L’azione dello sport sulla mente

Divertimento, benessere, autostima attraverso il fitness. Non solo meri fattori motivazionali, ma un patrimonio di emozioni e stati d’animo positivi sono dati dallo sport, che svolge un’importante funzione anche per quanto riguarda il benessere della mente.

Negli ultimi trent’anni quella del benessere fisico, del fitness, è diventata una delle industrie più importanti nel nostro Occidente. Questo perché si è finalmente compresa l’importanza dello sport e del movimento come fattore protettivo nei confronti di patologie importanti quali quelle cardiovascolari, diabete, obesità e infinite altre.

Se si chiede a chi lo fa come mai ha deciso di praticare un’attività sportiva, molto probabilmente otterremo delle risposte simili a queste: “perché mi diverte”, “perché mi fa sentire meglio con me stesso”, “perché quando vedo il mio corpo in salute e allenato ne sono gratificato”. Queste risposte non fanno altro che evidenziare una realtà sottesa alla fitness: l’esercizio fisico non solo aiuta a prevenire le malattie (funzione che di per sé potrebbe anche essere sufficiente), ma è correlato a una condizione mentale necessaria e motivante nei confronti dell’esercizio stesso.

Divertimento, benessere, autostima che si ottengono attraverso il fitness

Non ci sono solo meri fattori motivazionali, ma un patrimonio di emozioni e stati d’animo positivi.

Lo sport svolge un’importante funzione anche per quanto riguarda il benessere della mente. Un benessere che, nonostante la saggezza dell’antico detto di Giovenale “mens sana in corpore sana”, ha trovato una sua precisa spiegazione scientifica solo negli ultimi anni. Con risultati davvero sorprendenti.

Molti studi hanno sostenuto che per ottenere i benefici del running fosse necessario correre per oltre 15 chilometri a settimana, o comunque per un ammontare di tempo superiore alle tre ore. Una recente ricerca condotta da una serie di atenei americani apparsa sul Journal of American College of Cardiology invece indica una soglia più bassa, così come altri studi, che sostengono come non sia necessario correre così tanto per mantenersi sani. I 5 minuti al giorno di buona intensità ridurrebbero in modo significativo i rischi di problemi cardiovascolari (45%) e in generale di morte prematura (del 30%).
Molti studi hanno sostenuto che per ottenere i benefici del running fosse necessario correre per oltre 15 chilometri a settimana, o comunque per un ammontare di tempo superiore alle tre ore. Una recente ricerca condotta da una serie di atenei americani apparsa sul Journal of American College of Cardiology invece indica una soglia più bassa, così come altri studi, che sostengono come non sia necessario correre così tanto per mantenersi sani. I 5 minuti al giorno di buona intensità ridurrebbero in modo significativo i rischi di problemi cardiovascolari (45%) e in generale di morte prematura (del 30%).

I nostri progenitori, una volta raggiunta la posizione eretta, hanno iniziato a camminare per conquistare nuovi spazi da colonizzare. Ciò ha portato l’organismo umano a sviluppare, nel corso dei millenni e dell’evoluzione, un determinato tipo di metabolismo che funziona al meglio quando il corpo viene utilizzato in tutta la sua capacità e complessità. Gli ultimi cinquant’anni, invece, hanno visto un massiccio incremento della sedentarietà.

Gli stili di vita odierni si ripercuotono pesantemente sulla salute fisica delle persone, determinando un incremento di malattie che un uso corretto del corpo potrebbe tranquillamente prevenire, e questi stessi cambiamenti non dovrebbero avere ripercussioni anche sulla nostra wellness mentale.

A questa tesi risponde una ricerca condotta da Justy Reed e Deniz Ones, pubblicata su Psychology of Sport and Exercise nel marzo del 2006, che ha preso in considerazione oltre settanta studi pubblicati sull’argomento.

I due scienziati statunitensi hanno determinato che basterebbero 20 minuti di esercizio fisico al giorno per mantenere il nostro equilibrio biologico. L’esercizio dovrebbe essere preferibilmente di tipo aerobico, cioè corsa, nuoto, bicicletta, dato che incrementa la capacità respiratoria, l’ossigenazione dei tessuti e la resistenza alla fatica. Ciò determina un maggiore livello di benessere fisico che si traduce, nella pratica, in un’accresciuta resistenza alle malattie, con incremento delle difese immunitarie, riduzione del pericolo di malattie cardiovascolari e del diabete nonché, e questo è l’aspetto che più ci interessa, maggiore sensazione di benessere generale e di fiducia nelle proprie possibilità sia fisiche sia psicologiche.

L’azione dello sport sulla mente è stata studiata di recente dal neurobiologo Bernard Winter, e i risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati nel 2006 sulla rivista specializzata Neurobiology of Learning and Memory. Lo studio avanza l’ipotesi che l’esercizio fisico abbia delle ripercussioni positive sulle performance di tipo intellettuale grazie alla maggiore produzione, in seguito all’attività sportiva, di catecolamine, ovvero dei neurotrasmettitori capaci di incrementare le performance cognitive. Lo studio, tra l’altro, ha dimostrato che questo effetto benefico vale per tutte le età: lo sport aiuta lo sviluppo cognitivo del bambino, dell’essere umano adulto e anche di quello in età più avanzata, rallentando in maniera sostanziale il decadimento di quelle facoltà intellettuali che spesso subiscono un degrado con l’avanzare del tempo, quali l’apprendimento e la memoria.

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