Premi Nobel

Marie Curie, la vita e le scoperte

Marie Curie è stata l’unica donna a prendere due Nobel in due discipline diverse. Lei e suo marito scoprirono il radio e il polonio.

Nata nel 1867 da genitori insegnanti, Maria Skłodowska coronò il sogno di studiare alla Sorbona di Parigi e di seguire le lezioni dei più grandi scienziati del tempo laureandosi in fisica con i voti più alti in assoluto.

Ora poteva tornare, da insegnante, nell’amata Polonia per aiutarla ad affrancarsi dalla Russia zarista attraverso la cultura, ma incontrò il fisico Pierre Curie, schivo e idealista come lei. Dall’affinità intellettuale nacque una coppia leggendaria. Dopo il matrimonio Maria Skłodowska prese il cognome del marito diventato così Marie Curie.

Testati tutti gli elementi chimici per identificare i minerali che possedevano una medesima proprietà che chiamò “radioattività”, Marie giunse alla rivoluzionaria intuizione che essa era insita nell’atomo stesso, cambiando il corso della fisica e rendendo necessario lo sviluppo della meccanica dei quanti.

Nel 1903 il sobrio Le Figaro raccontava con tono incantato la favola di una donna fragile che aveva ricavato la magica sostanza luminosa, il radio, da tonnellate di metallo in un freddo capannone intriso di gas tossici.

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Pierre e Marie Curie nel loro laboratorio (1903 circa)

In anni di lavoro con mezzi rudimentali, i Curie isolarono anche un nuovo metallo, che chiamarono “Polonio”, guadagnandosi il premio Nobel per la Fisica. Pierre poi declinò persino la Legione d’Onore, chiedendo piuttosto un laboratorio attrezzato.

L’istantanea popolarità fu vissuta dalla coppia come una tragica interruzione della loro concentrazione. Intanto, fabbriche per la produzione del radio nascevano negli USA per l’uso medico che se ne poteva fare; ma la coppia non accettò di depositarne il brevetto – “la ricerca pura non dovrebbe avere a che fare con le ragioni del profitto”.

Nel 1908 Marie divenne la prima donna titolare di una cattedra alla Sorbona; e nel 1911 ottenne anche il Nobel per la Chimica. Ma nello stesso anno fu gettata nel fango dalla stessa stampa francese che l’aveva idolatrata: in quanto “polacca, donna e forse persino ebrea”, non fu considerata degna di far parte dell’Accademia delle Scienze. Morto il marito, anni più tardi guadagnò il favore dell’opinione pubblica americana, dopo che sui campi di battaglia della prima guerra mondiale si confermò l’immenso valore medico della sua scoperta; negli USA raccolse ingenti fondi per il suo Istituto del Radio.

Agosto 1914, Marie Curie alla guida di un autocarro Renault convertito in unità radiologica
Agosto 1914, Marie Curie alla guida di un autocarro Renault convertito in unità radiologica. Marie Curie guidò questo veicolo da ospedale a ospedale durante la 1° guerra mondiale (foto di Oxford Science Archive/Print Collector/Getty Images)

Allo scoppiare della guerra la stoica Curie aveva, infatti, trafugato in una cassa piombata l’unico radio esistente in Francia, su un treno di rifugiati, andò sul fronte ad attrezzare improvvisate ambulanze con apparecchiature radiologiche, con cui salvò la vita a molti soldati trovando le schegge conficcate nelle loro membra.

Lei e la figlia Irène, operando senza protezione, si esposero ad immense radiazioni. Marie Curie, la prima persona a ricevere due Nobel, morì di leucemia nel 1934.

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La statua di Marie Curie nella città vecchia di Varsavia (foto di Artur Widak/NurPhoto via Getty Images)

La visione classica della fisica e del mondo furono spazzate via dal suo lavoro. Per questo François Mitterrand, alla fine
della sua presidenza, fece tumulare le sue spoglie nel Pantheon, accanto a quelle di Victor Hugo; un tributo a una donna immigrata che ha onorato la Francia. I quaderni in cui sono custodite le annotazioni della Curie sono oggi visibili alla Bibliothèque Nationale di Parigi previa dichiarazione che lo si faccia a proprio rischio e pericolo: sono radioattivi e sono preziosi. E lo saranno per i prossimi 1.500 anni.

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