Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
Lo rivela uno studio che ha analizzato i dati della Corn Belt statunitense, dove si coltiva intensivamente mais ogm: i parassiti hanno sviluppato resistenza alla coltura transgenica.
Il mais ogm negli Stati Uniti sta generando un paradosso. Ampiamente utilizzato dagli agricoltori per la sua resistenza ai parassiti e per aumentare le rese, ha dato vita, invece, all’effetto opposto: i parassiti hanno sviluppato resistenza e le produzioni sono in calo con conseguenti perdite economiche per i coltivatori.
A rivelarlo è uno studio pubblicato su Science, condotto da un team di ricercatori di diverse università negli Stati Uniti, Cina e Canada che ha analizzato dodici anni (2004-2016) di dati sul campo in dieci stati della cosiddetta Corn Belt, la regione agricola degli Stati Uniti caratterizzata dalla produzione intensiva di mais. La ricerca si è concentrata sul mais Bt (Bacillus thuringiensis), geneticamente modificato per contrastare diversi parassiti tra cui il verme delle radici (diabrotica).
Il team ha raccolto dati sulla pressione dei parassiti, sulle rese delle colture e sulle pratiche agricole, confrontando le regioni con coltivazione continua di mais (stati occidentali della Corn Belt: Illinois, Iowa, Minnesota, Nebraska, Dakota del Nord, Dakota del Sud e Wisconsin) con quelle che praticano la rotazione delle colture (stati orientali: Indiana, Michigan e Ohio).
Secondo i risultati, proprio l’uso intensivo di questa coltura geneticamente modificata ha favorito lo sviluppo della resistenza dei parassiti minando l’efficacia stessa del mais ogm. Gli agricoltori hanno piantato più mais Bt rispetto al necessario con percezioni errate dei costi e dei benefici. Questo è stato più evidente negli stati orientali, dove la rotazione delle colture aveva già contribuito a ridurre la pressione del verme.
Gli editorialisti di Science spiegano: “La resistenza ai parassiti è una delle principali caratteristiche introdotte nelle colture geneticamente modificate per poter ridurre la necessità di pesticidi chimici. Tuttavia, quando vengono piantate intensivamente, la loro efficacia diminuisce e il rapporto costi-benefici cambia man mano che i parassiti sviluppano resistenza”. Christian Krupke, tra gli autori dello studio, ha paragonato il mais Bt a una “risorsa finita” che si esaurisce a ogni utilizzo: “Ogni volta che lo usi, erodi un po’ la sua suscettibilità. Quindi è meno probabile che funzioni altrettanto bene la volta successiva”. Per fare un paragone, è la stessa cosa che si verifica quando c’è un uso eccessivo di antibiotici che conduce alla resistenza batterica.
Il mais ogm ha generato un circolo vizioso che ha portato gli agricoltori a utilizzare intensivamente le colture transgeniche e sempre più pesticidi quando gli ogm hanno diminuito la loro efficacia. Le conseguenze sono state perdite economiche relative all’aumento dei costi di produzione e alla diminuzione delle rese. Senza contare i danni ambientali: oltre all’inquinamento da pesticidi, secondo uno studio di qualche anno fa, la tossina anti-parassiti del mais Bt distruggerebbe anche gli insetti utili agli agricoltori con squilibri sull’ecosistema.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.
A qualche giorno dalla notizia della proposta di legge che potrebbe rendere vani gli sforzi di due dozzine di Stati americani che si stanno impegnando per rendere obbligatoria l’etichettatura degli Ogm, il Vermont anticipa tutti e approva un disegno di legge a tutela dei consumatori. Si tratterebbe del primo degli Stati Uniti d’America ad
Negli ultimi decenni la pesca della maggior parte delle popolazioni di tonno è passata da una pratica intensiva che ha messo a rischio le popolazioni ittiche a una gestione virtuosa che rispetta l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie anche alla certificazione MSC.
Le parole sanno sempre arrivare dritte al cuore. Così quando parliamo di terreno o suolo fertile, parliamo di humus. E “humus” ha la radice di “umano”.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
Un rapporto sugli allevamenti in Lombardia svela come il sistema produttivo intensivo superi le capacità del territorio causando problemi alla salute delle persone, dell’ambiente e degli animali.
La campagna “Per la salute, le api e gli agricoltori” punta a impedire che vengano concesse autorizzazioni illimitate per i pesticidi. I cittadini europei possono firmare la petizione online.


