Come ha rilevato un’indagine tedesca, la presenza di Pfas o meno nelle padelle antiaderenti non è sempre chiara. Il teflon è sicuro, ma occorre fare attenzione all’usura e al surriscaldamento.
Il Salvagente ha elaborato una classifica della frutta e della verdura italiana considerando il multiresiduo, ovvero la presenza simultanea di residui di pesticidi diversi su un solo campione.
Uva bianca, pere e fragole tra la frutta, pomodori, zucchine e insalata tra gli ortaggi: sono questi gli alimenti più contaminati dai pesticidi in Italia secondo la classifica stilata da Il Salvagente sulla base di migliaia di analisi svolte negli ultimi 11 anni dalla rivista dei consumatori.
La classifica della frutta e della verdura più contaminata da pesticidi è stata fatta per fornire una bussola a chi acquista, uno strumento per cercare di difendersi dalla chimica invisibile. Il giornale sottolinea come, in questi anni di test di laboratorio, è emerso sempre più frequentemente il fenomeno del cosiddetto “effetto cocktail” o multiresiduo, ovvero la presenza contemporanea di diversi fitofarmaci all’interno di un singolo alimento.
Il Salvagente spiega che, per non superare i limiti massimi consentiti dalla legge per ogni singola sostanza, gli agricoltori utilizzano una miscela di pesticidi diversi che hanno la stessa funzione abbassando però le dosi di ciascuna sostanza. In questo modo l’alimento risulta legalmente “conforme”, ma l’organismo, attraverso il consumo di frutta e verdura viene esposto a una combinazione di sostanze chimiche dannosa per la salute.
Nelle varie analisi de Il Salvagente, l’uva da tavola ha registrato un record assoluto con 19 molecole trovate in un solo campione, 10 fungicidi e 9 insetticidi; seguono le pere con 12 residui, le fragole con 9, le banane con 6 residui presenti anche anche nella polpa, poi le mele con 5 residui. Nei pomodori sono state trovate 16 molecole diverse: è successo in un campione di pachino che presentava residui di 12 fungicidi e 4 insetticidi; nelle zucchine sono stati trovati 8-9 tracce per campione, nella valeriana in busta 8 molecole. Anche nelle zuppe a base di fagioli o lenticchie del banco frigo sono state trovate 6 tracce chimiche, incluso il glifosato, e nei legumi in scatola o in vetro erano presenti tre molecole, oltre a sostanze vietate in Italia, ma presenti nei prodotti importati.
Tra i pesticidi più presenti ci sono il Boscalid, un fungicida le cui tracce sono state trovate su mele, fragole, pomodori, insalate in busta, fagioli e zuppe pronte di legumi, e anche lo Spinosad, un insetticida rilevato in fragole, banane, pomodorini e valeriana. Quello che può fare un consumatore è scegliere in primis prodotti da agricoltura biologica liberi da pesticidi, non solo per la propria salute, ma anche per quella dell’ambiente.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Come ha rilevato un’indagine tedesca, la presenza di Pfas o meno nelle padelle antiaderenti non è sempre chiara. Il teflon è sicuro, ma occorre fare attenzione all’usura e al surriscaldamento.
Mentre il costo della spesa alimentare aumenta sempre più, gli agricoltori guadagnano sempre meno. Per TerraComune occorre cambiare il sistema che ha impoverito le persone e l’ambiente.
Uno studio ha osservato come, a parità di calorie e nutrienti, un pasto con cibi minimamente processati e uno con cibi altamente processati generano risposte diverse a livello metabolico e di attività cerebrale.
In una piantagione sperimentale alle porte di Palermo, i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno fatto crescere esponenzialmente il raccolto di caffè.
Oltre 120 chef hanno scelto di eliminare il salmone allevato dai loro piatti e invitano i colleghi a fare lo stesso finché la produzione intensiva continuerà a causare danni.
Nella tenda di un campo per sfollati, l’agronomo Salama Ayesh Muhanna sta ricostruendo la banca dei semi distrutta nel conflitto: il suo obiettivo è tutelare il patrimonio della Palestina e aiutare gli agricoltori.
Lo studio ha associato il consumo abituale di caffè a una composizione corporea più sana e a parametri metabolici più favorevoli. Sono emerse anche associazioni con gli ormoni sessuali, con differenze tra uomini e donne.
Alla Tenuta di Paganico, azienda biologica in Toscana, il pascolo di bovini e suini coesiste con una gestione sostenibile del bosco che preserva il territorio.
Terra Madre 2026 raccoglie l’eredità di Carlo Petrini, festeggia i 40 anni di Slow Food e celebra la biodiversità in tutte le sue declinazioni: appuntamento a Torino, dal 24 al 27 settembre

