Biologico

La Grola, una collina bio da salvare. Con una festa

Fervono le iniziative per salvare la Collina della Grola nella campagna veronese. Tutto all’asta, il rischio è di perderli.

Vigne, ulivi e ciliegi da anni coltivati secondo il metodo
dell’agricoltura biologica, terre da anni teatro di tante
iniziative di solidarietà e progetti di cooperazione con il
Sud del mondo. Un palazzo da ‘montagna incantata’ (è un ex
sanatorio), una villa e un parco secolare che giacciono in stato di
completo abbandono…

Un anno fa, il 4 luglio del 2002, la Provincia di Verona
annunciò di voler mettere all’asta la Collina della Grola.
Il rischio era perdere un patrimonio di valore incommensurabile
come questo.
Allora un gruppo di associazioni, di cittadini, di sindaci della
Valpolicella insieme alla Cooperativa agricola Ottomarzo hanno dato
vita alla Cooperativa Le Terre della Grola Onlus. Oltre a
raccogliere le quote per rilanciare un’offerta d’acquisto alla
Provincia, la cooperativa Terre della Grola si è da subito
posta l’obiettivo di risistemare anche gli immobili. È una
storia di solidarietà e di amore per la terra: da qui nasce
l’idea di lanciare una grande campagna di azionariato popolare e di
raccolta fondi.

L’idea ha affascinato e coinvolto centinaia di persone provenienti
dal territorio veronese ma anche da altre parti d’Italia: e
così, in un anno, sono state raccolte più di 300
quote non solo tra i cittadini della Valpolicella ma anche da tutto
il Veneto, dalla Liguria e dalla Sardegna. Per promuovere il
progetto sul territorio si sono inoltre costituiti Comitati di
paese a S.Ambrogio, Fumane, Marano, Negrar, S. Pietro in Cariano,
Bussolengo e Verona. A sostegno economico si sono attivate Lega
Coop, il Consorzio italiano vini, il Credito cooperativo di Marano
di Valpolicella e il Banco popolare di Verona e Novara che nel mese
di giugno ha donato un contributo di 10 mila euro.
Sono risultati importanti, frutto dell’entusiasmo di tante persone
che vogliono riunirsi per salvare e presidiare la magia verde di un
luogo.

Un entusiasmo e una passione che meritavano di essere
festeggiati…

Così, sabato 5 luglio presso la Cà Verde di S.
Ambrogio di Valpolicella, a partire dalle 17,00 si potrà
passeggiare tra banchetti enogastronomici e le bellezze naturali
del posto. Vi saranno giochi e animazioni per grandi e bambini, e
momenti di riflessione e di bilancio sul progetto. Alle 18,30, dopo
il brindisi per il primo anno di attività e la degustazione
dei vini e dei formaggi biologici, Letizia Tomassone, pastora
valdese della comunità di Verona, Luana Zanella,
parlamentare e ambientalista, don Luigi Adami, sacerdote e il
contadino Luigi Aldrighetti animano il dialogo “La terra abitata:
percorsi possibili per il recupero del territorio”.

La serata sarà l’occasione per presentare il nuovo opuscolo
della cooperativa dedicato agli immobili delle terre della Grola
che saranno oggetto di un concorso di idee, rivolto a tutti: a
partire da settembre i cittadini della Valpolicella saranno
chiamati a dare una destinazione d’uso alle strutture che verranno
recuperate dalla Cooperativa e gestite da imprese sociali del
veronese. Durante tutta la festa saranno aperti gli stand
enogastronomici. La serata si concluderà con le musiche anni
’70 e ’80 degli Arusnates.

L’impegno, la festa, il radunarsi per salvare una collina verde:
gesti bellissimi di valore antico, sano, civile.

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