.
L’economia della sufficienza è stata presentata dalla consulente di sostenibilità aziendale Sirikul Laukaikul. “I problemi spesso sono causati dal fatto che non abbiamo mai abbastanza, vogliamo sempre di più. Questo genera avidità e cupidigia e porta rabbia e odio. Questi sentimenti sono negativi sia per le persone che per le aziende, si potrebbero definire karma negativo. Persone e imprese dovrebbero imparare a dire “ho abbastanza”, poi potremmo cominciare a condividere e collaborare”.
Il concetto espresso da Sirikul Laukaikul è mutuato dal buddismo, disciplina basata proprio sulla moderazione, e si basa su tre principi, conoscere sé stessi, essere razionali nelle decisioni e considerare il futuro, non solo il presente.
Far sì che nessuno prenda più del dovuto e che ognuno abbia abbastanza, questo l’obiettivo dell’economia proposta da Sirikul Laukaikul, per raggiungerlo si può ricorrere a quello che l’economista tailandese chiama “karma marketing“.
“Ognuno avrà abbastanza se tutti capiscono il concetto di moderazione – ha spiegato Laukaikul – il marketing può servire per diffondere queste idee e creare un comportamento responsabile, generando gentilezza e soddisfazione. Le chiavi per un buon karma, come ad esempio l’economia della condivisione e l’economia circolare, sono già presenti nella nostra economia, ora abbiamo l’opportunità di usarle”.
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