Cammini e itinerari

Lago di Braies, lo specchio d’acqua più celebre delle Dolomiti chiuso al traffico per l’estate

Il lago di Braeis in Alta val Pusteria è una delle mete più desiderate delle Dolomiti ma la massa di turisti che lo invadono mettono il suo equilibrio a rischio. Così si è deciso di proteggerlo, vietando le auto.

Chi l’ha visitato ricorda le sue acque cristalline in cui si specchiano le Dolomiti, patrimonio dell’umanità Unesco, e il paesaggio da cartolina circostante: siamo al lago di Braies, in Alta val Pusteria, in Trentino Alto Adige, un paradiso naturale da scoprire grazie a splendidi trekking o a rilassanti gite in barca. Meta montana tra le più frequentate e note, da qualche tempo ha subito un’invasione di visitatori e per questo l’amministrazione comunale ha deciso di proteggere la zona, patrimonio di tutti.

Lago di Braies chiuso alle auto dal 10 luglio al 10 settembre

Questo angolo della valle, da sempre magnifico, negli ultimi anni è stato preso d’assalto dai turisti che l’hanno conosciuto grazie alla nota serie tv, così l’amministrazione locale già dal 2018 ha deciso di adottare delle misure per regolamentare il traffico automobilistico. Dal 10 luglio al 10 settembre la strada della frazione Ferrara fino al lago, che sopporta durante i mesi estivi il transito di 7 mila veicoli al giorno, sarà chiusa al traffico veicolare, probabilmente dalle ore 10:00 alle 15:00. I visitatori potranno lasciare l’auto in un parcheggio a pagamento con 240 posti. Da qui, per arrivare al lago di Braies, ci sono due opzioni:

  • Escursione dalla frazione Ferrara fino al lago di Braies (sentiero n° 1, durata circa 1 ora e ½)
  • Proseguimento con il bus di linea 442i o il servizio navetta Monguelfo – Lago di Braies

Durante la chiusura avranno il permesso di transitare solo i bus della linea 442 provenienti da Dobbiaco attraverso Villabassa e un servizio di shuttle con partenza da Monguelfo. Per il servizio shuttle la tariffa dovrebbe essere di 3 euro a persona per ogni viaggio per tutti gli ospiti dai 6 anni in su.

Le foto di questo articolo sono state scattate da Edoardo Marcolongo, accompagnatore escursionistico Cai e grande appassionato di fotografia che ci ha guidati lungo i sentieri che da Braies partono verso le cime delle Dolomiti.

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Braies Tirolo montagne
Uno dei sentieri che costeggia il lago di Braies © Edoardo Marcolongo

Da Braies sulle vette più belle delle Dolomiti

Quello che consigliamo, per godere davvero di uno spettacolo naturale unico, è di arrivare al lago come sopra descritto ma soprattutto di non fermarsi alle sue rive: da Braies parte l’Alta via numero 1 che conduce al rifugio Biella. Si tratta di un percorso davvero suggestivo ma adatto a escursionisti con una certa esperienza: lungo il sentiero infatti vi sono alcuni tratti esposti che potrebbero risultare ostici. Ma se si è in grado di farlo, ciò che vi aspetta è un paesaggio vario che ha inizio dalle acque limpide di Braies, per poi passare tra il verde intenso dei boschi, avvolti in un’atmosfera magica, fino a risalire la conca pietrosa che conduce al vasto altipiano arido e sassoso dove sorge il rifugio, tra una bellezza selvaggia. Il rifugio è un luogo piuttosto spartano – niente a cui degli escursionisti non siano abituati – dove concedersi però la gioia di ammirare forse le più belle montagne del mondo. L’Alta via numero 1 non finisce qui, conduce infatti da Braies sino a Belluno: un trekking lungo e spettacolare solo per veri appassionati.

Per chi volesse continuare, ci sono altri sentieri che partono da questo rifugio: uno splendido è il sentiero numero 3 che dal Biella porta al rifugio Vallandro: in queste circa 4 ore di cammino tutto ciò che di meraviglioso regala la montagna è presente. Oltre alle consuete attenzioni prima di partire – consultare il meteo prima di tutto – è bene sapere che per via della enorme frana del 2016 il persorso ha subito una deviazione che però lo rende più agevole, e che lungo il sentiero per via di alcuni passaggi esposti, troverete le catene per la sicurezza degli escursionisti. Per un’ultima meravigliosa fatica, in meno di un’ora, sopra il Vallandro si raggiunge un pianoro dove il panorama regala tutte le vette più belle in un unico colpo d’occhio. Forse lo spettacolo più entusiasmante che abbiate mai visto.

Trentino lago di Braies
Le barche a noleggio che fanno il giro del lago.© Edoardo Marcolongo

Scoprire il Parco naturale Fanes-Senes-Braies

Il Parco naturale Fanes-Senes-Braies, istituito nel 1980 – occupando una superficie di più di 25mila ettari, è uno dei parchi più vasti dell’Alto Adige. A prima vista questa vasta area, sembra caratterizzata solo da alte cime e pareti, invece racchiude al suo interno un territorio di malghe e altipiani molto diversi tra loro per morfologia e paesaggio. Nel parco è ben visibile il fenomeno di carsismo nelle forme più svariate: campi carreggiati, fenditure, pozzi, doline e caverne. Ma di che cosa si tratta? Il carsismo di ha quando l’anidride carbonica contenuta nell’acqua intaccando e disciogliendo gran parte delle formazioni calcaree riducibili al Giurassico, modella la montagna costituendo delle figure meravigliose. Qui tra Fanes-Senes-Braies troviamo infatti tutte le forme più caratteristiche del fenomeno del carsismo come i campi carreggiati, le fenditure, i pozzi, le doline, in cui spesso si formano i laghetti alpini perenni o molto più spesso temporanei. È qui che si è formato il lago di Braies, un bacino naturale, nella cui acqua si specchiano le massicce pareti rocciose della Croda del Beco, e il lago di Dobbiaco, la cui riva sud è caratterizzata da prati umidi, importanti habitat per molte specie d’uccelli acquatici.

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Il panorama sul lago di Braies percorrendo uno dei sentieri sulle cime circostanti© Edoardo Marcolongo

Le specie animali e vegetali nel Parco

All’interno del Parco naturale due sono le zone facilmente identificabili con caratteristiche diverse: quella delle dolomiti di Braies dove si sviluppano le vette più alte come la Croda rossa (3146 metri) e la zona dei grandi altipiani di Senes, Fanes e Fosses. In entrambe si possono ammirare diverse specie di uccelli, come la pernice bianca, il gallo cedrone, il francolino di monte o il gallo forcello, quest’ultimo preferisce le zone del pino mugo e i cespugli di rododendro. Per quel che riguarda la flora, i boschi sono composti principalmente da abete rosso, pino cimbro, pino silvestre e larice. Nel sottobosco si sviluppano gli arbusti come il mirtillo nero e rosso e il rododendro. All’aumentare delle altitudini compare il pino mugo. Ad abitare i boschi sono caprioli, martore, volpi, l’ermellino, la lepre alpina, le nocciolaie e anche alcuni rapaci come lo sparviero e l’astore.

A valle molti i fiori e le piante: l’arnica, la genziana, la radichella aranciata e molte altre specie. Sopra i 2500 metri la vegetazione cambia e diventa più rada ma si scorgono: il camedrio alpino, la vedovella, l’achillea delle dolomiti, la stella alpina, il papavero retico. Se si è fortunati tra le crepe e le fessure delle rocce si trovano il raperonzo di delle Dolomiti, la potentilla delle Dolomiti, il carice sempreverde o la sassifraga verdazzura. Il massimo è riuscire ad avvistare l’aquila reale, il corvo imperiale, i camosci e anche gli stambecchi.

 

 

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