La fretta di guarire, desiderio di cambiamento

Per guarire in modo sincero, la persona deve prendersi responsabilmente cura di sé, senza più demandare ad altri il proprio benessere.

Purtroppo spesso anche la “medicina dolce” utilizza lo stesso
approccio al sintomo della medicina ufficiale: hai qualcosa e vuoi guarire?Prendi
un omeopatico, un fiore di Bach, un fitoterapico, oppure fai un
corso. Simboli del profondo desiderio di conoscersi e comunicare,
il rischio è di viverli come un episodio distaccato: un
momento forte per decidere un cambiamento necessario, ma poi
ritornare alle vecchie abitudini che sono alla radice del
malessere, ritornare a ritmi innaturali.

Il ritmo oggi è incalzante, come rimanere integri? La
fiducia in noi stessi è sicuramente una grande medicina, da
prendere più volte al giorno. Il desiderio sincero di
prenderci cura di noi senza giudicarci, è una conquista. E’
un atto delicato, quotidiano; non richiede sforzo, ma
capacità di osservazione di quanto emerge. E il respiro
è il grande integratore.

La remissione del sintomo è un obiettivo terapeutico
importante, ma rappresenta solo l’inizio di un cammino di
autoconoscenza. Quanto tempo ci vuole per sanare? La Vita ha molti
doni da farci, e per riceverli dobbiamo essere recettivi, in grado
di rinnovarci ogni giorno. Allora prendiamoci tempo per imparare a
volerci bene. Per morire al vecchio e rinascere al nuovo, naturali
come una cellula. Se ne osserviamo il comportamento nello sviluppo
dell’embrione, esse si moltiplicano grazie allo scambio con
l’esterno: nel momento di apertura – massimo episodio di rischio e
di squilibrio interno – qualcosa muore per trasformarsi in una
cellula più completa, fatta dalla somma di alcune
caratteristiche di entrambi i campi. Se vogliamo essere naturali,
imitiamo le cellule: studiandone il comportamento, gli scienziati
stanno riformulando la biochimica, la fisica, la sociologia e
l’economia (F. Capra, La scienza della vita, Rizzoli).

Essere dinamici significa saper accogliere e metabolizzare
ciò con cui impattiamo quotidianamente. Ciò richiede
capacità di ascolto delle percezioni più sottili. Se
un bambino si fa in nove mesi, un programma di disintossicazione
profonda ne richiederà almeno altrettanti. Un percorso di
guarigione sincero accompagna la persona a prendersi
responsabilmente cura di sé, senza più demandare ad
altri il proprio benessere. I detrattori della naturopatia dicono
che è un percorso senza fine, una spirale che attrae verso
di sé inesorabilmente. Ma la vita non è forse
così?

La salute è ricerca di equilibrio, frutto di un impegno
giornaliero; è saggezza. L’equilibrio non è nella
stasi, sinonimo di morte nella cellula. E’ giustapposizione dei
campi presenti in essa, in continuo movimento e sempre pronti a
trasformarsi in qualcosa di più completo. Prendiamoci tutto
il tempo necessario: siamo troppo importanti per vivere di fretta.
Rischieremo di trascurare ciò che di più prezioso
vive in noi e ci circonda.

Piera Giacconi

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